Autore: Chiara.Urru

Anche quest’anno la Fondazione Dessì apre le iscrizioni alla 36° edizione del Premio Letterario “Giuseppe Dessì”, il quale si svolgerà a Villacidro, cittadina del Sud Sardegna, che ha avuto un ruolo molto importante per la vita e le opere dello scrittore. L’evento vede la collaborazione del Consiglio Regionale della Sardegna, dell’Assessorato Regionale alla Pubblica Istruzione, della Fondazione Sardegna, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del GAL Linas Campidano.

Il concorso letterario, aperto alle opere in lingua italiana pubblicate dopo il 31 gennaio dell’anno precedente, si articola in due sezioni: narrativa e poesia. Per partecipare alla selezione le pubblicazioni dovranno essere inviate entro il 15 giugno alla segreteria della Fondazione Giuseppe Dessì promotrice dell’iniziativa insieme al Comune di Villacidro. La giuria presieduta da Anna Dolfi e composta da Duilio Caocci, Giuseppe Langella, Giuseppe Lupo, Luigi Mascheroni, Gino Ruozzi, Stefano Salis, Gigliola Sulis e dal presidente della Fondazione Dessì Paolo Lusci, selezionerà, tra le opere proposte, tre finaliste per ciascuna categoria.

Questa nuova edizione si svolgerà a fine settembre nelle date dal 20 al 26, e sarà caratterizzato da un variegato numero di appuntamenti (presentazioni di libri, incontri con autori, spettacoli, concerti e mostre), ma la giornata culmine dell’evento sarà il 25 settembre nella quale si terranno le proclamazioni e premiazioni del concorso. I premi in palio per questa edizione saranno: cinquemila euro per i primi classificati di ciascuna sezione e millecinquecento per gli altri finalisti e, oltre ai premi già citati, nel corso della serata verranno attribuiti altri due riconoscimenti: il Premio Speciale della Giuria (sempre di cinquemila euro, che la commissione si riserva di assegnare a un autore o un’opera di vario genere letterario), e il Premio Speciale della Fondazione di Sardegna (che viene riconosciuto a un personaggio del panorama culturale, artistico o musicale per l’attività svolta nell’annualità di riferimento).

Per ricevere maggiori informazioni sul Premio Letterario “G. Dessì” 2021 puoi fare click qui oppure contattare la segreteria organizzativa ai numeri 0709314387, 3474117655, 3406660530, e all'indirizzo di posta elettronica fondessi@tiscali.it.

Il CoorDown (Coordinamento Nazionale delle Associazioni delle persone con sindrome di Down) insieme al CIIS (Coordinamento Italiano Insegnanti di Sostegno), a Uniti per l’autismo, al gruppo Facebook “Non c’è PEI senza condivisione” e alla collaborazione di altre Associazioni, in seguito alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale del Decreto Interministeriale del 29 dicembre 2020, n. 182, hanno sottoscritto una petizione nella quale ritengono che nel provvedimento emanato siano presenti alcuni punti critici.

Il Piano Educativo Individualizzato (PEI) è un documento che contiene la progettazione individuale per ciascun studente con disabilità per garantirne l’inclusione scolastica ed è inoltre uno strumento che ruota attorno al rafforzamento del principio della presa in carico dell’alunno da parte di tutta la comunità scolastica e nel decreto interministeriale, emanato dal Ministero dell’Istruzione e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, è stata approvata la delibera all’utilizzo del nuovo modello del PEI e ne stabilisce le modalità di assegnazione delle misure di sostegno.

I promotori della protesta pertanto denunciano la presenza di alcuni punti critici nel decreto e ne propongono la modifica, poiché il nuovo PEI porterebbe a un passo indietro rispetto a tutti i progressi fatti nel campo dell’inclusione scolastica nel garantire il diritto allo studio agli alunni con disabilità. I principali punti critici messi in evidenza dalla petizione sono: l’esonero da alcune discipline di studio con allontanamento dell’alunno con disabilità dal gruppo classe e dai suoi docenti, la conseguente riapertura di spazi laboratoriali o di aule riservate piuttosto che attività individuali che ricreano le vecchie classi differenziali e infine la riduzione dell’orario di frequenza. A questi punti vengono inoltre aggiunte: la proposta, mediante tabelle prestabilite e standardizzate, delle ore di sostegno, l’elaborazione e l’approvazione del PEI da parte del GLO (Gruppo di Lavoro Operativo) e il ruolo marginale della famiglia. Il nuovo GLO sarà costituito dal Team docente o dal Consiglio di classe presieduto dal Dirigente Scolastico, al quale è associato il potere della configurazione di tali gruppi, e la famiglia del bambino/ragazzo sarà uno dei soggetti chiamati a partecipare al lavoro del GLO.

