Secondo un’analisi di Stifel, Bitcoin potrebbe scendere fino a 38.000 dollari. L’analisi, pubblicata in data odierna, ha rilevato che la criptovaluta non ha beneficiato del calo del dollaro avvenuto nell’ultimo anno e che il suo declino potrebbe avere implicazioni per i titoli tecnologici.
Bitcoin ha già subito un significativo calo dal suo massimo storico di 126.000 dollari raggiunto in ottobre. Tuttavia, gli analisti di Stifel suggeriscono che la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente prima di un’eventuale inversione di tendenza.
La società di servizi finanziari, fondata 136 anni fa, ha indicato che Bitcoin, al momento dell’analisi, era scambiato a circa 65.433 dollari, segnando un calo del 42% rispetto al valore di giovedì, secondo i dati di CoinGecko.
Gli analisti di Stifel hanno basato la loro previsione su dati storici, osservando le precedenti flessioni di Bitcoin durante i “mercati super ribassisti” del 2011 (93%), 2014 (84%), 2018 (83%) e 2022 (76%). Considerando questi dati, hanno ipotizzato un potenziale calo del 70%.
Stifel ha evidenziato l’influenza della politica monetaria della Federal Reserve, suggerendo che il recente calo di Bitcoin è stato innescato dalla politica aggressiva di taglio dei tassi di interesse annunciata a dicembre. La decisione della Fed di mantenere invariati i tassi di interesse all’inizio del mese riflette un approccio più basato sui dati.
Gli analisti hanno suggerito che, indipendentemente da chi guidi la banca centrale, se i membri votanti del Federal Open Market Committee segnalassero di non voler creare un “boom dell’inflazione”, questo potrebbe rappresentare il punto di fondo per Bitcoin.
Il declino di Bitcoin si è intensificato in seguito alla potenziale nomina di Kevin Warsh da parte del presidente Trump come successore di Jerome Powell, figura storicamente vista come un “falco” dell’inflazione.
L’analisi di Stifel ha rilevato cambiamenti strutturali nella performance di Bitcoin, sottolineando che non ha tratto vantaggio dalla debolezza del dollaro nell’ultimo anno, attribuendo questo sviluppo all’impatto della guerra commerciale dell’ex presidente Donald Trump e della crescita economica sulle aspettative di inflazione.
È stato inoltre notato che Bitcoin non è cresciuto in linea con l’aumento della liquidità globale denominata in dollari. Questa combinazione di fattori contribuisce alla percezione che Bitcoin non sia più una copertura efficace contro le valute fiat.
Secondo Stifel, anche i segnali di stress creditizio derivanti dagli ingenti investimenti nell’intelligenza artificiale e la prospettiva di una maggiore inflazione stanno influenzando negativamente i titoli tecnologici. Questo, a sua volta, sta pesando su Bitcoin, data la sua correlazione con il settore tecnologico.
Stifel ha suggerito che la situazione potrebbe essere favorevole per i titoli tecnologici, dato che questi ultimi si trovano vicino ai massimi storici, mentre Bitcoin è in calo. Hanno definito il divario tra Bitcoin e l’indice Nasdaq 100, che si è ampliato da ottobre, come “inquietante”.
Gli analisti affermano che il crollo del Bitcoin potrebbe estendersi fino a 38.000 dollari: ecco perché
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