Dal 12 al 17 febbraio va in scena la festa popolare più amata e attesa: Lu Carrasciali Timpiesu 2026. Negli hangar il lavoro dei carrascialai procede senza sosta. Tutto deve essere pronto per il 12 febbraio, ma anche per il 7 febbraio, giornata dedicata alla visita degli hangar e alla celebrazione della conclusione dei lavori del nascente Museo del Carnevale, in attesa della sua inaugurazione ufficiale.
Gli allestimenti urbani iniziano a prendere forma. Le allegorie dei carri a concorso, insieme a quelle degli ospiti e delle special guest, sono pronte. Si danza per preparare le coreografie e si studiano i movimenti dei gruppi, numerosissimi, che sfileranno lungo un percorso collaudato da decenni. Si lavora anche al tracciato della nuova sfilata del sabato, che attraverserà la centrale via Roma permettendo ai gruppi estemporanei di raggiungere Piazza Gallura per festeggiare, ballare, ironizzare e coinvolgere il pubblico senza barriere.
Durante le tre sfilate centrali di giovedì, domenica e martedì, il pubblico assisterà a un doppio spettacolo. Da un lato la sfilata dei carri con centinaia di figuranti, dall’altro lo spettacolo sul palco. Un pre show pensato per intrattenere il pubblico nell’attesa, con musica, momenti di spettacolo e incursioni in linea con il tema allegorico dell’edizione, lasciando spazio alla satira tipica della manifestazione.
Protagoniste saranno le allegorie di ogni carro. Cecilia Fenu, direttrice artistica della sfilata e dello spettacolo, sottolinea il legame con la comunità e invita a vivere l’evento dal vivo, perché il senso autentico del Carrasciali risiede nella partecipazione e nella condivisione.
In parallelo opereranno le Classi Fidali del 1977 e 1981, impegnate nel Food & Beverage e nella gestione delle tribune. Non mancheranno le Frittelle Lunghe, il moscato e i piatti tradizionali della festa, dal Gjoi di Laldaggjolu, tipico del giovedì, al Vennari di caravuddhuli, preparato con gli avanzi del giorno precedente.
Saranno giorni intensi per tutti i soggetti coinvolti, dalla sicurezza alla comunicazione, dall’intrattenimento alla realizzazione di carri e costumi, fino alla scelta di musiche, coreografie ed elaborazione delle allegorie. Lu Carrasciali Timpiesu prosegue il suo percorso verso il riconoscimento UNESCO e fa parte del gruppo dei Carnevali storici d’Italia riconosciuti dal Ministero.

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