In conclusione lo scopo finale della petizione sarà quello di ottenere un tavolo di confronto con le Istituzioni competenti per poter mettere in luce le criticità emerse dal nuovo Piano Educativo Individualizzato e le potenziali proposte di modifica da attuare.

Per firmare la petizione puoi cliccare qui mentre per conoscere il testo del Decreto clicca qui.

Il comitato #noesonero ha inoltre organizzato un flashmob che si terrà sabato 13 febbraio su Facebook. L’evento consiste nel postare alle ore 12 sul social network una foto, la quale dovrà essere creata seguendo i seguenti passi: collegarsi al sito flashmob #noesonero, fare click su scegli file e scegli foto, fare click su invia e carica la foto, il sistema, a questo punto, crea la composizione, e infine fare click sulla polaroid e scaricare la foto.

Per altre informazioni riguardanti il flashmob clicca qui.

L’applicazione di messaggistica più popolare al mondo ha messo a disposizione per la sicurezza dei suoi utenti l’autenticazione a doppio fattore, la quale consiste nell’invio di un codice a sei cifre personale che non va mai comunicato a utenti terzi.

Proprio questi codici sono i protagonisti della nuova truffa Whatsapp.

La truffa consente agli hacker di rubare i profili delle vittime prescelte. Come? Attraverso l’invio di un messaggio che riporta il seguente testo: “Ciao, ti ho inviato un codice per sbaglio, potresti rimandarmelo?”, a questo non bisogna mai rispondere perché dalla risposta ne sussegue il furto del profilo. Inoltre il messaggio non arriva da una fonte sconosciuta ma da un contatto vittima della rubrica, questo dà origine a una sorta di catena in cui il truffatore può ottenere le informazioni del profilo, immagine e nome dell’account, gruppi e chat.

Il furto dell’account può essere effettuato in modo molto semplice attraverso la funzione cambia numero che prevede la verifica con un codice di sei cifre che arriva tramite SMS. Utilizzando questa funzione l’hacker: inserirà il numero di telefono di un contatto presente in rubrica già compromesso, precederà poi con il cambio numero della nuova vittima che attraverso l’esca del codice a sei cifre a cui contemporaneamente verrà inviato il messaggio sopra citato riuscirà a intrufolarsi nel nuovo profilo hackerato. Se la truffa ottiene un riscontro positivo il criminale dei sistemi informatici diviene il nuovo proprietario del profilo e delle impostazioni personalizzate, avendo dunque accesso a chat, numeri di telefono con il quale potrà attuare la medesima truffa poiché ignari.

Per contrastare questa truffa se non si è ancora vittime bisogna solamente prestare attenzione se arriva questo messaggio e nel caso non rispondere. Se invece si è già vittime di hackeraggio si potrà procedere con il recupero dell’account inserendo nuovamente il proprio numero di telefono. Si potrà inoltre valutare la disattivazione dell’account o il cambio del numero di telefono. Inoltre si può sempre denunciare l’accaduto alla Polizia postale.

Plus 21 e il Comune di Monserrato si sono aggiudicati la vittoria del finanziamento del bando istituito da ANCI SARDEGNA per il Centro Famiglia.

Il progetto di Plus 21 supporta tutti i comuni aderenti con la consulenza legale e psicologica e con attività per prevenire il cyberbullismo. Alla guida del Plus 21, il quale racchiude i comuni di Monastir, Monserrato, Nuraminis, Quartucciu, Selargius, Sestu, Settimo San Pietro e Ussana, è il Commissario ad acta Vincenzo Di Dino, nominato dal Presidente della Regione Christian Solinas.

Il Comune di Monserrato ha vinto un finanziamento di 33mila euro per il Centro Famiglia, aperto lo scorso dicembre, il quale mette a disposizione dei cittadini diversi servizi. Il primo cittadino Tomaso Locci insieme all’assessora alle politiche sociali, salute, famiglia e ufficio Europa Tiziana Mori e ad Alta Formazione e Sviluppo hanno organizzato un seminario online nell’ambito dell’iniziativa sulla “Mediazione Familiare estesa, benessere della famiglia e strategie socio educative in emergenza Covid-19”. L’incontro affronterà il tema del disagio psicologico causato dal Covid-19, e vedrà la partecipazione di professionisti/e ed esperti/e del settore.

Il webinar online è previsto per martedì 26 gennaio 2021 alle ore 18.30 sulla piattaforma Meet, clicca qui per accedere direttamente all’aula virtuale. Per iscriversi sarà necessario compilare un form online, puoi trovarlo qui.

Oltre al Plus 21 e al Comune di Monserrato si sono aggiudicati l’ammissione al finanziamento per l’istituzione di sportelli per la famiglia il Comune di Cagliari, Ozieri e Dorgali.

Per maggiori informazioni sul Centro Famiglia di Monserrato clicca qui.

