Autore: Federico Locci

Astoria

Astoria

di Federico Locci

Terzo articolo approfondimento sulla leggendaria band, clicca qui per leggere la prima parte e qui per la seconda.

Nel 1985 i Pink Floyd sorprendono il pubblico decidendo di continuare a fare dischi e pezzi senza il cantante, bassista e cantautore Roger Waters.

Dopo la separazione tra Pink Floyd e Waters sono stati pubblicati due album.

Il 7 settembre 1987 venne pubblicato il disco A Momentary Lapse of Reason, che raggiunse la terza posizione sia nella Official Albums Chart britannica sia nella Billboard 200 statunitense.

Dal momento che Waters era stato in precedenza l’autore della maggior parte dei testi della band, per questo lavoro Gilmour e Mason si rivolsero a figure esterne: Bob Ezrin che fungeva da co-produttore e collaborava ad alcuni testi e Jon Carin che scrisse le parole di Learning to Fly, oltre a essere il tastierista in molti dei brani dell’album; anche Phil Manzanera dei Roxy Music, il poeta inglese Roger McGough e la compositrice canadese Carole Pope furono contattati, ma alla fine la scelta del paroliere ricadde su Anthony Moore degli Slapp Happy.

Le sedute di registrazione iniziarono sull’Astoria, una casa galleggiante trasformata in studio da David, mentre la realizzazione della copertina fu affidata al designer Storm Thorgerson.

The Division Bell, titolo suggerito dallo scrittore Douglas Adams, uscì il 28 marzo 1994 nel Regno Unito e il 4 aprile dello stesso anno negli USA, raggiungendo il numero 1 nelle classifiche di entrambe le nazioni.

Al lavoro parteciparono Guy Pratt come bassista e Rick Wright, rientrato nella formazione, il quale diede un contributo significativo alla registrazione del disco.

Il riscontro della critica non fu affatto positiva e benevola, anche se col passare degli anni si sarebbe ricreduta.

The Division Bell è un concept album che parla, come in The Wall, dell’incomunicabilità tra gli individui, problema con cui i tre componenti avevano avuto a che fare, tra cause legali e divorzi. Nei testi non mancano inoltre riferimenti a Waters, come in Lost for Words, e a Barrett, in Poles Apart.

Il disco è trainato da brani come Marooned, premiato con un Grammy Award come miglior brano strumentale.

All’album seguì un imponente tour mondiale del quale rimane traccia in Pulse, pubblicato l’anno seguente, tratto dai concerti tenuti in diverse località europee.

La qualità del live è altissima: la formazione si avvale di due chitarre, due tastiere, basso, batteria, percussioni, sassofono e tre coriste. Nel film omonimo è possibile inoltre osservare anche la maestosità del gigantesco apparato scenografico che fa da cornice ai concerti del tour: centinaia di luci, raggi laser, fumi e persino fuochi d’artificio si combinavano in coreografie che accompagnavano i brani, battuta per battuta.

Nel 2000 fu pubblicato un altro disco dal vivo intitolato Is There Anybody Out There?: The Wall Live 1980-1981, nel 2001 uscì invece Echoes: The Best of Pink Floyd, una raccolta su disco doppio di ventisei tracce che ripercorrono, non in ordine cronologico, l’intera carriera del gruppo.

Tra le ultime pubblicazioni troviamo: “The Endless River” (2014), l’EP “1965: Their First Recordings” (2015), il cofanetto “The Early Years 1965-1972”  (2016), il cofanetto  “The Later Years 1987-2019” (2019) e il nuovo album dal vivo “Live at Knebworth 1990” (2021).

David Gilmour ha sempre parlato, nel corso degli anni, dei Pink Floyd senza Roger Waters.

Nell’intervista che ha rilasciato  per promuovere il progetto  “The Last Years”  ha affermato: “Dopo l’addio di Roger Waters, ci siamo sentiti liberi. Ho sempre saputo di voler continuare. Nick Mason sembrava appassionato. Mi sono imbattuto in Richard Wright  in Grecia quell’estate e gli ho parlato della possibilità di continuare ed era anche lui molto appassionato

Gilmour ha poi ammesso: “Volevo che si sapesse che le case discografiche volevano farci fare un album, sarebbero felici di prendere un buon album da noi come Pink Floyd. Ovviamente era diverso, Roger non era lì, ma per certi versi ci siamo sentiti liberati dalle tensioni degli ultimi due album, in realtà, in particolare in Final Cut. Scrivendo e mettendo giù le cose siamo andati avanti e c’era un senso di libertà e ottimismo.”

The Pink Floyd Exhibition: Their Mortal Remains, un’installazione itinerante che dal 2017 partendo da Londra (Victoria and Albert Museum) ha mandato in visibilio migliaia di fan in tutto il mondo (è passata anche da Roma) sarà da considerarsi veramente il loro ultimo atto? I fan sperano di no.


Nextop&Agal

I Nextop sono una band pop di Pavia formata da Michele Salvemini e Giulia Tosin. In alcune occasioni il gruppo si presenta nella sua formazione ampliata grazie alla presenza  di Paolo Marconi, Federico Mazzocchi, Riccardo Senna e Jacopo Morini.

