Autore: Chiara.Falqui

La scorsa notte sono andata a dormire tra tuoni e lampi. Stamattina mi sono svegliata e il sole spaccava le pietre. Allora mi sono tristemente resa conto di una cosa: l’estate è finita, o quasi. O almeno, quella vera e propria. Ed è arrivato il fatidico periodo del “cosa mi metto?!”. Quel periodo (odioso) situato tra una stagione e l’altra durante il quale vestirsi è ancora più stressante rispetto al resto dell’anno. Vogliamo essere perfette, ovvio. Ma essere perfette diventa difficile quando fuori le quattro stagioni si alternano ogni cinque minuti. E sappiamo benissimo che se la mattina le temperature sfiorano i quaranta è probabile che entro il tramonto scenderanno di venti gradi e i nostri capelli avranno preso le sembianze di un albero di natale. Grazie mille umidità. È il periodo, questo, durante il quale uscire senza una giacca è severamente vietato. Se ricordi di prenderla non ti servirà. Se la dimentichi preparati a pioggia e bufera. È sempre così, ci siamo passate tutte. A questo punto le più coraggiose continueranno a vestirsi da spiaggia e le più nostalgiche a indossare capi semi-invernali. Ma c’è un lato positivo: che tu decida di stare da una parte o dall’altra, nessuno può dirti niente. Semplicemente perché siamo tutti sulla stessa barca. Un altro lato positivo? La creatività. Eh si, possiamo sbizzarrirci come ci pare. Ad esempio, indossare un cappello di lana con stivaletti e shorts in denim. D’altronde, fa troppo caldo per vestirsi con capi invernali e troppo freddo per vestirsi con capi estivi. Quindi perché non giocare su questo e alleviare così la depressione di settembre? Possiamo puntare su blazer colorati e cardigan pomposi. E il giorno dopo crogiolarci in spiaggia come niente fosse. Perché settembre in Sardegna è così. Mentre nel resto del paese molti sono in procinto di riesumare pullover e cappotti, noi ci accontentiamo di canotte e cardigan. Ma niente ci impedisce di iniziare a sognare: H&M ha appena lanciato la nuova collezione H&M Studio a/w 2016, che quest’anno celebra la natura svedese. Direttamente dalle passerelle di Parigi, la nuova collezione presenta ricami, motivi, decorazioni e dettagli ispirati al folklore e alle foreste svedesi. Fauna compresa. Volete dare un’occhiata? Ecco il link e qualche anteprima.

 

 

 

 

Il giovane e talentuoso stilista sardo presenta la sua collezione. Gonnesa, suo paese natale, è lì per lui. Uno dopo l’altro, i suoi abiti sfilano conquistando la passerella e il cuore di tutti. Me compresa.
Damiano Serri presenta la sua nuova collezione a Gonnesa, suo paese natale. Immersi nel verde di Parco S’Olivariu, ci si gode l’attesa tra un bicchiere di vino e l’altro, offerto dalla CantinaAru. Per chi ancora non lo conoscesse, Damiano ha 23 anni. Già con le idee chiarissime, ha iniziato a disegnare da bambino, sperimentando la sua creatività in un primo abito in pizzo. La sfilata è aperta da uno splendido spettacolo col fuoco, quasi come ad anticipare e introdurre il tema centrale: aggressività, azzardo, colei che non ha paura di osare. E quando da dietro quel casale rurale appare il primo abito è amore a prima vista. Si, perché già dai primi sette abiti appare chiaro: la donna di Damiano Serri è forte, sicura di sé e del suo corpo. Non ha paura di osare e lo dimostrano i colori decisi e audaci. Oltre al nero, simbolo di seduzione e femminilità, troviamo colori come il blu, il giallo, il rosso. L’intera collezione è un tripudio di spacchi vertiginosi, strascichi e scollature che poco lasciano all’immaginazione. La sensualità incontra l’eleganza per dar vita a uno stile cupo che ricorda vagamente quello delle streghe Disney. Donne che prima spiccavano per antipatia ma che ora regnano come icone di stile e personalità. Damiano Serri riesce a vestire le donne di sicurezza e sensualità, fierezza e femminilità. Senza mai cadere nel volgare. Nei suoi abiti dominano trasparenze, linee morbide rese possibili da tessuti come lo chiffon. La collezione di Damiano Serri lascia intravedere la donna in ogni suo lato: aggressiva grazie ai top borchiati; il pizzo e i lunghi strascichi lasciano intravedere il romanticismo insito in ognuna di noi. Ma una donna sa essere anche audace, come dimostrano il colore rosso abbinato a scollature profonde e alla schiena nuda. Misteriosa: perché sotto le gonne lunghe e morbide che segnano lo stile di Serri si nasconde il body, capo che questa stagione ci ha fatte letteralmente impazzire. E le trasparenze di alcuni abiti creano un effetto vedo-non vedo che accendono sensualità e femminilità. A impreziosire gli abiti, i gioielli di Imm bijoux e le
splendide acconciature: un mezzo raccolto con un trionfo di trecce, talvolta valorizzato da corone floreali. Per me, è stata un’emozione ad ogni abito. Ogni dettaglio ostentava perfezione. Il potere di Damiano Serri? Farti sentire sicura di te anche solo guardando i suoi capi. Se non è magia questa…