 

Monserrato apre le porte a un nuovo ufficio dedicato ai cittadini: lo sportello famiglia. Da giovedì 17 dicembre e per tutto il mese sarà possibile usufruire del servizio, il quale è provvisoriamente situato presso la “Casa della cultura”.

L’assessora alle politiche sociali e famiglia Tiziana Mori e il primo cittadino del Comune Tomaso Antonio Locci, hanno ideato e programmato lo sportello famiglia sulle problematiche che l’epidemia da Covid-19 ha accentuato nelle famiglie e negli abitanti, causando un forte impatto sulla vita quotidiana, incertezze del futuro, sulle relazioni sociali e sulla stabilità economica. I due componenti del Consiglio comunale sono riusciti a creare una realtà e un sostegno per i cittadini del paese e hanno inoltre dichiarato che “si tratta di servizi indispensabili che durante l’emergenza Covid-19 si sono resi ancora più necessari”.

Nel presentare l’iniziativa il sindaco, in un convegno organizzato dall’Associazione FA.RE (Famiglie Risorse e Percorsi) dal titolo “La Mediazione come strumento di prevenzione e di intervento sociale”, ha aperto l’incontro ricordando che “la mediazione ha un ruolo fondamentale per portare avanti politiche di solidarietà sociale. Nelle linee programmatiche del Comune di Monserrato abbiamo previsto l’istituzione di uno sportello famiglia che includa la Mediazione”.

Le parole del sindaco si mostrano positive ed entusiaste sullo sportello offerto dalla sua amministrazione e afferma: “sono molto contento per l’attivazione dello Sportello Famiglia, è un ulteriore prova del fatto che la nostra è una amministrazione che sta lavorando e gli piace fare, non solo parlare. Sarà d’aiuto ai cittadini e di coadiuvo perché sono inseriti numerosi servizi a disposizione di situazioni patologiche all’interno della famiglia”.

L’assessora Tiziana Mori, promotrice dello sportello, ha annunciato: “Il nostro intento in questa fase sperimentale dello Sportello Famiglia, che è presente nelle Linee programmatiche di mandato del Sindaco, è di offrire ausilio alle famiglie, anzitutto per risolvere gli effetti psicosociali della pandemia Covid-19 che gravano sulla Famiglia e per fornire supporto, consulenza e dare indicazioni su come gestire le difficoltà e migliorare il benessere di tutti i componenti del nucleo familiare. Abbiamo inoltre previsto di fare sia attività di Sportello di mediazione familiare con consulenza psicologica e legale sia seminari in webinar su argomenti relativi al benessere della famiglia e strategie socio-educative in emergenza Covid-19”. Il comune per questi motivi ha voluto investire 1600€ per far fronte alle spese per l’apertura dello sportello famiglia.

Lo sportello famiglia, in collaborazione con l’aps Alta Formazione e Sviluppo (AFT), offre ai cittadini e alle famiglie in condizione di necessità diversi servizi: sostegno psicologico, consulenza legale, sportello di ascolto telefonico. Inoltre l’ufficio sarà potenziato dagli sportelli “Amico” e “Impresa”, i quali aumenteranno la vicinanza tra amministrazione comunale e cittadini.

Nell’ambito del sostegno psicologico gli aiuti avverranno tramite colloqui in presenza con professionisti, come psicologo/a, e a seconda delle esigenze potrà essere presente la mediatrice familiare. L’attività per il mese di dicembre 2020 verrà svolta nei giorni di giovedì 17 dalle ore 9 alle 11, lunedì 21 dalle ore 9 alle 11, mercoledì 23 dalle ore 8,30 alle 11,30, lunedì 28 dalle ore 9 alle 11.

Sarà possibile usufruire del servizio consulenza legale per via telefonica, nella quale si potrà comunicare con una avvocatessa. L’attività in questo caso si svolgerà nei giorni martedì 22 e mercoledì 30 dicembre dalle ore 11 alle 12.

Lo sportello di ascolto telefonico, invece, consisterà in un’attività di ascolto e confronto tramite chiamata o videochiamata, nella quale i cittadini potranno confrontarsi con una professionista esperta.

Per poter richiedere l’accesso ai servizi è necessario compilare un form online con tutti i dati richiesti; lo puoi trovare cliccando qui. Una volta fatta la richiesta i fruitori verranno contatti telefonicamente per definire l’orario e la modalità dell’incontro. I servizi offerti garantiranno inoltre la massima tutela della privacy.