Il singolo dei Nextop “Fa meno paura”, che a oggi conta tredicimila visualizzazioni solo su YouTube, collabora con l’associazione AGAL (Associazione Genitori e Amici del Bambino Leucemico) e tutto il ricavato sarà devoluto in beneficenza  per il sostegno dei loro pazienti.

A scrivere la canzone il ventenne pavese Michele Salvemini che nel video ufficiale suona  il pianoforte e la batteria accompagnato dalla splendida voce di Giulia Tosin.

L’approccio di Michele all’Associazione è stato quasi casuale. Sentendone parlare da una volontaria storica di Agal e amica della mamma decide di provare l’esperienza del volontario tra quei bambini in corsa per il ritorno alla salute.

La scintilla è scoccata subito. I piccoli pazienti ospiti a Pavia hanno trovato in Michele un compagno di giochi e un buon maestro per le attività di laboratorio.

Così lui decide di ripagare l’affetto dimostrato dai bambini con la cosa che sa fare meglio: la musica.

Così è nata “Fa meno paura”, un singolo che canta la bellezza dell’amicizia, la paura di affrontare una malattia viene meno quando hai vicino un amico, una persona su cui contare.

E’ una canzone nata proprio con l’intento di far conoscere l’Agal e di sensibilizzare la gente sull’esistenza di questa associazione così meritoria – spiega Michele – al nostro gruppo piace affrontare anche tematiche sociali nelle canzoni. Perché la musica è importante, ma lo è anche il messaggio che si può veicolare

Il gruppo con questa canzone continua a  raccogliere i fondi per sostenere l’associazione, rinunciando ad ogni possibile guadagno: “Avevo iniziato questa esperienza con lo scopo di verificare la mia propensione all’arteterapia – commenta Michele – adesso aldilà di quello che sarà il mio percorso di studio ringrazio il giorno in cui ho deciso di cominciare a fare il volontario Agal. Mi sta dando tantissimo”.

Per sostenere l’associazione Agal di Pavia con una donazione visitare il loro sito ufficiale


Spettacolo "luigi"

Spettacolo "luigi"

di Federico Locci

Un debutto mozzafiato tra musiche e monologhi per lo spettacolo “Luigi” sul lato più intimo di Gigi Riva all’Auditorium del Conservatorio di Cagliari.

L’esordio dell’opera teatrale dedicata a Rombo di tuono è arrivata l’11 novembre, undici come il numero sulla sua maglia che lo ha accompagnato durante la carriera.

Il titolo semplicemente “Luigi” perché non è stata un’antologia sui suoi goal o sulle sue conquiste ma una ricerca del Luigi Riva più intimo.

L’intento dell’opera – precisa l’autore Giorgio Pitziantiera quello di creare un dialogo intimo tra lo spettatore e Luigi, seguendo l’intuizione che mi ha portato a sperimentarlo personalmente tanto da rimanerne coinvolto. La vera sfida che voglio accendere è proprio quella di intraprendere questo viaggio come se in sala ci fossero solamente Luigi e il singolo spettatore, seppure con centinaia di persone presenti“.

Libertà, Scandalo della sofferenza, Edis, L’isola, La resa dei conti e L’immortalità, questi i sei atti che hanno accompagnato lo spettatore in un viaggio introspettivo che ha mischiato musica, con composizioni toccanti e originali, al teatro con il recitato di Luca Ward.

Lo spettacolo si è chiuso nel migliore dei modi tra gli applausi del pubblico e i ringraziamenti da parte dell’autore e di Ward sia al pubblico, sia alla crew che ha lavorato al progetto.

Leggermente diviso il commento a caldo degli spettatori intervistati:

Un’opera molto lirica, apprezzabile dal punto di vista musicale ma il testo molto debole. Tutto sommato racconta la storia di un uomo che tutta la Sardegna ama. Passabile” ha affermato un ragazzo, “Mi è piaciuto tanto, soprattutto la musica, la voce di Luca Ward calzava a pennello, è stato emozionante conoscere la storia di Gigi Riva che personalmente non conoscevo” continua una ragazza.

Tra i tanti intervistati siamo riusciti a parlare con il ragazzino, che interpretava il “piccolo Gigi Riva” durante lo spettacolo: “Mi chiamo Giovanni, ho quasi 9 anni, gioco a calcio e sono un attaccante. Per prepararmi alla parte ho visto tanti video e foto di Gigi Riva, era un giocatore fortissimo. È stato divertente”  e la nonna: “È stata un’idea magnifica, spettacolo bellissimo e pieno di delicatezza”.

“Luigi” sarà allestito anche al Teatro Lirico di Cagliari nel 2022, per accogliere un pubblico ancora più numeroso rispetto a quello del Conservatorio.

Intervista a Giorgio Pitzianti
Intervista a Luca Ward
Selfie con Luca Ward
Tutto Esaurito all’Auditorium del Conservatorio di musica di Cagliari
pink floyd

Secondo articolo approfondimento sulla leggendaria band, clicca qui per leggere la prima parte.

