Direttore: Vincenzo Di Dino
Editore: Cristian Mameli

Il segreto di Hitler: Al Caffè Letterario di Crema si presenta "L´angelo di Monaco"

Fabiano Massimi presenta L´angelo di Monaco, thriller basato su una torbida storia vera, opera prima, thriller storico e caso letterario Accompagnamento musicale di Chiara Marinoni e Matteo Bacchio

... di: Redazione | 24.09.2020 | 33 | Tempo di lettura 5'

Categoria: Presentazione
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Dalle ore: 20:45
Alle ore: 23:00
In data: 28 / SET / 2020
Evento Concluso
Presso: (Crema)

L’angelo di Monaco di Fabiano Massimi è il caso letterario degli ultimi mesi. Il thriller storico, che racconta della morte di Angela Raubal, detta Geli - non una normale ragazza di Monaco ma la figlia di una sorellastra del Führer e forse sua amante - ancor prima della pubblicazione si è guadagnato la traduzione in dieci Paesi ed è stato l’esordio italiano più venduto alla Fiera di Londra dello scorso anno. L’autore, modenese, laureato in filosofia e bibliotecario, consulente delle maggiori case editrice è il prossimo ospite del Caffé Letterario di Crema, che torna dopo la (forzatissima) pausa imposta dall’emergenza Covid.

L’appuntamento è per lunedì 28 settembre, con inizio alle 20.45 e ingresso libero fino ad esaurimento dei posti, al Mercato Austroungarico (in caso di maltempo, come probabile, l’incontro si terrà nella “consueta” sala Bottesini del teatro San Domenico). Massimi converserà con Paolo Gualandris, mentre Chiara Marinoni Matteo Bacchio assicureranno il consueto, apprezzatissimo, accompagnamento musicale con brani legati alle atmosfere del romanzo.

 

Come tutte le serate del Caffè Letterario, anche questa è stata resa possibile dal contributo delle aziende che sostengono l’associazione culturale: Associazione Popolare di Crema per il territorio, Banca Cremasca e MantovanaSparkasseComitato Soci Coop di Crema, libreria La Storia di Crema, il quotidiano La Provincia di Cremona e Crema, Teicos di Pandino e, naturalmente, la Fondazione San Domenico che ospita gli appuntamenti.

 

Pur bellissimo da leggere, perfetto nel susseguirsi della narrazione questo libro è, come dice il suo autore per il 92% vero e per l’8% frutto della sua fantasia. Non a caso la bibliografia fa riferimento a oltre ottanta testi. È una pagina di storia davvero interessante, ancorché dimenticata per quasi novant’anni. Probabilmente, se questa vicenda rimasta nascosta così a lungo avesse avuto un epilogo diverso, Angela Raubal avrebbe potuto segnare la storia del Novecento. E questo rende il thriller di Massimi oltremodo affascinante e interessante. L’angelo di Monaco è ambientato nel settembre 1931, ovviamente nel capoluogo bavarese. Il commissario Sigfried Sauer è chiamato con urgenza in un appartamento signorile di Prinzregentenplatz, dove la ventiduenne Angela Raubal, detta Geli, è stata ritrovata senza vita nella sua stanza chiusa a chiave. Accanto al suo corpo esanime c’è una rivoltella: tutto fa pensare che si tratti di un suicidio. Geli, però, non è una ragazza qualunque, e l’appartamento in cui viveva ed è morta, così come la rivoltella che ha sparato il colpo fatale, non appartengono a un uomo qualunque: il suo tutore legale è «zio Alf», noto al resto della Germania come Adolf Hitler, il politico più chiacchierato del momento, in parte anche proprio per quello strano rapporto con la nipote. Un legame che anche nel romanzo presenta aspetti sconcertanti. Quanto c’è di vero? «Naturalmente non ho modo di saperlo – dichiara Massimi –, ma è importante precisare che quanto ho scritto al riguardo viene da fonti pubblicate, in particolare quelle evidenziate nella bibliografia. Che Hitler fosse soggiogato dalla personalità della nipote è stato testimoniato da chiunque abbia avuto la ventura di conoscerli. Il suo dolore dopo il ritrovamento del corpo può essere stato una messinscena, ma i collaboratori e gli amici più stretti parlarono sempre di un uomo finito che meditava il ritiro dalla politica o addirittura il suicidio. Hitler dichiarò più volte che Geli era l’unica donna che avrebbe potuto sposare, ed è noto che la stanza della ragazza divenne una sorta di mausoleo in cui nulla poteva essere toccato, e che nell’ufficio e nelle residenze del Führer doveva sempre essere presente un suo ritratto». Sauer si trova da subito a indagare, stretto tra chi gli ordina di chiudere l’istruttoria entro poche ore e chi invece gli intima di andare a fondo del caso e scoprire la verità, qualsiasi essa sia. Hitler, accorso da Norimberga appena saputa la notizia, conferma di avere un alibi inattaccabile. Anche le deposizioni dei membri della servitù sono tutte perfettamente concordi. Eppure è proprio questa apparente incontrovertibilità dei fatti a far dubitare Sauer, il quale decide di approfondire. Le verità che scoprirà, così oscure da far vacillare ogni sua certezza professionale e personale, lo spingeranno a decisioni dal cui esito potrebbe dipendere il futuro stesso della democrazia in Germania… Sullo sfondo di una Repubblica di Weimar moribonda, in cui si avvertono tutti i presagi della tragedia nazista, L’angelo di Monaco è un thriller in miracoloso equilibrio tra inoppugnabile realtà storica e avvincente finzione, un viaggio all’inseguimento di uno scampolo di verità in grado, forse, di restituire dignità alla prima, vera vittima della propaganda nazista: la giovane e innocente Geli Raubal.






© Riproduzione riservata

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