Lo sportello famiglia si pone nell’ambito dell’iniziativa sulla “Mediazione Familiare estesa, benessere della famiglia e strategie socio educative in emergenza Covid-19”, promosso dal Comune di Monserrato in collaborazione con Alta Formazione e Sviluppo, propone inoltre ai cittadini e alle famiglie la partecipazione a dei webinar. Questi ultimi nascono da diversi interrogativi, che l’assessora e il Consiglio comunale si sono posti, sul modo in cui bambini e adolescenti si sono approcciati alla complicata situazione epidemica e su quali metodi adoperare per aiutarli ad affrontare questa condizione. Due gli appuntamenti in programma: martedì 22 dicembre e martedì 29, e si terranno entrambi nella fascia oraria dalle 18 alle 20. Gli incontri saranno tenuti da professionisti/e ed esperti/e della materia trattata.

Per poter accedere ai webinar sarà necessario iscriversi compilando un form online (lo puoi trovare cliccando qui), scaricare l’applicazione Meet su smartphone, tablet o pc e infine aspettare la data e l’ora in cui avverrà l’incontro e accedere all’aula virtuale (qui).

La Pubblica Amministrazione, nonostante un caso analogo successo per i bonus Covid e nonostante possegga tutti i mezzi necessari per rendere il Cashback un servizio funzionante, non è riuscita ad approntare un servizio efficiente. Fin dal primo giorno in cui era possibile registrarsi e inserire il metodo di pagamento l’app IO è andata in crash. Numerose le lamentele degli utenti, i quali, ancora una volta, si sono ritrovati a perdere la fiducia nello Stato. Tantissimi i download effettuati per l’app IO e numerosi gli strumenti di pagamento registrati nella sezione Portafoglio, ma, secondo le lamentele degli utenti, non tutti sono compresi. Si è verificato un blocco rispetto alla lista dei metodi inseriti, infatti gli utenti che hanno provato l’inserimento si sono ritrovati con il messaggio “Si è verificato un errore temporaneo nel salvataggio di questa carta, riprova”. Tale messaggio ha messo evidentemente a dura prova la pazienza dei cittadini. L’account Tweeter ufficiale dell’applicazione fa presente che i problemi derivano dal collegamento con i sistemi delle banche, le quali sicuramente non hanno trovato conveniente investire su potenziamenti ad hoc per supportare il picco di utenti. Una palla che rimbalza, come sempre, tra Pubblica Amministrazione e le rispettive strutture a cui si appoggia.

La pagina social in questione, attiva e aggiornata quotidianamente, informa gli utenti sulla risoluzione dei problemi e invita i propri seguaci a cercare le informazioni, sempre in costante aggiornamento, sulle FAQ messe a disposizione sul sito (clicca qui). Gli utenti hanno lanciato un hashtag informale, #cashback di Stato, per definire il servizio.

Se vuoi conoscere il nuovo metodo escogitato dal Governo per combattere l’evasione fiscale puoi leggere l’articolo precedente cliccando qui.

Dal 1° gennaio 2021 parte la Lotteria degli Scontrini, un gioco a premi contro l’evasione fiscale. A partire da dicembre si potrà richiedere il codice per partecipare alle estrazioni e puntare a vincere i tantissimi premi in palio.

La lotteria degli scontrini, introdotta nella Legge di Bilancio del 2017, rappresenta un nuovo metodo ideato dal Governo per contrastare l’evasione fiscale. A questo nuovo espediente viene affidato il compito di portare il maggior numero di consumatori a scegliere un metodo di pagamento elettronico e quindi tracciabile.

L’Agenzia delle dogane e dei monopoli precisa che i premi in palio sono dedicati ai consumatori e agli esercenti. In particolare, trattasi di premi sino a 5'000’000€, le estrazioni saranno settimanali, mensili e annuali e avverranno in due modi: la prima ordinaria” sarà dedicata solamente ai consumatori. Sono previsti per questa modalità sette premi di 5’000€ ciascuno ogni settimana; tre di 30’000€ ciascuno ogni mese e un premio di 1 milione di euro ogni anno. La seconda modalità “zerocontanti” sarà dedicata ai commercianti e consumatori e prevederà quindici premi di 25’000€ ciascuno per il consumatore e quindici di 5'000€ ciascuno per l’esercente ogni settimana; dieci di 100’000€ ciascuno per il consumatore e dieci di 20’000€ ciascuno per l’esercente ogni mese e infine un premio di 5'000’000€ per il consumatore e di 1'000'000 per l’esercente ogni anno. L’Agenzia delle dogane e dei monopoli effettuerà il pagamento esclusivamente mediante bonifico bancario o con assegno circolare non trasferibile per coloro che non possiedono un conto bancario.