Nella foto: Matteo Bruni, che ha presentato la sfilata; lo stilista Damiano Serri e la modella Barbara Santagati (Miss Cagliari 2016).

Si dice che il sole baci i belli. Aumenta il buon umore e fa bene alla nostra pelle perché è una fonte inesauribile di vitamina D. Ma quando si tratta dei nostri capelli, così immacolato non è. Soprattutto d’estate, quando i capelli sono maggiormente esposti al calore del sole. Se poi aggiungiamo la salsedine del mare abbiamo l’accoppiata vincente. Così la nostra chioma risulta secca e stopposa, e a settembre arriva il temuto momento delle forbici. O forse no? Prima di tutto sfatiamo un mito: a fine stagione i capelli avranno comunque bisogno di una leggera spuntatina. In questo modo cresceranno più sani e corposi, non si spezzeranno e di conseguenza cresceranno più velocemente. Non ci credevo, ma dopo anni mi sono dovuta ricredere. Spunto i miei capelli ogni 4/5 mesi e non sono mai stati così lunghi! Ma torniamo al nostro amato sole, quello che attendiamo con ansia tutto l’inverno. Perché il sole fa così male ai capelli? Pare che l’eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti provochi il precoce invecchiamento del capelli e la loro conseguente caduta. Non solo: ciò varrebbe anche per il cuoio capelluto. Invecchiamento precoce e rischio elevato di tumori della pelle. Non è quindi solo questione di estetica, proteggersi ne vale della nostra incolumità. Esistono diversi piccoli accorgimenti che possono aiutare a proteggerci. Uno di questi è non far mai asciugare i capelli con la salsedine. Come? Quando andate in spiaggia, portate una bottiglia d’acqua apposta per i vostri capelli. Dopo ogni bagno versate un po’ di quell’acqua sulle lunghezze. Se invece le spiagge o gli stabilimenti balneari da voi frequentati hanno disponibilità di una doccia, usatela! I vostri capelli ringrazieranno. Un’altra possibilità è quella di utilizzare dei prodotti ad hoc per la cura dei capelli al mare e sotto il sole. I pericoli dell’irritazione solare sono in agguato anche durante la primavera, magari mentre facciamo una corsa al parco. Il mercato propone tantissimi prodotti con i quali curare la nostra bella chioma estiva. È bene utilizzare prodotti da esposizione come oli e creme. Ma anche prodotti doposole: shampoo, balsamo e maschera. Ma quali sono veramente buoni e affidabili? Mi sento di consigliare la linea Sun Care di Avedawww.aveda.it

      

1) Sun care protective hair veil, AVEDA. 3.4 fl oz/100ml €24.00. Nebulizzazione resistente all’acqua che difende dai raggi UV.
2) Sun care after-sun hair masque, AVEDA. Formato da 4.2 fl oz/125ml €27.00; formato da 85 fl oz/25 ml travel size €6.00. Risana i capelli dopo l’esposizione al sole. 
3) Sun care hair and body cleanser, AVEDA. Formato da 8.5 fl oz/250ml €23.00; formato da 1.7 fl oz/50ml travel size €6.00. Rimuove il cloro, il sale, gli accumuli.
 

