Bitcoin, la criptovaluta più conosciuta, si trova al centro di un dibattito sul suo ruolo come copertura contro l’inflazione e bene rifugio. Mentre l’oro ha visto una crescita dell’80% in un periodo di incertezza economica e geopolitica, Bitcoin ha subito un calo del 14% su base annua. L’analisi è stata pubblicata online da CoinDesk.
La performance divergente tra Bitcoin e metalli preziosi ha sollevato interrogativi sulla sua attrattiva attuale per gli investitori, soprattutto in confronto ai rendimenti di asset tradizionali come azioni e oro.
CoinDesk ha interpellato diversi sostenitori di Bitcoin per comprendere le loro motivazioni nell’acquistare la criptovaluta.
Jesse Gilger, consulente senior presso Gannett Wealth Advisors, considera l’attuale impennata dell’oro una “distrazione politica temporanea”, sottolineando la stabilità tecnica di Bitcoin a livello di protocollo negli ultimi 15 anni. Prevede un ritorno alla media man mano che il mercato riconosce l’efficienza della scarsità digitale rispetto agli asset fisici.
Mark Connors, Chief Investment Officer di Risk Dimensions, focalizza l’attenzione sul 2025, affermando che Bitcoin non ha fallito il test macro rispetto all’oro. Individua tre forze interne che oscurano la sua performance attuale, definendo la situazione come un “trasferimento di proprietà” piuttosto che una perdita di interesse, dovuto all’assorbimento di un decennio di offerta da parte dei primi utilizzatori da parte degli afflussi di ETF istituzionali.
Charlie Morris, CIO di ByteTree, evidenzia come sia i sostenitori dell’oro che i massimalisti di Bitcoin condividano narrazioni simili basate su offerta limitata, stampa di denaro, inflazione e instabilità globale. Tuttavia, distingue tra l’oro come asset di riserva nel mondo reale e Bitcoin come asset di riserva nel mondo digitale, suggerendo che i problemi attuali risiedono nel mondo reale, influenzando la performance di Bitcoin in linea con le azioni internet.
Peter Lane, CEO di Jacobi Asset Management, osserva che la narrativa dell'”oro digitale” non si è pienamente concretizzata, con Bitcoin che non ha agito come una vera copertura contro l’inflazione o come bene rifugio durante periodi di stress geopolitico. Riconosce il vantaggio dei metalli preziosi nel comfort del mercato di massa, suggerendo che la rotazione verso Bitcoin potrebbe essere ritardata, con gli investitori che preferiscono asset più familiari e affidabili.
Anthony Pompliano, Presidente e CEO di ProCap Financial, sottolinea la necessità per Bitcoin di trovare nuovi motori di domanda in un contesto di deflazione, dopo essere stato utilizzato principalmente come copertura contro l’inflazione negli ultimi cinque anni. Rimane ottimista sul futuro di Bitcoin, ma riconosce la rapida evoluzione dell’ambiente macro e dei partecipanti al mercato.
David Parkinson, CEO di Maske, BtC Lightning, respinge l’idea di un “fallimento” dell’oro digitale come prematura, evidenziando l’offerta fissa di Bitcoin e la crescita della rete come fattori che hanno fornito rendimenti elevati rispetto all’inflazione e all’oro. Definisce Bitcoin un asset monetario nativo di Internet, non solo una copertura contro l’inflazione, ma una soluzione permanente.
Andre Dragosh di Bitwise attribuisce il rally dei metalli preziosi alla “memoria muscolare”, con gli investitori che si rivolgono inizialmente ad asset familiari in tempi di incertezza. Riconosce le proprietà di riserva di valore superiori di Bitcoin rispetto all’oro, pur ammettendo che è ancora percepito come un asset rischioso. Prevede un aumento del valore di Bitcoin una volta che gli asset tradizionali raggiungono livelli esorbitanti e il capitale inizia a ruotare verso asset con valore più attraente.
I rialzisti del Bitcoin considerano il calo dei prezzi mentre l’oro vola vicino ai 5.000 dollari
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