Michael Burry, noto per aver previsto la crisi immobiliare del 2008, ha rivelato lunedì di aver assunto una posizione corta di 1,1 miliardi di dollari in Nvidia e Palantir Technologies tramite opzioni put, innescando una svendita immediata nel mercato tecnologico.
Michael Burry, l’investitore noto per aver predetto la crisi immobiliare del 2008, ha scommesso 1,1 miliardi di dollari contro Nvidia e Palantir, avvertendo che i titoli dell’intelligenza artificiale sono in territorio di bolla. Il suo fondo detiene un numero significativo di opzioni put, che rappresentavano l’80% del portafoglio di Scion al 30 settembre.
Martedì, Palantir è scesa fino al 16% per poi chiudere con un ribasso di circa l’8%. Il calo si è verificato nonostante la società avesse superato le aspettative di profitto del terzo trimestre e avesse aumentato le sue prospettive per l’intero anno. Durante la stessa sessione di negoziazione, Nvidia è scesa dal 2% al 4%, mentre il Nasdaq Composite è sceso di circa il 2%, il più grande calo in un solo giorno in quasi un mese. Tutti i titoli legati all’intelligenza artificiale dei Magnifici Sette hanno chiuso in ribasso nel corso della giornata.
La reazione si è diffusa oltre i confini degli Stati Uniti. I mercati in Asia e in Europa hanno registrato forti cali nei giorni successivi, con gli indici in Giappone e Corea del Sud in forte calo, poiché le preoccupazioni sulle valutazioni delle società tecnologiche hanno alimentato il sentiment globale.
La ripresa di Palantir è stata più lenta di quella di Nvidia. La società di analisi dei dati ha un rapporto prezzo/utili di circa 254 volte e un rapporto prezzo/vendite di circa 115 volte, rendendola particolarmente vulnerabile alle pressioni ribassiste prolungate.
Il prezzo è attualmente scambiato al di sotto della media degli ultimi 50 giorni, il che è un segnale di avvertimento per coloro che credono nell’analisi tecnica.
Nvidia, che controlla circa l’80% del mercato dei chip AI, ha registrato un calo più modesto e contenuto. Oggi le azioni dei giganti dei semiconduttori sono riuscite a guadagnare terreno.
A differenza di Palantir, il titolo non è mai sceso al di sotto del benchmark a 50 giorni, ma questo è il punto in cui gli analisti attribuiscono la situazione attuale a buoni fondamentali e vantaggi tecnologici.
Sebbene le preoccupazioni iniziali possano sembrare in declino, nessuno dei due titoli è tornato ai massimi precedenti. Le rivelazioni di Berry hanno creato nuova volatilità nel settore dell’intelligenza artificiale, con gli investitori che sono diventati più cauti nell’acquistare a valutazioni estreme.
La posizione corta ha coinciso con gli avvertimenti dei principali dirigenti di Wall Street. Gli amministratori delegati di Morgan Stanley e Goldman Sachs hanno pubblicamente avvertito gli investitori di prepararsi a una possibile correzione del 10-20% del mercato azionario nei prossimi anni. Secondo quanto riferito, Deutsche Bank ha iniziato a prendere in considerazione strategie per ridurre i rischi degli investimenti basati sull’intelligenza artificiale nei data center.
Burry ha sottolineato la questione del “finanziamento circolare” in un post sui social media, indicando accordi in cui le principali aziende tecnologiche investono o prestano a partner come OpenAI, Oracle e CoreWeave e si impegnano ad acquistare chip e servizi principalmente da Nvidia. Gli analisti di Seaport Global Securities descrivono queste transazioni come “rappresentative di un movimento simile a una bolla” e si chiedono se la crescita riportata rappresenti la vera domanda organica.
Il CEO di Palantir, Alex Karp, ha risposto positivamente alla posizione di Barry, definendolo un “pazzo di merda”. Karp ha affermato che lo short incentiverebbe la società a produrre numeri migliori “per sminuire la sua performance”.
In sostanza, gli investitori non stanno semplicemente ignorando gli avvertimenti di Burley. Hanno trattato il suo corto come un’informazione valida. Ciò, combinato con gli avvertimenti del CEO e le valutazioni tecniche estreme, ha giustificato la riduzione del rischio a breve termine nella parte più speculativa del rally dell’AI.
Il CEO di Palantir ha definito lo short di Burry “ridicolo” e ha rifiutato la sua logica. La reazione del mercato si è estesa globalmente, con cali in Asia ed Europa. La ripresa di Palantir è stata più lenta rispetto a Nvidia, quest’ultima sostenuta da fondamentali solidi e vantaggi tecnologici.
Nvidia controlla circa l’80% del mercato dei chip AI.
La posizione corta di Burry ha generato volatilità nel settore AI, spingendo gli investitori alla cautela verso valutazioni estreme.
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