È la tipica ragazza italiana” cantava un tale qualche anno fa. Ma chi è la tipica ragazza sarda e, più precisamente: la tipica ragazza cagliaritana? Cosa le piace? Cosa indossa? È estate inoltrata e Ferragosto è alle porte. Ho passato i due mesi appena trascorsi ad osservare, cogliere e capire i trend preferiti delle mie compaesane. Prima cosa: siamo ragazze egocentriche. Si, egocentriche e vanitose. Ci piace farci guardare e apparire perfette. Secondo: a ogni serata, locale, evento corrisponde un preciso codice d’abbigliamento. Ed entro questo rigoroso codice la fantasia può spaziare. Infatti, la regola d’oro è: distinguersi. Non sia mai che un’altra creatura di sesso femminile indossi il nostro stesso vestito o qualsiasi capo noi possediamo già nell’armadio. Che ci possiamo fare? Siamo gelose dei nostri gusti. E la regola viene meno quando ci accorgiamo che in realtà i nostri gusti non sono poi così originali. A quel punto subentra un fastidioso meccanismo psicologico che ci spinge al conformismo. Tuttavia, la moda è quella che è e quando un trend spopola tutte lo vogliono. Di cosa sto parlando? Dell’intramontabile cropped top abbinato ai classici high-wasted shorts. Gli stessi che le nostre madri indossavano negli anni ’80 e che fino a qualche anno fa criticavamo. Ora governano indisturbati i nostri armadi. Perché li adoriamo? Evidenziano il punto vita, ci donano uno splendido vitino da vespa e regalano una forma armonica ai nostri fianchi. What else? Per cos’altro andiamo matte? I pantaloni palazzo e i panta culotte. Colorati, vivaci, allegri. E si abbinano perfettamente ai nostri adorati cropped top. Al contrario di quanto si possa credere stanno bene a tutte: curvy e non, alte e basse. Perché ci piacciono? Stringono e allargano nei punti giusti. Il nostro punto vita ringrazia. Il modo in cui scendono morbidi lungo la gamba ci fa apparire più alte e snelle. Di conseguenza ci sentiamo anche più belle. Per non parlare del fatto che possiamo indossarli sia con un tacco sia con le sneakers. Servono altri motivi per amarli? Oltre ad essere comodi e stilosi hanno anche una funzione salutare: il tessuto morbido di cui sono fatti fa respirare la pelle. Non la stringe, evitando quindi quei fastidiosi inestetismi che comunemente chiamiamo ritenzione idrica. Serata black in vista? Niente panico, siamo pronte a tutto: cappellino New Era, ripped jeans, t-shirt larga e ci trasformiamo in piccole dive del Bronx. Il tocco di stile? Un rossetto rosso.

Ma quello che non dobbiamo dimenticare, ragazze, è di mantenere uno stile che ci appartenga, che metta in risalto – senza stravolgerla – la nostra personalità. 

La città del sole diventa thriller. Sbarca a Cagliari la nuova frontiera dell’intrattenimento 4D: le Escape Room. Sei persone, una stanza e un’ora per evadere da quattro mura dall’atmosfera horror. Accade in Via Sidney Sonnino 208, una delle principali vie della nostra città. Ma cosa sono le Escape room? Mentre la moda spopola, conosciamo il fenomeno.