Nella sezione dedicata sul sito della Lotteria degli scontrini (qui) è presente un’area dedicata alla partecipazione, nella quale sarà possibile generare il codice lotteria. Questo dovrà essere mostrato all’esercente al momento dell’acquisto. I pagamenti potranno essere effettuati sia in contanti, sia con carte e app connesse a circuiti di pagamento e a spendibilità limitata, in particolare si cercherà di privilegiare questi ultimi metodi. La lotteria è valida solamente per gli acquisti in negozi fisici e non per quelli effettuati online e si potrà partecipare solo se gli scontrini avranno un importo pari o superiore a 1€, al quale corrisponderà un biglietto virtuale fino a ottenere un massimo di 1000 biglietti virtuali per un importo pari o superiore a 1000€. Ad esempio con 10 scontrini si potranno ottenere fino a diecimila biglietti virtuali.

Non resta che aspettare il 1° gennaio 2021 per poter approfittare di questa nuova occasione e per favorire il pagamento elettronico e continuare a combattere l’evasione fiscale a partire da noi semplici cittadini.

Grazie all’app IO il Governo ha reso possibile aderire al Cashback, un’iniziativa del Piano Italia Cashless.

Ma che cos’è il Cashback? Una domanda che ricorre spesso online da quando il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte lo ha presentato durante la conferenza stampa di giovedì 3 dicembre.

Il cashback è un rimborso per acquisti effettuati in un negozio fisico, a titolo personale e su tutto il territorio nazionale con carte e app di pagamento. Gli esercizi commerciali compresi sono tanti: bar, ristoranti, supermercati o per attività di artigiani e professionisti. Il programma non è utilizzabile per i pagamenti e gli acquisti online, ed è dedicato a tutte le persone residenti in Italia che abbiano compiuto i 18 anni.

L’iniziativa si articola in 4 periodi indipendenti: il primo periodo sperimentale è chiamato Extra Cashback di Natale, inizierà l’8 dicembre 2020 e ha come termine il 31 dicembre. I tre periodi successivi a questo dureranno sei mesi, suddivisi in questo modo: il primo semestre andrà dal 1° gennaio 2021 al 30 giugno; il secondo invece dal 1° luglio al 31 dicembre; infine il terzo semestre andrà dal 1° gennaio 2022 al 30 giugno.

Per ogni periodo del programma è possibile ottenere un rimborso di massimo 150€, mentre non sono previsti limiti di spesa. Per ogni acquisto effettuato con carte e app di pagamento registrate ai fini del Cashback si potrà accumulare il 10% dell’importo speso, fino ad arrivare a un massimo di 15€ per ogni singola transazione. Il cashback accumulato lo si potrà ottenere se alla fine del periodo si sarà raggiunto il numero minimo di transazione valide. Nel periodo sperimentale “Extra Cashback di Natale” il numero di transazioni minimo è di 10, invece per gli altri trimestri è di 50.

Il “Super Cashback” di 1500€ è dedicato a coloro i quali abbiano totalizzato il maggior numero di transazioni con carte e app di pagamento registrati ai fini del Programma.

Come attivare il Cashback?

Passo n°1. Dopo aver scaricato l’app IO dovrai effettuare l’accesso in sicurezza utilizzando la tua identità digitale (SPID) o la Carte d’Identità Elettronica (CIE) abbinata a un PIN.

Passo n°2. Una volta che il servizio sarà presente in app, entra nella sezione Portafoglio e premi sul pulsante in evidenza Cashback. Dopodiché premi sul pulsante Attiva il Cashback e fai click in seguito su Continua. A questo punto è stata effettuata con successo l’iscrizione al programma.

Passo n°3. In questa fase dovrà essere indicato il codice IBAN sul quale si desidera che vengano accreditati i rimborsi. L’IBAN può essere inserito anche successivamente alla fase di attivazione ma è fortemente consigliato inserirlo subito.

Passo n°4. Dopo aver salvato i tuoi metodi di pagamento elettronico su IO, scegli quali attivare per partecipare al Cashback. All’avvio del programma alcuni metodi di pagamento elettronico potrebbero NON essere registrabili da subito, quindi verifica che la tua carta e la tua app sia tra quelle già attivabili.

Passo n°5. Dalla sezione Portafoglio puoi accedere alla schermata di dettaglio Cashback per restare sempre aggiornato sulla tua partecipazione al programma in base, naturalmente, alle transazioni effettuate.

Passo n°6. Controlla sempre la classifica per poter ottenere il Super Cashback.

Inoltre nell’app è presente una sezione di supporto ove è possibile chiarire ogni dubbio sul funzionamento del programma.

 

 

 

Il 1° dicembre del 1970 venne approvata in parlamento la legge 898 (“Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio”), meglio conosciuta come legge Fortuna-Baslini.

