IL VOTO ABRUZZESE E LE RIPERCUSSIONI IN SARDEGNA. QUANDO VINCE L’ASTENSIONE. “COME CAVOLO E’ POTUTO SUCCEDERE?” - La Testata

IL VOTO ABRUZZESE E LE RIPERCUSSIONI IN SARDEGNA. QUANDO VINCE L’ASTENSIONE. “COME CAVOLO E’ POTUTO SUCCEDERE?”

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Tra la legge finanziaria del governo uscito dalle elezioni politiche di quasi un anno fa e le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo, si è votato in Abruzzo. Il risultato ha premiato la Lega ma quasi un elettore su due non ha votato. Parafrasando il noto regista americano Michael Moore autore di Fahrenheit 11/9, “come cavolo è potuto succedere?”

E il 24 febbraio si voterà per il Consiglio regionale della Sardegna.

Abbiamo chiesto un parere a tre candidati delle principali aree politiche che si contendono la futura maggioranza: Alessandra Zedda (Forza Italia), Francesco Agus (Campo Progressista), Samuele Mereu (Movimento Cinque Stelle).

Ci siamo quasi. Si rivota in Sardegna, dopo le suppletive di Cagliari vinte da Andrea Frailis per il centrosinistra che ha strappato un seggio al dimissionario del M5S, si voterà domenica 24 Febbraio per decidere il nuovo Consiglio regionale e il prossimo governatore che sostituirà l’uscente Francesco Pigliaru. Queste elezioni precedono le Europee di maggio. Ma soprattutto arrivano dopo la prima manovra del governo, le notizie di una recessione economica e il rinnovo del Consiglio regionale dell’Abruzzo che ha visto alle urne solo il 52,5% della popolazione e la vittoria di un candidato di Fratelli d’Italia appoggiato da tutto il centrodestra ma vincente per l’effetto Lega, primo partito. Ma come in “Fahrenheit 11/9”, film del regista americano Michael Moore che consiglio a tutti di vedere possibilmente prima di tutte le elezioni, che analizza l’ascesa al potere di Donald Trump e si chiede testuale: “How the fuck did this happen?” (come cavolo è potuto succedere?), Moore si dà una risposta. Molto articolata e vi rimando al film. Ma si può sintetizzare anche e soprattutto nella disaffezione dell’elettorato tradito della parte politica che ha perso e che non è andata a votare, facendo vincere il personaggio più improbabile anche per i Repubblicani (che hanno provato a contrapporgli inutilmente oltre una dozzina di candidati alle primarie del partito).

E in Sardegna cosa succederà? Peserà la vertenza dei pastori sardi che si lamentano per il prezzo del latte troppo basso? Ci sarà l’onda lunga della Lega? Oppure il laboratorio sardo ci riserverà qualche sorpresa? Il mio consiglio è sempre quello di andare a votare “in massa” il 24 febbraio per il bene più prezioso che è quello della libertà da difendere democraticamente.

Ho chiesto un commento delle elezioni abruzzesi in vista di quelle sarde a tre esponenti delle maggiori aree politiche. Ecco le loro risposte.

Alessandra Zedda (Forza Italia) che sostiene il candidato governatore Christian Solinas appoggiato da Partito Sardo d’Azione, Lega Salvini Sardegna, Forza Italia, Fratelli d’Italia, UdC, Energie per l’Italia, Riformatori Sardi, Unione dei Sardi, Sardegna20Venti, Sardegna Civica e Fortza Paris: “Centrodestra unito è ancora il miglior buon governo come nelle regioni amministrate insieme. I valori della famiglia, l’impresa, la sicurezza del paese e la libertà dimostrano che Forza Italia è ancora il riferimento a cui gli italiani moderati, cattolici e liberali si rivolgono. Siamo la vera proposta di conoscenza e idee innovative per rendere finalmente sovrana la Sardegna. Ciclo dell’alimentazione, dell’energia, dell’acqua e dei rifiuti devono essere assolti in autonomia e il valore del lavoro prodotto deve essere non delocalizzabile. Il mio appello ai sardi: ora il vostro voto è espressione di libertà e sovranità”.

Francesco Agus, (Campo Progressista Sardegna) che sostiene il candidato governatore Massimo Zedda appoggiato da Partito Democratico, Campo progressista Sardegna, Liberi e uguali Sardigna Zedda presidente, Cristiano Popolari socialisti, Progetto Comunista per la Sardegna, Sardegna in comune con Massimo Zedda, Noi la Sardegna con Massimo Zedda, Futuro comune con Massimo Zedda, Giovani sardi con Massimo Zedda: “È scorretto trarre conclusioni nazionali da elezioni locali, amministrative o regionali. Su queste pesano di più le dinamiche locali, il profilo dei candidati e delle liste. Ricordo, ad esempio, che nel 2016 Cagliari fu l’unico capoluogo ad andare al centrosinistra senza ballottaggio, in un turno elettorale estremamente sfavorevole che a Roma e a Torino vide l’affermazione del m5s. Questo vale per l’Abruzzo e vale due volte per la Sardegna: sia per quello che concerne la specificità dell’isola e la capacità spesso dimostrata di anticipare le dinamiche nazionali, sia per le peculiarità uniche in Italia della coalizione dei progressisti sardi e del suo candidato Presidente Massimo Zedda”.

Samuele Mereu, (M5S) che sostiene il candidato governatore Francesco Desogus appoggiato dal Movimento 5 Stelle: “I dati statistici devono essere comparati tra elezioni simili. Parlare di sconfitta, in Abruzzo paragonando le recenti regionali appena svolte con le Politiche, è un errore di valutazione. Valutando invece i voti ottenuti alle elezioni  regionali di 5 anni fa e quelle di ieri, ci ritroviamo percentuali simili a favore del Movimento. Non intendo fare campagna elettorale svilendo i risultati altrui, ma nemmeno facendo dei confronti tra elezioni diametralmente opposte. In Sardegna, poi il Movimento si presenta per la prima volta alle regionali, per cui e da lì che partiremo per realizzare il nostro programma regionale. Sono fiducioso perché vedo che i cittadini ci sostengono e ci ascoltano. Alle regionali conta la persona, quanto sia conosciuta nell’ambito lavorativo, nel volontariato, nello sport. Spero che per il discorso degli assessori in pectore, la dirigenza sarda pentastellata sappia scegliere chi, con la sua credibilità e stima nella realtà sarda, saprà ulteriormente supportare noi candidati nello sprint finale. Ora è tempo di cambiare e scegliere le persone migliori che, se vincitori, metteremo in Giunta. Le altri compagini politiche, cioè le coalizioni di destra e centro-sinistra non possono farlo perché rispondono a logiche partitiche, quindi spartitorie ove ‘conta’ davvero la percentuale di voti per assegnare gli assessorati, stile manuale Cencelli.
Anche per questo si sono coalizzati in massa, mentre noi corriamo da soli, come sempre. La Sardegna merita di più e di stare unita, senza diatribe. Noi del Movimento 5 stelle possiamo farcela e ottenere un buon risultato”.

Per completezza di informazione, gli altri candidati alla carica di governatore sono: Vindice Lecis – Sinistra Sarda-Rifondazione-Comunisti Italiani, Paolo Maninchedda – Partito dei Sardi, Andrea Murgia – Autodeterminazione, Mauro Pili – Sardi Liberi.

 

 

 

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