Letteralmente l’espressione significa stanza di fuga, ed è proprio questo il suo scopo. Le Escape room nascono in Inghilterra nel 2014 per poi diffondersi a livello internazionale. Nel 2015 è stata inaugurata la prima in Italia, a Milano. Ora è arrivata in Sardegna: la prima nella nostra isola. Ogni stanza ha un’ambientazione thriller arricchita da scenografie coinvolgenti, racconta una storia e racchiude rompicapi e indizi per risolvere il gioco. Un gioco che fino a poco tempo fa apparteneva alla realtà virtuale delle console e dei joystick. Ora tutto diventa palpabile e i protagonisti siamo noi in carne e ossa. Un’esperienza nuova e rivoluzionaria che prima si poteva solo immaginare. E come ogni gioco, anche l’Escape room ha le proprie regole: si va da un minimo di 4 a un massimo di 6 persone, quattro mura da cui fuggire e solo un’ora di tempo per riuscirci. Un countdown scandisce il tempo mentre i partecipanti si impegnano a risolvere gli enigmi che li porteranno all’uscita. Tutto ciò che i giocatori devono fare è mettere insieme le proprie attitudini e capacità attuando e sfruttando al massimo il gioco di squadra. Tutti possono partecipare: amici, colleghi, famigliari. Il divertimento è garantito, e anche la sicurezza: un team monitora l’intera esperienza mediante telecamere, fornisce suggerimenti durante il gioco e verifica le condizioni idonee degli aspiranti giocatori. Siete appassionati di film thriller e ambientazioni sinistre? Allora questa esperienza fa per voi. Un’avventura spettrale diversa dal solito da vivere in prima persona, in compagnia, in totale sicurezza e divertimento.

Curiosi? Per partecipare basta una telefonata o un click sul sito ufficiale: www.captivita.com, in cui è facile trovare tutte le informazioni e le curiosità riguardanti il gioco più popolare del momento.

Ormai è ovunque ed è impossibile non innamorarsene. Sto parlando del top off-shoulder! Sempre esistito, sempre visto, ma quest’anno è una vera ossessione. Ce lo presentano in vari modi e colori, e noi lo adoriamo. Tanto da non poterne fare a meno. E allora mettiamo mano ai portafogli e facciamo il pieno del pezzo chiave di stagione. Ovunque volga lo sguardo ne vedo uno, Instagram ne è pieno e mille sono i modi di indossarlo. Questa volta le spalle sono tutto. Considerate la parte più sensuale del corpo femminile, ora ne diventano anche la più eccentrica: tutti gli occhi sono puntati su di loro. Ma la vera novità è che sta bene a tutte. Scollature e trasparenze sono state la condanna di chi, a causa di forme troppo minute o troppo abbondanti, è dovuta ricorrere a ingegnosi escamotage per apparire al meglio. E anche quel tale che diceva che la moda non conosce comodità dovrà ricredersi: in questo caso il comfort incontra lo stile. Ma perché adoriamo gli off-shoulder? Intanto valorizzano il collo, ancor di più se abbinati a dei capelli raccolti o semi-raccolti. E non importa che siate più o meno in forma, più skinny o curvy: quel particolare tipo di scollatura creerà una fantastica illusione ottica, rendendo le spalle più larghe e di conseguenza il punto vita apparirà più sottile. L’unica condizione? Volant, sempre e comunque. E il tessuto? Denim, o presunto tale. I top e gli abiti di Zara e Bershka ne sono un esempio. Si, perché off-shoulder non è soltanto top, ma anche dress. Già li immagino con uno chignon dall’effetto spettinato e un paio di enormi orecchini pendenti. La versatilità è un altro punto forte: maxi bag e sandali per il giorno, mini bag a tracolla e tacchi per la sera. A corto di idee sugli abbinamenti? Questo capo si presta alla fantasia: con i classici shorts per un look più basic; ma anche con una gonna, meglio se a tubino, lunga o corta (come nella foto in alto). E che dire dei pantaloni? Immaginate questo splendido top in alto con un paio di pantaloni palazzo o pantaloni culotte. Magari blu, con dei tacchi a stiletto bianchi. Ma il mio è solo un suggerimento: de gustibus!