La lotta per il riconoscimento dello scioglimento del matrimonio risale all’Unità d’Italia. La proposta fu presentata in Parlamento nel 1878 da Salvatore Morelli, tuttavia il suo progetto sociale riguardante l’unità familiare non ebbe risultati positivi. Dopo la sua morte si susseguirono altre figure che riportarono alla luce la problematica del divorzio; ad esempio nel 1902 il governo di Giuseppe Zanardelli presentò un disegno di legge che prevedeva il divorzio in caso di adulterio, ma ancora una volta i voti contro furono in numero maggiore rispetto a quelli a favore. La questione del divorzio fu nuovamente affrontata dal Parlamento solo dopo le due guerre mondiali.

L’Italia rimase a lungo senza una legge per il divorzio anche a causa della forte presenza della Chiesa cattolica in tutto il territorio. In questi anni chi poteva, come le persone più facoltose, si rivolgeva alla Sacra Rota per l’annullamento del rito religioso, mentre altri si rivolgevano ai tribunali di altri Paesi dove la legislazione locale consentiva anche il divorzio ai cittadini stranieri, così da ottenere lo scioglimento del matrimonio civile; altri ancora si separavano in casa, senza poter regolarizzare le unioni con nuovi compagni e riconoscere i figli nati da queste nuove relazioni extraconiugali.

Nel 1954 venne presentata un disegno di legge noto come “piccolo divorzio” da Luigi Renato Sansone, che prevedeva il divorzio unicamente in caso di scomparsa del coniuge, condanna a lunghe pene detentive, malattia mentale o di tentato omicidio. La proposta, nemmeno discussa in quell’anno, venne ripresentata dallo stesso autore, insieme a Giuliana Nenni, nel ’58 al Senato. Anche in questo caso non venne discussa.

Nel 1965 il deputato Fortuna diede avvio alla mobilitazione del Partito Radicale per la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul tema dell’istituzione del divorzio in Italia.

Arrivò poi l’anno decisivo e il 1° dicembre del 1970 il divorzio venne introdotto nell’ordinamento giuridico italiano, risultato della combinazione del progetto di legge di Loris Fortuna e di Antonio Baslini. Non fu una battaglia semplice e gli antidivorzisti si organizzarono per tentare di ottenere l’abrogazione della legge attraverso il ricorso al referendum. Nel gennaio del 1971 venne depositata in Corte di Cassazione la richiesta di referendum da parte del “Comitato nazionale per il referendum sul divorzio”, sostenuto dall’Azione Cattolica con l’appoggio della CEI, di DC e del Movimento Sociale Italiano.

Il 12 maggio 1974 gli italiani furono chiamati al voto del “Referendum sul divorzio”, per decidere se abrogare la legge. Gli italiani decisero di non abrogare la legge, la quale tuttavia venne modificata, riducendo i tempi necessari per giungere a una sentenza definitiva (da cinque anni a tre).

Questa legge rappresentò una fondamentale conquista per la società civile e diede la possibilità soprattutto alle donne di abbandonare situazioni coniugali di violenza e sopraffazione. Le donne iniziarono inoltre a maturare una maggiore consapevolezza dei propri diritti e del proprio valore e a desiderare una loro indipendenza economica e decisionale, rifiutandosi di vedere il matrimonio come unico mezzo di sostentamento.

In questi 50 anni la società italiana è stata al centro di un lento cambiamento che ha portato alla diminuzione dei matrimoni, all’aumento dell’età anagrafica in cui ci si sposa, ad una maggiore, anche se parziale, apertura verso il riconoscimento giuridico della convivenza e alla progressiva riduzione delle nascite.

Celebrare questa giornata è fondamentale perché significa porre l’attenzione sullo sviluppo delle libertà individuali, oltre che celebrare una legge vista ancora oggi come una liberazione.

La stagione delle castagne e dei marroni è arrivata e ha portato con sé un’ottima produzione. A causa dell’epidemia da Covid-19 Desulo e i suoi castanicoltori sono in grande difficoltà. La pandemia impedisce infatti di organizzare sagre e feste paesane, occasioni molto importanti per la vendita di questi prodotti.

A Desulo vi sono tra i 130 e i 150 ettari di terreni destinati alla crescita di castagni e alla coltivazione di marroni. La produzione si attesta a circa 20 quintali per ettaro, per un totale complessivo di circa 3000 quintali per tutto il paese.  

La produzione dei marroni rappresenta circa 1/10 dei castagneti, ovvero 10 ettari. I marroni, rispetto alla pianta selvatica, ossia il castagno, hanno bisogno di cura costante, di potatura e di sorveglianza, aspetto che comporta costi aggiuntivi.

Alcune differenze tra marroni e castagni. I primi sono innestati e quindi un frutteto coltivato; il secondo, invece è la pianta selvatica. A Desulo tra le tante varietà di castagne ce n’è una in particolare che rispetto ad altre rimane più grande e molto bella da vedere, oltre che essere un ottimo frutto. Questa castagna può essere cucinata in vari modi, ad esempio la caldarrosta che tutti conosciamo. 

