Enzo Favata, anima sarda nel Jazz internazionale

Condividi l'articolo con i tuoi fan

Poliedrico, talentuoso e fieramente sardo, Enzo Favata è un musicista attivo nel panorama musicale nazionale e internazionale. Suonatore professionista di sassofono soprano e sopranino, dimostra una grande versatilità alternando la melodia del sax con il clarinetto basso, con strumenti etnici a fiato legati soprattutto alla sua Isola, e con un abile utilizzo del live electronics, miscelando tradizione, innovazione e multietnicità.

L’anno 1983 segna l’inizio della sua carriera artistica, come jazzista classico. Col passare degli anni, ha arricchito il suo bagaglio musicale con sonorità raccolte durante i suoi numerosi viaggi in giro per il mondo (tra Europa, Giappone, Cina, Iran, Egitto, Brasile, Argentina, Croazia, Slovenia, Albania, Kuwait), conciliandoli con i suoni della tradizione sarda, sempre presenti nelle sue esibizioni. Come manifesto di questa direzione musicale, nel 1992, esce il primo album a suo nome “Jana”, primo passo che condurrà, sei anni dopo, alla creazione del Jana Project, associazione concertistica fondata ad Alghero, che organizza festival musicali in tutto il mondo.
Parallelamente alla vita concertistica, Enzo Favata ha lavorato alla composizione di colonne sonore per cinema, teatro e televisione, firmando la musica di un film tedesco ambientato in Sardegna “Con amore …Fabia” (regia di Maria Teresa Camoglio) e del film “Il cielo è sempre più blù” (regia di Antonello Grimaldi), presentato nel 1997 in almeno dieci festival internazionali del cinema. Quello stesso anno lo vede impegnato in un interessante progetto discografico in collaborazione con il maestro del bandoneon argentino Dino Saluzzi, che ha portato alla nascita dell’album “Ajo’”. Acclamato da pubblico e critica, il progetto ripercorre storie di emigrazione tra Sardegna ed Argentina in maniera emozionante e coinvolgente, tanto da essere inserito nei migliori centocinquanta dischi del 1997 dalla World Music Charts Europe (che riunisce tutte le radio e programmi specializzati di world music in Europa). La collaborazione con Dino Saluzzi prosegue tuttora con una serie di concerti.

L’opera più nota dell’artista è “Voyage en Sardaigne”, pubblicata inizialmente nel 1998 per il quotidiano nazionale “Il manifesto”. Viaggio nel cuore musicale dell’Isola attraverso i brani più apprezzati dell’artista, riproposti da trentadue artisti della musica folkloristica sarda. Il disco ha avuto un grande successo, contando circa 15.000 copie vendute.
A partire dal 2001, Enzo Favata è direttore artistico del Festival “Musica sulle Bocche” a Santa Teresa di Gallura, uno dei più apprezzati festival della Sardegna, creato dall’associazione Jana Project.

La sua carriera artistica vanta la collaborazione con numerosi artisti: Dino Saluzzi, Enrico Rava, the Art Ensemble of Chicago, Omar Sosa, Mulatu Astatke, Django Bates, Miroslav Vitous, Dave Liebman, Anja Lechner, Lester Bowie, Flavio Boltro, Michel Marre, Tenores di Bitti, Metropole Orkest della Radio Nazionale Olandese, Orchestra nazionale di Tirana, e molti altri.

La Testata.info ha avuto il piacere di intervistare Enzo Favata poco prima della sua esibizione inaugurante la rassegna Jazz Club Network 2019, al Jazzino di Cagliari. In questo progetto, lo troviamo in collaborazione con Pasquale Mirra e Dudù Kouaté.
Osservando i tre musicisti durante le prove, si rimane affascinati dall’incredibile varietà di strumenti utilizzati, tra strumenti a fiato e percussioni, provenienti in gran parte dalle tradizioni musicali africane, di cui Dudù Kouaté è fiero testimone. Queste sonorità etniche si fondono dolcemente con la potenza del vibrafono di Pasquale Mirra e la melodia del sassofono di Enzo Favata, creando un’atmosfera magica intrigante.

