BlackRock, la più grande società di gestione patrimoniale al mondo, tramite il suo CEO Larry Fink e il Chief Operating Officer Rob Goldstein, ha espresso in un articolo su The Economist la propria visione sulla tokenizzazione come la prossima grande evoluzione dell’infrastruttura di mercato. L’articolo descrive i vantaggi potenziali della registrazione dei dati di proprietà su un registro digitale, tra cui pagamenti istantanei e un ampliamento delle risorse investibili.
I dirigenti di BlackRock sostengono che il sistema finanziario è sull’orlo di una significativa revisione infrastrutturale, paragonabile all’avvento della messaggistica elettronica negli anni ’70, grazie alla tokenizzazione basata su blockchain. Questa evoluzione potrebbe consentire lo spostamento degli asset in modo più rapido e sicuro rispetto ai sistemi attuali.
La tokenizzazione, che consiste nella registrazione della proprietà dei beni su un registro digitale, permetterebbe a diversi asset, come azioni, obbligazioni e beni immobili, di esistere come documenti digitali verificabili, scambiabili e regolabili senza intermediari tradizionali.
Questa visione si allinea con i piani di tokenizzazione di BlackRock, come evidenziato dalla precedente dichiarazione di Fink nel 2022, in cui affermava che la prossima generazione di mercati e titoli sarà basata sulla tokenizzazione.
Inizialmente, l’idea della tokenizzazione era complessa per la comunità finanziaria, inclusa BlackRock, e percepita come legata alla speculazione nel boom delle criptovalute. Tuttavia, si è compreso che la tokenizzazione espande l’universo degli asset investibili e offre la possibilità di regolare le transazioni istantaneamente, superando i limiti dei processi manuali e delle registrazioni tradizionali.
Nonostante il potenziale, i dirigenti di BlackRock sottolineano che la tokenizzazione non sostituirà immediatamente i sistemi esistenti, ma fungerà da ponte tra le istituzioni tradizionali e gli innovatori digitali.
Joshua Chew, avvocato e co-presidente dell’Associazione Web3 di Hong Kong, ha dichiarato a Decrypt che la direzione indicata da BlackRock è corretta, ma i tempi previsti potrebbero essere troppo compressi. Chew ha descritto la tokenizzazione come una transizione a più cicli con casi d’uso limitati e ben regolamentati nel tempo, piuttosto che una rivoluzione immediata.
Chew ha evidenziato che la tokenizzazione avrà valore solo se risolverà problemi reali non affrontabili dalle strutture esistenti, come la riduzione del rischio di pagamento, l’aumento della liquidità delle garanzie e l’accesso ad asset precedentemente inaccessibili.
Le attività finanziarie tokenizzate rappresentano ancora una piccola parte dei mercati azionari e obbligazionari globali. Tuttavia, Fink e Goldstein hanno osservato una rapida espansione, con una crescita di circa il 300% negli ultimi 20 mesi, paragonando la situazione attuale a Internet nel 1996.
BlackRock sta già costruendo questo futuro con l’USD Institutional Digital Liquidity Fund (BUIDL), lanciato lo scorso anno, che ha raggiunto i 2,3 miliardi di dollari, diventando uno degli asset tokenizzati più grandi al mondo, secondo i dati di RWA.xyz.
Fink ha dichiarato agli investitori che tutti gli asset dovrebbero essere tokenizzati, soprattutto quelli con molteplici livelli di intermediari. Ha citato il settore immobiliare come un’area in cui la tecnologia può ridurre i costi e migliorare l’accessibilità eliminando strati di intermediari.
Fink e Goldstein di BlackRock affermano che la tokenizzazione potrebbe ricollegare i mercati
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