La castagna sarda ha, inoltre, un valore aggiunto: nasce e cresce particolarmente esposta al sola, circostanza che le dona un livello zuccherino superiore e una dolcezza non paragonabile ad altri frutti. Inoltre, è un frutto completo perché oltre ad essere gustosa ha anche proprietà nutrienti e benefiche per tutto l’organismo.

Il raccolto di questi frutti è un lavoro molto faticoso perché si resta tanto tempo inchinati per la scelta del prodotto. Se questo è destinato alla vendita sì fa una cernita, selezionando le castagna migliori e quindi adatte per il mercato. 

A Desulo l’Azienda agricola e zootecnica Parco Montano Pindoro di Sonia Peddio ha fatto delle castagne un punto di forza e di valorizzazione del territorio. L’imprenditrice si occupa dell’attività insieme al marito e ad alcuni collaboratori che l’aiutano nella raccolta delle castagne, nella cura degli animali e nello svolgimento di tanti altri lavori. L’azienda offre inoltre interventi assistiti con animali, oltre che riabilitazione equestre.

Per scoprire il Parco Montano Pindoro puoi visitare la pagina Facebook cliccando qui

Quest’anno a causa dell’emergenza sanitaria Desulo non ha potuto organizzare la consueta sagra dedicata a questi frutti deliziosi. Per far fronte a questa situazione così complessa alcuni produttori, riuniti in un’Associazione Castanicola, hanno pensato di vendere il loro prodotto a domicilio, favoriti anche da un notevole passaparola. Questa iniziativa intende inoltre sensibilizzare all’acquisto di prodotti del territorio, così da incrementare lo sviluppo dell’economia locale. 

Per acquistare le castagne di Desulo e richiedere informazioni sulle consegne puoi contattare il seguente numero: 3249055590. Qualora ci fosse un quantitativo adeguato le consegne potranno avvenire anche nel territorio di Cagliari e hinterland, Sud Sardegna, Iglesiente ecc

In questo periodo di difficoltà dovuto alla pandemia il Comune di Cagliari ha deciso di mettere a disposizione un voucher connettività.

Grazie a un nuovo fondo creato ad agosto con gli avanzi di Bilancio, l’Amministrazione comunale di Cagliari ha deciso di mettere a disposizione di circa 1500 famiglie un buono per l’acquisto di un tablet android da 10 pollici, un modem portatile 4G e SIM dati con un traffico per 100Gb/mese. Tali dispositivi saranno concessi in comodato d’uso per un periodo di 12 mesi.

Il voucher è riservato alle famiglie residenti a Cagliari con almeno uno studente che frequenti la scuola primaria/secondaria di primo e secondo grado (anche paritarie). Non deve inoltre essere superata la soglia ISEE di 20000 euro. Il voucher connettività viene quindi messo a disposizione per sostenere le nuove forme di didattica a distanza.

Le domande per il buono connettività dovranno essere compilate e inviate per via telematica entro 15 novembre. Per poter inviare la domanda è richiesto l’accesso con identificativo Spid di livello 2, e l’istanza verrà protocollata in automatico dal sistema. Puoi compilare la domanda cliccando direttamente qui e consultare e leggere il bando qui. Il sito mette a disposizione una guida per l’accesso alle istanze online, se vuoi visualizzarla non devi far altro che premere qui.

Halloween è una festa anglosassone che ha sicuramente rubato il cuore di tutti ma ciò che alcuni non sanno è che ha molto in comune con la tradizione sarda.

Cerchiamo dunque di fare un po’ di mente locale e di mettere in evidenza i tratti caratteristici di queste due tradizioni, insieme ad alcuni dolci tipici.

Quella che al giorno d’oggi è comunemente conosciuta come una festività puramente commerciale fatta di dolci, caramelle, maschere, feste e quant’altro è in realtà una ricorrenza che ha origini molto antiche.

Se alcuni studiosi fanno risalire le origini di Halloween a una festa del periodo romano dedicata a Pomona (dea dei frutti e dei semi) e altri alla festa dei morti chiamata Parentalia, questa ricorrenza viene più tipicamente collegata alla festa celtica di Samhain, il cui nome, che deriva dall’irlandese antico, può essere tradotto come “fine estate”. Infatti, secondo il calendario celtico in uso 2000 anni fa fra i popoli dell’Inghilterra, dell’Irlanda e della Francia settentrionale al 31 ottobre corrispondeva l’inizio del nuovo anno.

Il papa nell’840 istituì ufficialmente la festa di Ognissanti per il 1° novembre, per avere una continuità tra la festa cristiana e quella pagana. Nei paesi anglosassoni, il protestantesimo mise fine ai festeggiamenti per Ognissanti ma si continuò con i festeggiamenti per Halloween. La festa laica si diffuse poi negli Stati Uniti per diventarne una delle festività principali.

