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Lucia di Lammermoor apre la Stagione Lirico Sinfonica 2025

Pubblico numeroso nel foyer del Comunale per scoprire l’opera di Donizetti

Una Lucia senza “tagli” che punta su un cast di eccellenze. L’ultimo appuntamento del 2025 del format “Alla Scoperta dell’Opera” si è svolto nel Foyer del Teatro Comunale di Sassari, ancora una volta gremito di un pubblico attento e numeroso. La serata ha accompagnato gli spettatori dentro la poetica, la storia e la complessità musicale di Lucia di Lammermoor, capolavoro di Gaetano Donizetti che chiude la stagione lirico-sinfonica dell’Ente Concerti “Marialisa de Carolis”. L’opera, in scena il 12, 14 e 16 dicembre, conclude un anno ricco di successi, realizzato con il sostegno del Ministero, della Regione Sardegna, del Comune di Sassari e della Fondazione di Sardegna. Nel Foyer, trasformato in un ambiente ideale per questo genere di incontri, artisti, professionisti e curiosi hanno potuto avvicinarsi all’opera grazie ai racconti del team creativo, della dirigenza dell’Ente e del cast vocale presenti all’evento. A guidare la conversazione è stato come ormai tradizione il direttore artistico Alberto Gazale, che ha introdotto il pubblico ai contenuti dell’allestimento spiegando come la scelta sia caduta su l’edizione integrale: “Abbiamo scelto la strada dell’edizione integrale, – dice Gazale- sostenuta da un cast internazionale di estremo valore tra cui il sassarese Matteo Desole, sembrerebbe una scelta a chilometro zero, ma in realtà averlo con noi non è stato facilissimo perché si sta affermando sempre più come uno dei tenori più richiesti”. Accanto a Desole (Sir Edgardo) altre eccellenze tra cui Rocío Pérez che interpreta il ruolo del titolo in un’opera incentrata sul personaggio di Lucia. “Un ruolo fantastico – dice Perez – sebbene molto difficile. Ha tutte le difficoltà che si possano trovare in uno spartito per la voce di un soprano: l’agilità, gli acuti, la voce di petto. i momenti di belcanto di infinita dolcezza e quelli drammatici dove devi tirare fuori l’anima. Mi piace soprattutto la parte della follia di Lucia, la partitura è scritta così bene che ti rende quasi facile calarti nel personaggio e vivere i suoi sentimenti così forti, estremi”. 

Nel cast anche: Mario Cassi (Lord Enrico), Dario Russo (Raimondo Bidebent), Nicolas Resinelli (Lord Arturo), Ginevra Gentile (Alisa) e Mauro Secci (Normanno) gli artisti tutti presenti all’incontro sono intervenuti nel corso della serata. A ripercorrere la storia del capolavoro di Donizetti è stato il presidente dell’Ente, Antonello MattoneLucia mancava dal nostro teatro da una ventina d’anni, quando la stagione si teneva ancora al Teatro Verdi. Anche allora fu fatta in versione integrale proprio come facciamo anche oggi, a sottolineare come l’impegno del nostro teatro sia sempre quello di proporre le opere nelle versioni più aderenti alle intenzioni degli autori. Nelle precedenti produzioni di Lucia introducemmo nella scena della pazzia di Lucia al posto del flauto la glassaarmonica: uno strumento realizzato con dei bicchieri colmi d’acqua che suonati con l’archetto del violino creano un suono particolare. Donizetti ha scritto una settantina di opere ma Lucia di Lammermoor è certamente uno dei suoi capolavori fu eseguito per la prima volta nel 1835 al  teatro San carlo di Napoli”.  Mattone ha sottolineato come il capolavoro donizettiano “nasca da un romanzo di Walter Scott, che il librettista Salvatore Cammarano seppe condensare con abilità per il melodramma, collocandolo nel fervore creativo di un’epoca in cui l’opera era “ciò che oggi sono i film”: una produzione continua e vivacissima”. Il maestro Fabrizio Maria Carminati, nato a Bergamo come Donizetti, vanta una lunga e luminosa carriera internazionale, dirigerà per la seconda volta l’Orchestra del de Carolis dopo il successo del Nabucco del 2023. Nel corso dell’incontro ha condiviso con il pubblico il suo profondo legame con l’opera e con Donizetti, definendo Lucia “Un capolavoro assoluto in cui il compositore ha espresso la massima modernità della sua epoca, in un momento di grande fermento artistico. Lucia è un esempio della sua genialità, in quest’opera vengono espressi tutti i sentimenti dell’animo umano: amore, odio, amore fraterno, ribellione, pazzia. Carminati ha raccontato come Donizetti scrivesse con ritmo quasi febbrile, “anche per alleviare le sue forti emicranie”, lasciando in ogni opera un sigillo di originalità. Ha spiegato anche perché in questa produzione non farà uso della glassarmonica: “È uno strumento affascinante, ma l’intonazione è un problema serio: quando non è perfetta io soffro fisicamente, vado in debito d’ossigeno, e preferisco non usarla”. Con ironia e passione ha quindi proseguito ricordato le sue prime esperienze sul podio: “La prima volta che ho diretto Lucia avevo trent’anni ed ero assistente del maestro Gavazzeni. Riguardo al discorso dei tagli devo dire che più invecchio, più riapro i tagli perché credo che eliminare intere pagine di una partitura sia come stravolgere un’architettura perfetta, come tagliare un pezzo di piazza San Marco. Alcune versioni riducono l’opera da tre ore a un’ora e quaranta: è assurdo. I tagli sono fatti spesso sulle parti più complesse ma le opere scritte da geni come Donizetti sono fatte per bravi cantanti, come sono gli artisti di questo cast che non hanno avuto alcun timore di affrontare questa partitura senza tagli, ieri abbiamo già fatto delle splendide prove di cui sono molto soddisfatto

Il regista Renato Bonajuto, già applaudito a Sassari per Tosca nel 2024, ha illustrato la visione scenica dell’allestimento, nato da una produzione precedente ma completamente rinnovato grazie al lavoro fatto insieme allo scenografo e costumista Alfredo Troisi. “Il nostro è un impianto tradizionale, ma molto aperto e libero, che stiamo attualizzando alla nostra produzione con una visione originale”. Bonajuto ha inoltre evidenziato come la qualità attoriale oltre che vocale del cast consenta “una costruzione dei personaggi più profonda e sfaccettata, capace di restituire tutta la drammaticità della vicenda”. A completare il cast la coreografia di Giuliano De Luca, il Coro dell’Ente de Carolis diretto da Francesca Tosi le luci di Tony Grandi, i video di Marco Piras, assistenti alla regia Siria Colella e Gianpaolo Salis.

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