Divenuto simbolo della divisione tra Germania tra Est e Ovest, l’album “The Wall” dei Pink Floyd è allo stesso tempo il capolavoro che li salvò e li distrusse: era il 30 novembre 1979 quando Roger Waters trasformò la band e il suo suono salvandola dall’alienazione e dall’essere fuori moda. Il prezzo da pagare fu però la distruzione della band, che non fu mai più quella di prima.

Usciva il 30 novembre del 1979 “The Wall”, album epocale dei Pink Floyd in realtà in gran parte frutto del genio (e dei demoni personali) del bassista e cantante Roger Waters.

Separazione fisica e psicologica sono i temi portanti di un doppio album che ha lasciato canzoni come “Another Brick In The Wall” e “Confortably Numb“.

Caso vuole che il quarantennale del disco cada in coincidenza con i trent’anni dalla caduta del muro di Berlino. Muro al quale l’opera è legata sia per motivi simbolici che pratici.

Infatti nel 1990 Waters metterà in scena l’opera in un maxi evento davanti alla Porta di Brandeburgo per celebrare la caduta del muro che divideva Berlino Est da Berlino Ovest.

Ma facciamo un passo indietro. La lunga storia della formazione inglese ha inizio a metà degli anni Sessanta, quando tre studenti di architettura e un estroso studente di pittura gettano le basi per entrare a pieno titolo nella leggenda del rock, partendo dai club della Londra underground e lisergica per arrivare, non senza radicali cambiamenti di stile e di formazione, al successo planetario.

La band nasce dall’incontro dello studente di pittura Roger Keith Barrett (per tutti Syd) con Roger Waters, studente di architettura e chitarrista di una formazione dal nome cangiante nella quale suonavano altri due aspiranti architetti: Nick Mason e Rick Wright oltre al bassista Clive Metcalf e ai cantanti Keith Noble e Juliette Gale.

Nel ’65, dopo lo scioglimento del gruppo, Waters (al basso), Barrett (chitarra), Wright (tastiere) e Mason (batteria) decidono di formare una band: il nome, scelto da Barrett, è Pink Floyd e deriva dai nomi di battesimo di due bluesmen americani, Pink Anderson e Floyd Council.

A cavallo tra il ’66 e il ’67, i Pink Floyd entrano in sala d’incisione, per i primi demo, con risultati poco incoraggianti: bisognerà attendere ancora qualche mese, infatti, per la pubblicazione del primo singolo del complesso, “Arnold Layne/ Candy and a Currant Bun” (prodotto da Joe Boyd).

Il successo è  immediato ed è seguito a breve distanza da un secondo singolo-hit, “See Emily Play/ The Scarecrow“: la band partecipa per ben tre volte consecutive a “Top of the Pops” ed è finalmente pronta per il primo album, pubblicato nell’estate del ’67: The Piper At The Gates Of Dawn.

In seguito a questo successo, ormai lanciati verso una folgorante carriera, i quattro partono per gli Stati Uniti in tour, ma è proprio qui che conosceranno le prime difficoltà.

Barrett, infatti, comincia a manifestare i sintomi della schizofrenia (causata molto probabilmente dall’assunzione sistematica di LSD), assentandosi sempre di più dalla vita del complesso.

Gli spettacoli dal vivo si fanno insostenibili e la band opta per una soluzione di compromesso ingaggiando il chitarrista David Gilmour, già amico di infanzia di Barret e Waters.

La band non si perde d’animo e rientrano in studio per incidere il loro secondo album: A Saucerful Of Secrets (1968).

Album segnato soprattutto  dal ‘chitarrismo’ di David che riporta la musica del gruppo alla tradizione rock-blues.

Alla fine del 1969, i quattro pubblicano anche il monumentale Ummagumma, destinato a essere annoverato tra i loro capolavori.

Tra i loro lavori ricordiamo anche: “Atom Heart Mother” (1970), “Meddle” (1971), “Relics” (1971), “Obscured By Clouds” (1972), “The Dark Side Of The Moon” (1973)e “Wish You Were Here” (1975).

L’album Animals, del 1977, inizia a mostrare una prevalenza di Waters come autore e il tour che ne segue negli Stati Uniti, si svolgerà in stadi sempre più grandi e sempre più pieni. Sarà in questa occasione che Waters, anche a causa di spiacevoli episodi e screzi con il pubblico, comincerà a sviluppare l’idea che porterà alla band alla costruzione del loro ultimo capolavoro: The Wall.

Waters iniziava a odiare quella situazione, al punto che durante un concerto arriva a sputare a un fan delle prime file.

In un’altra occasione, durante l’esecuzione di Pigs On the Wing (part II), Waters interrompe tutto ed inizia ad insultare un fan con queste parole: “Oh, cazzo. Smettila di lanciare fuochi d’artificio e di gridare. Sto cercando di cantare una canzone”.

La folla esulta e Roger continua: “Non mi interessa. Se non vuoi ascoltarla, beh, vaffanculo! Sono sicuro che c’è un sacco di gente qui che vuole ascoltarla. Quindi perché non te ne stai buono e tranquillo? Se vuoi sparare i tuoi fuochi d’artificio vattene fuori e falli esplodere là. E se vuoi metterti a urlare, va’ a farlo fuori. Sto cercando di cantare una canzone che certa gente vuole ascoltare”.