Intervista a Enzo Favata

1. Come è nata la vostra collaborazione?
La nostra collaborazione è nata per caso, come succede sempre, nel senso che ci conosciamo come musicisti, di nome, ci conosciamo da tanto tempo, il giro italiano è quello lì, non siamo in tantissimi. È capitata un’idea, ci siamo incontrati, a volte abbiamo fatto qualcosa insieme, un’improvvisata insieme, un festival, e da lì è cominciata l’idea “facciamo un trio e vediamo quello che succede”.

2. Nasce come jazzista classico, poi nel corso della sua carriera ha mescolato elementi provenienti da etnie diverse nei paesi di tutto il mondo. Quanto c’è di sardo nella sua musica?

Di sardo, nella mia musica c’è tanto, perché io sono sardo quindi c’è questa idea; ma più che altro c’è l’idea del sincretismo. Sai, questa sera ci sono state tante culture che si sono sovrapposte l’una con l’altra, per cui l’idea di miscelare vari elementi di altre culture nella mia musica è venuta naturale. Come è nel DNA dei sardi.

3. Quali sono i suoi miti e gli artisti a cui si ispira?

Tanti, tante cose, più che altro mi ispira un’idea di realismo magico, anche letteraria se vogliamo, un’idea di creare cose reali però con un surrealismo interiore che mi permette di navigare attraverso lo spazio e il tempo. Questa è la cosa. Poi è chiaro che John Coltrane è stato quello che mi ha attirato verso il Jazz e tanti altri che poi chiaramente son tutti musicisti che vengono da lì, come per esempio la musica minimalista, Steve Reich, Karlheinz Stockhausen, Frank Zappa, la musica tradizionale della Cina, della Sardegna, dell’Africa. Diciamo che, la cosa che io faccio, che è quella che ho sempre fatto, è incuriosirmi. Credo che sia una delle cose necessarie per coltivare il talento.

4. Con quali artisti le piacerebbe suonare o collaborare?

Son tanti quelli con cui già suono. È sempre una sorpresa, per cui mi piacerebbe collaborare con l’artista che mi sorprenderà sempre di più.
Anche con artisti provenienti da mondi diversi, da generi diversi..
Lo faccio e l’ho già fatto, lavoro con un geologo come Mario Tozzi, facciamo spettacoli insieme, oppure lavoro con Mulatu Astatke che è l’icona del Jazz etiope e con tanti altri. Ero da poco in Cina, ho suonato con musicisti cinesi e ritornerò a suonare per l’orchestra di Pechino. Insomma, faccio queste cose perché girando il mondo mi piace fare questo.

5. Quando uscirà il suo prossimo disco?

Il mio prossimo disco uscirà esattamente fra un mese e mezzo ed è un lavoro su Giuseppe Garibaldi; anzi su “Os Caminhos de Garibaldi”, un lavoro che ho fatto con un gruppo di sette musicisti, da un’idea di Enedina Sanna che ha scritto il testo di questo progetto, e che comunque è un lavoro su un eroe dei due mondi, partendo dalla musica. Quindi ci sono musiche del 1600 in Brasile come musiche naturalmente inventate. Un racconto sonoro che per i musicisti è il “gotha” della musica improvvisata in Italia, quindi tra un mese e mezzo uscirà questo disco e mi fa piacere.

6. Direttore artistico del Festival Musica sulle Bocche, come riesce a conciliare questo impegno con la sua carriera musicale?

Molto semplicemente: da tanti anni scelgo gli artisti, che vedo in giro per il mondo. Poi per tutto il resto il festival ha una sua produzione, ha un suo direttore di produzione, c’è uno staff collaudatissimo, posso conciliare solo così. Sono da un aereo all’altro, sono quasi 200 giorni all’anno fuori casa.

Per informazioni sul Festival Musica sulle Bocche:

https://www.musicasullebocche.it/
Per informazioni sulla rassegna Jazz Club Network 2019: https://www.cedacsardegna.it/musica/

 

 

 

You may also like...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *