Conosciamo Claudio Simonetti e i suoi Goblin - La Testata

Conosciamo Claudio Simonetti e i suoi Goblin

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Venerdì 15 febbraio 2019 ha avuto luogo, presso il Teatro Massimo di Cagliari, il concerto dello storico gruppo Claudio Simonetti’s Goblin, recente evoluzione dei Goblin, autori delle colonne sonore che hanno fatto tremare di paura un’intera generazione. Profondo rosso, Suspiria, La terza madre, Demoni, sono soltanto alcuni dei capolavori dell’horror italiano su cui Claudio Simonetti ha lasciato la sua impronta.

Uno spettacolo insolito e stravagante, capace di radunare tutti gli appassionati del cinema horror e gli ammiratori che seguono il gruppo dalla sua formazione originale. La prima serata, dedicata alla colonna sonora di Profondo rosso, ha coinvolto il pubblico con le sue sonorità rock valorizzate dal grande talento dei musicisti.

Numerosi i fan che si sono trattenuti alla fine dello spettacolo al banco del merchandise, tra copie della sua biografia intitolata “Il ragazzo d’argento – La mia vita con i Goblin, la musica e il cinema”, nella quale racconta alcuni episodi della sua carriera artistica e momenti di vita personale, ed edizioni speciali del vinile di Profondo rosso, con il disco di colore rosso. Un inestimabile pezzo di collezione per i più appassionati, che sono riusciti ad ottenere un autografo dal musicista che, stanco e provato dalla lunga esibizione, si è piacevolmente trattenuto per incontrare i suoi affezionatissimi fan e scambiare con loro qualche chiacchiera e autografo.

Gli ammiratori più fedeli seguiranno il tour nel suo secondo appuntamento al Teatro Eliseo di Nuoro la notte del 16 febbraio 2019, per assistere alla proiezione integrale del film Suspiria con la riproduzione live della colonna sonora da parte del complesso Goblin, seguita dall’esecuzione dei medesimi brani di repertorio della prima serata. Un appuntamento da non perdere, considerata l’assenza di circa un decennio del gruppo dai palcoscenici della nostra Isola e i loro numerosi impegni in giro per il mondo. Attualmente, infatti, i Claudio Simonetti’s Goblin sono impeganti in un tour che li porta in giro per il mondo, tra Giappone, America ed Europa.

LaTestata.info ha avuto il piacere di intervistare Claudio Simonetti dopo lo spettacolo. Nonostante l’ora tarda e la stanchezza per il lungo spettacolo, il musicista ha raccontato alla Testata alcuni aspetti che hanno caratterizzato la sua carriera artistica, dall’inizio della collaborazione con Dario Argento al costante ricordo del defunto padre, che influenza i suoi lavori e contribuisce alla loro fortuna.

Intervista a Claudio Simonetti, fondatore del gruppo Goblin

– Nel corso della sua carriera artistica, ha collaborato alle colonne sonore di molti film horror, soprattutto in quelli di Dario Argento (Profondo rosso, Suspiria, Phenomena…), com’è nata la collaborazione con il regista?

La collaborazione con Dario Argento è nata più che altro per caso, perché noi stavamo registrando un disco con la stessa casa discografica che era anche l’editore dei film di Dario Argento; Dario Argento aveva finito Profondo rosso e voleva avere un sound rock nel suo film, quindi il nostro produttore fece ascoltare a Dario Argento, in studio, quello che stavamo facendo e a lui piacque molto e decise di farlo fare a noi. Siamo stati fortunatissimi a trovarci nel momento giusto al posto giusto. Da allora è nata questa collaborazione con Dario Argento, che poi è continuata negli anni anche dopo che i Goblin si sono separati, e poi ho continuato io da solo a fare i film con lui fino all’ultimo che abbiamo fatto; con tanti altri registi non solo con Dario Argento chiaramente.

– Nel 2017 ha pubblicato la sua biografia, nella quale racconta sia episodi della sua vita artistica che momenti della sua vita personale. Cosa l’ha spinto a partecipare e a realizzare questo progetto?

In realtà mi è stato proposto dalla Tsunami edizioni, una società editoriale che lavora molto, soprattutto con le biografie degli artisti, anche internazionali. E quindi mi hanno chiesto se mi interessava scrivere una biografia sul mio lavoro, sulla mia vita; l’abbiamo fatta, l’ho scritta insieme a Giovanni Rossi, che è un biografo molto bravo che lavora con la Tsunami, e quindi è nato questo libro in cui io racconto tutta la mia vita, sia artistica che sociale, dei momenti che ho vissuto da quando ho cominciato fino ad oggi. Ci sono varie sfaccettature nel libro, che non sono solo di natura musicale ma anche uno spaccato di vita di come erano gli anni ‘70, di come si viveva e tutte le emozioni che abbiamo provato negli anni ‘70 ‘80 ‘90, anche la fine degli anni ‘60, anche se ero piccolino, però ho raccontato tutte le mie esperienze.

– Quanto ha influito il lavoro e la presenza di suo padre Enrico nella sua carriera artistica?

Mio padre è stato fondamentale, perché io sono nato, cresciuto e vissuto in quest’ambiente. Ho sempre fatto questo di lavoro, quindi ho studiato musica sin da bambino e ho fatto sempre questo con la sua approvazione e ho seguito sempre mio padre; poi alla fine mi sono realizzato anche da solo. E non è facile essere figlio d’arte, perché spesso ci sono dei confronti. Invece nel mio caso è diverso, perché mio padre faceva un genere totalmente diverso dal mio, io ho fatto il rock lui ha fatto musica per la televisione e tutt’altro genere, però ci siamo sempre trovati molto d’accordo. Sono stato molto fortunato ad avere un padre come lui.

– Che ricordo ci può trasmettere di suo padre?

Bellissimo, attentissimo, anche se in realtà mio padre l’ho visto sempre molto poco perché lui stava sempre in giro, faceva molti programmi in televisione, stava in tournée, mio padre stava sempre molto fuori. Però, insomma, nel periodo in cui ho vissuto con lui ho imparato tanto, anche guardando semplicemente quello che lui faceva. Quindi ho un bellissimo ricordo, mi dispiace di averlo perso giovane, perché mio padre era troppo giovane, aveva 54 anni, quando se n’è andato.

– Quali sono i suoi progetti futuri?

Per adesso stiamo facendo un tour. Abbiamo fatto un tour bellissimo in America, in Giappone, Canada. Abbiamo fatto 42 concerti, abbiamo finito a dicembre e adesso stiamo ricominciando, tra i quali, i primi che facciamo, finalmente qui in Sardegna, quindi è un grande piacere e poi adesso a marzo ripartiamo, facciamo un tour in Europa e poi proseguiremo sempre col Giappone, perché è un tipo di musica molto seguito in tutto il mondo, fortunatamente.

– Come fa a dormire la notte?

Chiudo gli occhi e dormo. Conto le pecore, anzi i pipistrelli, e dormo. No, sto tranquillo. Da piccolo avevo paura, poi invece crescendo no. Forse a forza di fare film dell’horror ho perso anche la paura di farli. Mi fa molta più paura il telegiornale che il film horror.

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