L’album come ben si può capire è ispirato a quella sorta di “muro” di incomunicabilità che si era venuto a creare tra la band e il pubblico, un muro che col passare del tempo si arricchirà nella testa di Waters di tanti mattoni fino a farlo diventare un emblema dell’alienazione dal mondo.

The Wall è sviluppato su due dischi e abbraccia diverse tematiche come discriminazioni, istruzione, show-business, fascismo e implicazioni autobiografiche di Waters, sempre più “padre padrone” del gruppo.

Waters menziona più volte anche come la perdita del padre, quando aveva solo 5 mesi, ha cambiato la sua vita e inciso sul suo lavoro da musicista.

Il tenente Erich Fletcher Waters perse la vita durante la seconda guerra mondiale nella battaglia di Anzio in Italia nel 1944 e solo grazie a un veterano di guerra, nel 2014, Roger è riuscito a individuare nei pressi di Aprilia il luogo esatto di sepoltura del padre.

Another Brick In The Wall, part 2“, in particolare, si rivelerà uno dei più grandi hit della band.

Il celebre verso del ritornello “non abbiamo bisogno di istruzione, non abbiamo bisogno di controllo del pensiero” sarà utilizzato dai manifestanti neri in occasione dell’anniversario della sommossa di Soweto repressa nel sangue: il governo razzista del Sud Africa proibirà la diffusione del brano e ne ritirerà tutte le copie dai negozi.

L’album sarà premiato dal successo di vendite e si presterà a una difficile quanto magnifica rappresentazione dal vivo: gli spettacoli saranno pochissimi ma memorabili, con il muro costruito a poco a poco sul palco, enormi pupazzi gonfiabili e coinvolgenti proiezioni.

Da The Wall sarà tratto anche il film omonimo, con la regia di Alan Parker e Bob Geldof nel ruolo del protagonista Pink.

“The Wall” segna anche la fine dei Pink Floyd.

La divisione tra Waters e il resto del gruppo si farà sempre più profonda: durante le registrazioni nascono forti contrasti con Gilmour e, al termine della gestazione dell’album, Wright viene allontanato.

Il successivo album “The Final Cut” (opera in pratica del solo Waters ) sarà ancora più personale nei temi e nelle idee musicali, al punto che subito dopo Waters lascerà il gruppo considerandolo morto e seguiranno anni di battaglie legali con Gilmour e gli altri che invece vogliono proseguire e riusciranno a farlo.

I Pink Floyd mixano Obscured by Cloud
I Pink Floyd registrano Meddle
Famiglia di Roger Waters

di Federico Locci

In occasione dei cinquant’anni dalle riprese del film-concerto “Pink Floyd: Live at Pompeii”, diretto da Adrian Maben, che vide la storica band inglese esibirsi nel 1971 all’anfiteatro di Pompei, in un concerto a porte chiuse, il 28 ottobre alle ore 20, è stato trasmesso, in esclusiva gratuita live streaming su ITsART il docufilm “Reliving at Pompeii”.

La formazione era quella leggendaria con David Gilmour, Nick Mason, Rick Wright e Roger Waters.

Adrian Maben ebbe l’intuizione di trasformare la performance live in un film.

L’idea di base per il film è stata concepita nel 1971: già all’inizio dell’anno, Maben, aveva contattato il manager del gruppo Steve O’Rourke con l’idea di combinare la musica dei Pink Floyd con opere di artisti contemporanei come De Chirico e Magritte, ma la band aveva declinato l’offerta.

Cinquant’anni fa i Pink Floyd accettarono di suonare tra le rovine di Pompei, nell’antichissimo anfiteatro, dando vita a un concerto rimasto nella storia del rock.

Nell’estate 1971, il regista si recò in vacanza in Italia con la fidanzata e, nel tentativo di recuperare il suo passaporto che credeva aver smarrito durante una visita alle rovine di Pompei, tornò all’Anfiteatro romano di Pompei e lo ritenne una location perfetta per filmare la band.

Fin dall’inizio, Maben immaginò che i Pink Floyd dovessero suonare nell’anfiteatro vuoto, senza pubblico.

Grazie alla sua conoscenza con il prof. Ugo Carputi dell’Università di Napoli, il regista ottenne dalla locale Soprintendenza il permesso di effettuare sei giorni di riprese nel sito archeologico campano.

I Pink Floyd furono irremovibili sull’eseguire tutto il materiale dal vivo senza playback: questo ha portato il trasporto in Italia, via camion, di tutta la loro attrezzatura, assieme a un impianto di registrazione a 24 tracce che potesse garantire la stessa qualità sonora dei loro lavori in studio.

La troupe, giunta sul posto, scoprì di non avere sufficiente elettricità per alimentare tutta l’attrezzatura. Questo piccolo inconveniente fu risolto portando la corrente elettrica direttamente dal Municipio tramite un lunghissimo cavo che percorreva le strade della cittadina campana.

Questo imprevisto restrinse i tempi effettivi di ripresa a soli quattro giorni, dal 4 al 7 ottobre del 1971.

Nell’Anfiteatro Romano la band eseguì dal vivo tre brani: la prima metà e il finale di Echoes, One of These Days, e A Saucerful of Secrets; ciascun brano fu eseguito in sezioni separate, poi montate assieme; al termine di ciascuna esecuzione, la band la riascoltava in cuffia per approvarla.