Ma a proposito di suggerimenti: eccone qualcuno qui sotto.

 

Da sinistra: abito in denim Asos, top off-shoulder denim Bershka, top off-shoulder Zara.

Da sinistra: top con dettagli in pizzo Asos, top Bershka (nuova collezione).

Avete presente quel periodo dell’anno che tutti aspettiamo e che puntualmente ci fa diventare matti? No, non il Natale. Peggio: i saldi. Esiste una parte dell’universo femminile la cui estate gira intorno a un numero. Una data tra i primi di luglio durante la quale una categoria ben precisa di donne sembra perdere la testa. Quella splendida categoria di maniache dello shopping compulsivo (maniache in senso buono, s’intende). Nei giorni che precedono è bene stare lontane da ogni negozio e tentazione: sarebbe inutile comprare a prezzo pieno ciò che potrebbe essere nostro al 50% di sconto, no? Per fortuna ci viene in aiuto lo shop online. Stare lontane dai negozi non significa non poter sbirciare le proposte del mercato. E quindi armate di smartphone ci facciamo un giro virtuale sui migliori siti, alla ricerca di capi imperdibili. Scorriamo le pagine, adocchiando i pezzi migliori e pensando a quanto starebbero bene appesi nel nostro armadio. Intanto si insinua l’ansia, o meglio dire il terrore di non riuscire a trovare i capi scelti o, peggio, la nostra taglia. E ogni volta come per magia le taglie più piccole finiscono per prime. Io le chiamo taglie-miraggio: durano così poco che vien da chiedersi se ci siano mai state o se sia stato solo un sogno. Per le povere donne mignon (di cui io faccio parte) la pressione è alle stelle! Ma quando arriva il giorno tempo 3, 2, 1 e ti addentri in quello che invece di un negozio sembra il carnevale di Rio. Appena superata l’entrata incroci lo sguardo del povero commesso di turno che ti guarda come a dire ma non se ne poteva stare a casa? Ma tu avanzi e mentre mantieni la calma studi ogni angolo del negozio per capire da dove iniziare. Succede come nei peggiori film horror: entrate in gruppo e poi vi separate. Questi momenti richiedono concentrazione, tempo e nervi saldi. Scorri i capi sulle grucce alla velocità della luce e solo quando il tuo braccio assomiglia a un pesante appendiabiti corri ai camerini. E quel capo adocchiato giorni prima? Rimpiazzato senza tanti problemi. Quindi provi, esci dal camerino e felice come una Pasqua cammini in direzione della cassa come se avessi i paraocchi. A questo punto l’ansia è scomparsa: hai tutto ciò che cercavi, o quasi. E vogliamo parlare della sensazione che si prova quando il pagamento va a buon fine? Impagabile. Ma mai come quella che provi quando capisci che hai preso proprio i capi che non erano in saldo. 

La stagione più bella e attesa dell’anno è finalmente arrivata. Il sole è più caldo, la pelle si fa più scura, i vestiti più corti e ci sentiamo più belle anche con poco trucco. E i capelli? In estate la monotonia lascia spazio alla creatività e alla voglia di provare. Come ogni anno dalle passerelle (ma non solo) ci arrivano quelle che saranno le tendenze per eccellenza, vere e proprie ossessioni estive. C’è stato l’anno dello shatush, poi il balayage e infine le beach waves. Questa estate 2016 abbandona il liscio e celebra il riccio: piccola rivincita per chi ha sempre odiato la propria chioma ribelle. Esistono tanti modi per farle e tanti modi di portarle, ma le onde hanno da sempre un sapore estivo. Fitti, afro, definiti, morbidi, lunghi, corti: ce n’è per tutti i gusti. Diffusore e spuma sono i migliori amici dei capelli ricci. C’è la credenza che questi due elementi tendano a rovinarli, ma è falso. La spuma semplicemente sporca prima i capelli mentre il diffusore evita che il calore si concentri in un solo punto in maniera troppo aggressiva. Piccola nota: i capelli si rovineranno comunque. Da liscia convinta ho sempre odiato i miei ricci naturali. Ora, invece, li rimpiango. Ma come tornare alle origini?