Il simbolo indiscusso di questa ricorrenza annuale è la zucca intagliata con espressioni spaventose o simpatiche a creare una lanterna. Intagliare le zucche è una tradizione americana che risale al 1837 ed era associata al tempo del raccolto. Tuttavia tradizionalmente venivano intagliate le rape, decorate per realizzare dei lumini in ricordo delle anime del Purgatorio.

Il simbolismo di Halloween deriva anche dalla tradizione letteraria. Alcuni esempi sono Frankenstein e Dracula. I racconti di questa notte includono temi legati alla morte, alla paura, all’occultismo e ai mostri.

Arriviamo al momento che tutti i bambini aspettano, la maschera e i dolcetti. È tradizione che bambini e ragazzi si mascherino e vadano per le case a chiedere “Dolcetto o Scherzetto?”, ricevendo in cambio dai padroni di casa dolcetti.

Quest’anno a causa del Coronavirus i festeggiamenti saranno diversi dal solito. Le feste si trasferiranno sul web, con tour virtuali e cacce ai fantasmi. Anche i social avranno il loro ruolo: TikTok, piattaforma amata dai più giovani e non solo, vede sotto le voci di #Halloween e #ghosttrend tantissimi video e scatti tematici e divertenti.

La vigilia di Ognissanti viene festeggiata anche in Sardegna, terra ricca di ricorrenze e tradizioni. È sempre stata presente la convinzione secondo cui la morte non è un trapasso definitivo ma un passaggio a un altro mondo, simile a quello dei vivi.

All’interno della cultura popolare sarda sono presenti numerosi riti religiosi che vanno a testimoniare il rispetto che si nutre nei confronti dell’ultraterreno. Il rito prende denominazioni differenti rispetto alla zona della Sardegna in cui ci si trova. Secondo la tradizione campidanese, la notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre i due mondi entrano in contatto e i morti lasciano il Purgatorio per ritornare nei luoghi da loro frequentati da vivi. Questa tradizione prende il nome di “Is Animeddas”, festa popolare tra i bambini, ed è molto simile alla festa di Halloween, perché anche qui bussano di casa in casa e ricevono dolci, caramelle e frutti di stagione. Ciò che cambia è che la frase sarà “seus benius poi is animeddas”, siamo venuti per le anime, oppure semplicemente “is animeddas”.

Oltre al rito principalmente seguito dai bambini, gli adulti si dedicano alla preparazione della “Cena per le anime”. Il pasto per la vigilia di Ognissanti vuole di tradizione che vengano serviti legumi tipicamente autunnali. L’aspetto più importante arriva nel dopocena. La tavola viene imbandita e lasciata pronta per i defunti che potrebbero visitare la casa durante la notte. Per lo stesso scopo vengono lasciate le dispense aperte.

Dolci

La festa e la tradizione non sono solo per il piacere dei morti ma anche dei vivi. Infatti sono numerose le ricette sia della tradizione sarda che del mondo per questa festività. Vediamo un po’ di ricette sfiziose da provare e gustare durante questo periodo.

Un dolce tipico della tradizione sarda che viene fatto a ridosso di Ognissanti è sicuramente la “pabassinas”, a forma di rombo che viene poi glassato con mix di zucchero e sambuca o con una cappa fatta con l’albume d’uovo e poi ripassata in forno (quest’ultima finitura è tipica dei paesi della Sardegna centrale).

Per preparare questa delizia avrai bisogno di: 1kg di farina 00, 400g di zucchero, 400g di strutto, 300g di mandorle spellate, 400g di uva passa, 200g di noci, 4 uova, 2 bustine di lievito, 1 limone grattugiato. Una variante può essere solo con le noci, o solo con le mandorle.

Per la glassa avrai bisogno di 2 albumi, 200g di zucchero di confettini colorati o argentati per abbellire il dolcetto. Per consultare la ricetta clicca qui.

Gli “Ossus de mortu”, ossi di morto, dolci che comunemente sono noti anche con il nome di “brutti ma buoni”. Sono a base di mandorle e molto semplici da realizzare. Per la ricetta clicca qui.

Il “pani ‘e sapa” è un dolce tipico della tradizione, un pane dolce che ha come ingrediente principale la sapa, il mosto cotto, mentre gli altri ingredienti variano a seconda della località e del gusto personale. Se vuoi provare la ricetta clicca qui.

Tra i dolcetti della tradizioni inglese possiamo citare la “pumpkin pie”, crostata con la zucca, torta con base di pasta frolla e ripieno di zucca. Trovi la ricetta qua. Oppure puoi provare i golosi biscotti alla zucca, il cui impasto contiene un mix di spezie aggiunte, quali cannella e chiodi di garofano che vanno ad arricchire il suo sapore. Trovi la ricetta qui.