Il regista ha rivelato in anni recenti che diverse bobine di pellicola andarono smarrite subito dopo le riprese: questo spiega perché il brano One of These Days include quasi esclusivamente inquadrature del batterista Nick Mason.

Poiché il materiale girato in Campania non era sufficiente per il film, Maben lo integrò in uno studio cinematografico, più precisamente l’Europasonor di Parigi, dal 13 al 20 dicembre del 1971.

Il montaggio della prima versione del film, della durata di circa un’ora, fu completato da Maben nel 1972 fra le mura di casa sua, poiché il regista aveva già sforato il budget.

Il film fu presentato all’Edimburgh Film Festival nel giugno 1972.

Ancora preoccupato per la breve durata del film, Maben chiese a Roger Waters il permesso di filmare il gruppo mentre lavorava a uno dei loro album che sarebbe diventato tra i più celebri: The Dark Side of the Moon. Il regista effettuò quindi le riprese negli studi della EMI ad Abbey Road, intervistò brevemente Gilmour, Waters, Mason e Wright e filmò la band mentre faceva colazione alla caffetteria degli studi.

La nuova versione del film, allungata di circa ottanta minuti, uscì nell’agosto del 1974, quando The Dark Side of the Moon era già  balzato in testa alle classifiche oscurando, seppur temporaneamente, quello della pellicola. Maben per l’edizione DVD, trent’anni dopo l’uscita del film, curò  una nuova versione del film inserendo elementi di computer grafica nel montaggio originale, oltre a offrire dei contenuti speciali tra cui un’intervista allo stesso regista e la prima  versione del film-concerto visionabile separatamente.

firma protocollo

di Federico Locci

Siglato nella mattina di mercoledì 20 ottobre 2021, un Protocollo di Intesa tra il Comune di Cagliari e la Federazione Italiana Scherma, finalizzato a confermare il capoluogo sardo come City Partner della FIS.

A firmare il documento è stato il Sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu che ha ricevuto nel suo ufficio, al secondo piano del Palazzo Civico di via Roma, il Presidente nazionale della Federazione, Paolo Azzi.

Il numero uno federale è stato accompagnato dal Presidente del Comitato regionale Sardegna, Gianmarco Tavolacci e da Maurizio Fuccaro del comitato organizzatore dei Campionati italiani under 23 di Scherma.

E la scelta di Cagliari non è stata certo casuale visto che la Federazione Italiana Scherma ha deciso di scommettere sul capoluogo sardo anche per il futuro.

Con il Protocollo, infatti, i rapporti con l’Amministrazione comunale verranno rafforzati in vista di numerose iniziative che sono già in cantiere.

A cominciare dai Campionati italiani under 23 di Scherma che sono in programma dal 26 al 28 novembre 2021 in città, ma anche in prospettiva, con Cagliari che sarà tra le città candidate ad ospitare, nel marzo 2023, i mondiali giovanili.

Il turismo sportivo è stato uno dei primi a ripartire e noi ci stiamo specializzando nell’ospitare eventi internazionali in diverse discipline. Abbiamo in programma di completare un villaggio sportivo che si presti a questo tipo di manifestazioni, il tutto per uno sviluppo sempre migliore della nostra città” afferma il primo cittadino Paolo Truzzu.

Da competizioni come quella in programma a fine novembre a Cagliari” ha aggiunto Paolo Azzi “arriveranno i componenti della squadra Azzurra del futuro e per questo ci fa piacere che una manifestazione così importante si svolga in Sardegna. C’è un bel fermento attorno alla scherma nell’Isola e noi vogliamo alimentarlo”.

All’incontro hanno preso parte anche gli Assessori comunali allo Sport, Andrea Floris e alle Attività Produttive e Turismo, Alessandro Sorgia.

Evoluzione in un cespuglio_Museo Civico

Un laboratorio per entrare nella preistoria e ricostruire il percorso dell’evoluzione è la proposta di “L’evoluzione in un cespuglio”, l’iniziativa per ragazzi dagli 8 ai 12 anni, in programma sabato 23 ottobre in tre repliche, alle 10, alle 16 e alle 17.30, al Museo civico, per le quali è già possibile prenotarsi.

Il laboratorio è organizzato dal Museo civico di Modena nell’ambito della rassegna “Primordiali” che propone incontri, letture animate e, appunto, laboratori, collegati alla mostra “Primordi” sulla riscoperta della raccolta del Paleolitico francese del Museo civico, visitabile al terzo piano di Palazzo dei Musei (in largo Sant’Agostino). In mostra è esposta anche “Human bush”, l’opera di Alice Padovani che racconta il cespuglio dell’evoluzione.

Quello che sappiamo della preistoria è costellato da un gran numero di stereotipi che ritroviamo nei manuali scolastici ma che, soprattutto, abbiamo assorbito attraverso cartoni animati, fumetti, film e pubblicità.

Il più noto di questi preconcetti è, sicuramente, la visione lineare dell’evoluzione: una sequenza in fila indiana che dagli individui con caratteri scimmieschi giunge fino all’Homo sapiens, l’uomo moderno, in un percorso che si sviluppa da un passato di brutalità a un mondo civile.