Step 1. Togliere l’acqua in eccesso: probabilmente molte di noi hanno il vizio – poco carino – di stressare i capelli con l’asciugamano. Il capello non va strattonato ma tamponato. In questo modo non si spezzerà e non rischieremo l’effetto elettrostatico.

Step 2. Spuma VS crema: Ogni capello è diverso: la spuma è più adatta a chi ha un riccio non tendente al crespo e poco definito. Quindi si, arriccerà meglio il capello, ma lo seccherà di più rispetto alla crema modellante. Come applicarla? È preferibile dividere i capelli in due sezioni, destra e sinistra, quindi distribuire il prodotto sui capelli arricciandolo con le mani. Semplice no? La quantità da mettere dipenderà dalla lunghezza dei capelli. L’importante è che il prodotto sia distribuito in maniera uniforme su tutta la capigliatura. Non avete fretta, un buon risultato dipende da questa fase!

Step 3. L’asciugatura: armiamoci di phon e diffusore e cominciamo la parte più interessante. Selezioniamo il phon a una media velocità con calore elevato e iniziamo ad asciugare a testa in giù. Quando i capelli saranno asciutti al 70%, portiamo su la testa e continuiamo ad asciugare. In questo modo i capelli avranno più volume e una forma meglio definita.

Il risultato? Ricci sbarazzini dal fresco sapore estivo.

 

Moda non è seguire passivamente le tendenze di stagione. La moda è personale, di gusto. Chi ha detto che se un giorno ci va di indossare un capo non possiamo perché “cosa direbbero se mi vedessero”? E chi ci vieta di indossare il nero ad agosto o il giallo a gennaio? Se voglio parlare di tendenze, una in particolare va presa in considerazione: la paura del giudizio altrui. Vedo ragazze che non vestono come vorrebbero perché “per Cagliari è troppo”. Ma probabilmente se molte di noi non ragionassero così ci sarebbero meno copione in giro. La moda è bella perché è varia. Puoi giocare, sperimentare, osare. Può farti sentire una piccola Wonder Woman capace di conquistare il mondo. Può dire qualcosa in più di te, mostrare un lato del tuo umore o una sfumatura del tuo carattere. Può, potrebbe. Se solo noi lo permettessimo. Poco ci dovrebbe importare dei gusti della società se ciò che cerchiamo è il nostro posto nel mondo. Stilisti e stiliste, influencer e fashion blogger che tanto amiamo e seguiamo già lo fanno: seguono l’istinto, creano, indossano ciò che vogliono tra critiche ed elogi. Grazie ai social veniamo a conoscenza delle maggiori tendenze provenienti da ogni parte del globo. Ci piacerebbe indossarle, personalizzarle e farle nostre ma, spaventate dalla ristretta mentalità che ci circonda, restiamo entro i limiti della nostra comfort zone. Bloccate dalla paura di essere giudicate. Quante di noi hanno capi mai indossati (che magari hanno ancora l’etichetta) o messi una volta sola? Cagliari è una città bellissima, ricca di posti bellissimi in cui sfoggiare bellissimi outfit. Ogni posto, occasione o momento della giornata è buono per usare quel capo fantastico appena comprato, che magari sta benissimo con quelle scarpe e con quell’acconciatura. Certo, se l’intenzione è indossare un abito di paillettes in pieno giorno è un’altra storia. Si, è anche vero che esistono dei codici di abbigliamento, ma ci si può sbizzarrire in molti modi senza strafare. Tuttavia, entro tutta questa libertà ci sono alcune regole da seguire. Ma andiamo con calma, è solo il primo post!