Il laboratorio “L’evoluzione in un cespuglio” permette a bambini e ragazzi di smentire gli stereotipi sulla preistoria e di approdare insieme a una nuova visione dell’evoluzione dell’Uomo ormai condivisa dagli scienziati.

Quella dell’umanità, infatti, è una “storia plurale”, di convivenze fra specie diverse, ciascuna con propri adattamenti specifici

L’immagine più adatta per descriverla è quanto di più lontano ci sia da una linea, ovvero un percorso ramificato definito “bush”, cespuglio, in cui ogni ramo corrisponde a una specie umana.

Nel laboratorio i ragazzi potranno costruire il proprio cespuglio dell’evoluzione 3D, con mappe e carte d’identità di tutte le specie Homo note ad oggi.

L’ingresso è gratuito ma è obbligatorio prenotarsi scrivendo una mail (palazzo.musei@comune.modena.it) o telefonando al Museo (059 203 3125).

Programma completo della rassegna “Primordiali”, che proseguirà fino a primavera inoltrata: www.museocivicomodena.it

Gli appuntamenti sono aggiornati anche sui social network del museo Facebook/Instagram: museocivicomodena

bando diritto allo studio

di Federico Locci

Aperta la fase di ricezione delle domande per i contributi relativi al diritto allo studio 2021 nella doppia misura della Borsa di Studio regionale per l’anno scolastico 2020/2021 (L.R. 5/2015) e Buono Libri anno scolastico 2021/2022 (Art.27 L.448/1998).

Al via la presentazione delle domande di contributi per il diritto allo studio 2021.

Gli interessati, in possesso dei requisiti previsti dall’Avviso pubblico, dovranno presentare la propria candidatura, esclusivamente sulla piattaforma dedicata alle istanze online, entro le 23,59 del 15 novembre 2021.

Le domande dovranno essere compilate e inviate esclusivamente per via telematica utilizzando la piattaforma dedicata istanze.comune.cagliari.it entro le ore 23.59 della data di scadenza.

Non è ammessa altra forma di compilazione e di invio della domanda.

Il servizio richiede l’accesso con identificativo Spid di livello 2, per persone fisiche o con Carta di identità elettronica (Cie) del richiedente.

Successivamente all’invio il richiedente riceverà una mail con la comunicazione di conferma e di avvio del procedimento.

L’istanza verrà protocollata in automatico dal sistema e sarà possibile prendere visione della stessa e del numero di protocollo, nella pagina -Elenco delle tue istanze- della stessa piattaforma.

Le domande salvate come -Bozza- si considerano non inviate.

Il bando integrale è disponibile sul portale del Comune di Cagliari al link: https://www.comune.cagliari.it/portale/page/it/contributi_per_il_diritto_allo_studio_2021?contentId=DOC72974

Eventuali informazioni potranno essere richieste contattando il Servizio Pubblica Istruzione alla mail pubblicaistruzione@comune.cagliari.it oppure chiamando il numero 070/6776436.

FM 23 Ottobre 2021 foto

di Federico Locci

Dopo il fermo forzato dello scorso anno, si torna alla splendida cornice dell’EXMA, che ospiterà la rassegna teatrale organizzata dal Teatro dallarmadio in collaborazione con EXMA: TEATREXMA 2021, il futuro è “Hic et nunc” che porterà in scena un ricco cartellone che si snoderà tra novembre e dicembre 2021.

La rassegna ha preso il via con un’anteprima sabato 23 ottobre alle 21 e domenica 24 ottobre alle 20 all’EXMA di Cagliari.

Per festeggiare questa ripresa dopo il fermo, il Teatro dallarmadio ha deciso di riproporre nella sua ultima versione e dopo la vittoria della edizione 2021 del Palio Poetico musicale Ermo Colle di Parma, lo spettacolo FM e il suo doppio 2021.

FM e il suo doppio, uno degli spettacoli più celebri della compagnia, selezionato all’INSCENA Festival di New York oltre che vincitore del Premio del Pubblico alle Voci dell’anima, è scritto e interpretato da Fabio Marceddu, con la regia di Antonello Murgia e costumi ed elementi scenici di Paoletta Dessì.

F.M. è il racconto di una vita, di una porzione di vita, dove il motore è il teatro. L’amore per il teatro, la necessità di fare teatro, la difficoltà di essere attori, alla periferia di un paese, dove, è già difficile fare questo mestiere nella Capitale.

F.M. è Fabio Marceddu, ma è anche maschile e femminile, è anche Frequenze medie, perché la verità sta nel mezzo, ed è anche fra Martino, il grido d’allarme intimato al frate che dorme invece di suonare le campane. E prima che la campana suoni, come recita l’incipit: “Visto che ci stanno togliendo il futuro volgo lo sguardo al passato”.

F.M. raccoglie miscellanee di un decennio, dal 1988, al 1998, cita Beckett, Foscolo, Queneau, Wedekind, Max Aub, Copi, Genet e li cita, come ordito all’interno di una trama che è la vita di un attore. E in questo decennio racconta la scoperta del genere sessuale, la discriminazione e la successiva e affermazione dell’identità sessuale (e umana) del protagonista.

BIGLIETTI

Per partecipare allo spettacolo nel rispetto delle regole di prevenzione Covid19 è necessario prenotare e lasciare il proprio contatto mail e/o telefonico per la registrazione dei dati.

L’accesso al pubblico avverrà esclusivamente  su esibizione del Green Pass (fatta eccezione per i minori di 12 anni) e documento di identità.

Prima dell’accesso all’area  potrà essere misurata la temperatura corporea e la mascherina dovrà essere indossata durante  l’intera permanenza  negli spazi interni.

Non sarà consentito l’accesso senza prenotazione. In caso di impedimenti si prega di disdire la prenotazione entro le ore 10.00 del giorno dello spettacolo.

Le prenotazioni, gestite dal Teatro dallarmadio, possono anche essere effettuate entro le 12.00 del giorno degli spettacoli chiamando i numeri 34053326850707565215 (dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00), via WhatsApp.

I biglietti dovranno essere ritirati mezz’ora prima dell’inizio degli spettacoli all’ingresso dell’EXMA, in via San Lucifero, 71

Monumenti aperti

di Federico Locci

La XXV edizione di Monumenti Aperti, curata e coordinata dall’associazione Imago Mundi OdV, dopo un anno di pausa dovuto alla pandemia, si è aperta sabato 23 e domenica 24 ottobre con i comuni di Cossoine e Gavoi che hanno già preso parte negli anni passati alla manifestazione. In questi prime due giornate, grazie alla volontà e l’impegno delle amministrazioni comunali e alla passione dei volontari, si sono potuti visitare complessivamente 6 monumenti e partecipare a 2 itinerari.

COSSOINE

Questi i siti visitabili nel comune di Cossoine:

Museo di arte sacra – raccoglie un’abbondante oggettistica ecclesiastica, utilizzata nel paese durante le funzioni religiose, dal XVIII secolo, fino ai giorni nostri e tre chiese:

la chiesa di Santa Croce che risale alla seconda metà del XVII secolo ed ha una facciata a capanna con doppia cornice, un portale architravato fiancheggiato da semicolonne che sostengono un frontone timpanato con un giglio di ispirazione tardo gotica;

la Chiesa di Santa Chiara che conserva alcuni stemmi gentilizi: uno scudo porta i pali di Aragona; l’altro, ripetuto anche in facciata, presenta tre piccole montagne il simbolo del casato di Serafino Montagnan primo feudatario di Cossoine, oltre dei ballerini con suonatore di liuto e una Annunciazione.

I monumenti erano visitabili gratuitamente, il pomeriggio di sabato dalle ore 15 alle ore 19 e la domenica dalle ore 9 alle ore 13 e dalle ore 14 alle ore 19.

Erano inoltre previsti due itinerari:

Itinerario storico che prevedeva tappe nei primi insediamenti umani nel territorio del comune del sassarese, con particolare attenzione ai luoghi del seppellire: le Domus de Janas di Bololtine, la Tomba a corridoio dolmenico di Su Truppo e la Tomba di giganti di Su Columbalzu.

Itinerario cittadino che prevedeva il percorso nel centro storico adiacente, con particolare attenzione agli architravi decorati e a quello che rimane dell’antico tessuto urbano del paese.

Entrambi i percorsi avevano durata di circa 20 minuti con 5 visitatori per turno: sabato dalle ore 15 alle ore 19 e domenica dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 14 alle ore 19.

Inoltre sabato 23 alle 19:30 nel sagrato della Chiesa di Santa Chiara era previsto un evento musicale a cura della scuola civica di musica del Meilogu – Doppio Diesis.

GAVOI

Gavoi dopo la partecipazione a Monumenti Aperti nel 2007 è ritornata nella rete proprio in questa XXV edizione con l’apertura di 2 monumenti importanti per il territorio: la Chiesa parrocchiale di San Gavino, realizzata con un impianto a tre navate in stile tardo gotico aragonese e la Chiesa del Carmelo edificata nel 1643 anche essa è in stile gotico-aragonese, con una sola navata.

Le visite si sono tenute sabato e domenica dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.00 alle ore 18.00; sono durate circa 10 minuti e si poteva accedere 5 visitatori per turno.

Nei due giorni della manifestazione, si sono svolti il Calice dell’amicizia e della solidarietà, una degustazione di vini resa possibile grazie alla collaborazione con le cantine, Santa Maria La Palma, Sedilesu di Mamoiada, Masone Mannu di Monti, Vigne Surrau di Arzachena, Cantina di Santadi, Cantina di Oliena, Vigna di Luceri.

L’evento è avvenuto sabato 23 ottobre dalle 11:30 alle 13:30 e dalle ore 16:30 alle 20:30 e domenica 24 ottobre dalle ore 11:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 20:00

Per poter visitare i monumenti o partecipare agli itinerari è stata  richiesta la prenotazione.

Pur essendo infatti non più obbligatoria la distanza interpersonale nei luoghi della cultura, Imago Mundi, in accordo con le amministrazioni partecipanti, preferisce gestire comunque prudentemente la partecipazione a visite e itinerari, evitando gli assembramenti. Le prenotazioni sono state effettuate accedendo al sito www.monumentiaperti.com o visitando la pagina dedicata al singolo comune.

Per Informazioni sulle prenotazioni si può scrivere a prenotazioni@monumentiaperti.com

La manifestazione si è svolta nel pieno rispetto delle normative anti Covid-19.

In base alle disposizioni di legge, l’accesso a tutti i luoghi della cultura al chiuso e all’aperto è stato consentito solo alle persone in possesso della Certificazione Verde Covid-19 (Green Pass ottenuto anche con l’esecuzione, nelle 48 ore precedenti, di un tampone rapido o antigenico molecolare con risultato negativo). L’obbligo di possedere una certificazione verde COVID-19 non è stato applicato nel caso in cui gli eventi si svolgano in piazze, vie o parchi pubblici.

Sono esenti dall’obbligo del Green Pass bambini sotto i 12 anni e i soggetti esenti per motivi di salute dalla vaccinazione in possesso di idonea certificazione medica.

Durante le visite si sono sempre fatte rispettare tutte le norme di sicurezza e di igiene.

Cossoine – Santa Chiara
Panorama Gavoi
nonsolobici

di Federico Locci

“Non solo Bici” è il progetto di sviluppo turistico portato avanti grazie alla collaborazione tra i comuni di Seulo, Escolca e Villanovatulo. Un importante strumento per le zone interne per attivare percorsi virtuosi nella lotta contro lo spopolamento.

C’è una strada che attraversa villaggi, passa per parchi e aree archeologiche, incontra chiese e nuraghi, si insinua tra gli alberi di quelle che nell’isola tutti chiamano “foreste”, e ancora fiancheggia fiumi e grotte: è la ciclovia che unisce i paesi di Seulo, Escolca e Villanova Tulo.

Una strada che segna un percorso che rappresenta l’unione di questi tre Comuni e che ha ispirato l’idea del progetto Non solo bici.

“Non solo bici” promuove lo sviluppo sostenibile con politiche che guardano all’intero territorio, vasto e variegato, come a un unico grande percorso da scoprire, valorizzare e tutelare attraverso attività outdoor e, col racconto strategico ed emozionale, delle peculiarità che rendono i tre paesi coinvolti un’eccezionale esperienza di viaggio.

Dal punto di vista sociale, gli obiettivi sono almeno due: da un lato il progetto mira ad aumentare il senso identitario e di appartenenza degli abitanti; dall’altro a costituire e ampliare una rete di operatori che, in maniera strutturata e sinergica, siano impiegati a vario titolo nel progetto per arginare lo spopolamento e incentivare il cosiddetto “rientro dei cervelli”.

Cuore pulsante del progetto è la realizzazione della ciclovia. Nel tracciarla, sono stati presi ovviamente in considerazione i maggiori punti di interesse di tutti e tre i territori. La segnaletica e la cartellonistica accompagneranno il ciclista-turista nel suo percorso. I turisti sprovvisti di bicicletta che volessero comunque avventurarsi nei percorsi troveranno a disposizione sia biciclette muscolari sia biciclette a pedalata assistita, abbigliamento e caschi per percorrere in sicurezza il tratto prescelto.

Nei tre paesi saranno installate anche delle colonnine di ricarica per le biciclette elettriche. A Escolca sarà messa a disposizione dei cicloturisti una mini-officina mobile per effettuare eventuali piccole riparazioni.

centro famiglia

di Federico Locci

Il Sindaco del Comune di Monserrato Antonio Locci raggiunge un ulteriore obiettivo attraverso l’apertura del Centro Famiglia in via Monte Arqueri

Si tratta del progetto a cui abbiamo partecipato a dicembre 2020, indetto da ANCI SARDEGNA e per il quale grazie al finanziamento ottenuto di 33.000 euro ora daremo alle famiglie di Monserrato la possibilità di usufruire di nuovi servizi“, queste le parole dell’assessora alle Politiche Sociali, Lavoro e Famiglia, Tiziana Mori.

Il Centro sarà un servizio gratuito che, in raccordo con il Servizio Sociale Comunale, fornisce attività di orientamento, consulenza e supporto per tutti i nuclei familiari che stanno affrontando cambiamenti e che necessitano di un percorso di sostegno nelle seguenti tematiche:

Consulenze specialistiche psico/pedagogiche

Sostegno psicologico;

Attività di promozione della famiglia in raccordo con le principali agenzie educative del territorio;

Attività laboratoriali, eventi e manifestazioni con il coinvolgimento dei genitori e figli;

Gruppi di approfondimento sulle fasi della vita familiare;

Incontri tematici sulla genitorialità e sulle relazioni familiari;

Mediazione familiare;

Informazioni, studio di coppia e indagini psico/sociale per adozione nazionale ed internazionale.

Il Comune fa parte del Network Comuni Amici della Famiglia. 

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Per informazioni, gli interessati possono contattare gli operatori del Centro per la Famiglia

via e-mail all’indirizzo: cpfmonserrato@libero.it

oppure al recapito telefonico 3896072176 nei seguenti giorni e orari:

martedì dalle ore 9:00 alle ore 10:00

mercoledì e giovedì dalle ore 15:00 alle ore 16:00