La Corte Suprema della Corea del Sud ha stabilito che i Bitcoin detenuti negli exchange di criptovalute possono essere soggetti a sequestro secondo la legge sulla procedura penale. La sentenza, emessa a Seul, deriva da un caso di riciclaggio di denaro risalente al 2020 e conferma la linea giurisprudenziale del paese in materia di criptovalute.
La decisione pone fine a una contestazione legale sollevata da un individuo, identificato come Mr. A, nell’ambito di un’indagine per riciclaggio. La polizia aveva sequestrato 55,6 Bitcoin, per un valore di circa 600 milioni di won coreani (413.000 dollari), dal conto exchange di Mr. A.
Mr. A aveva presentato ricorso sostenendo che i Bitcoin depositati sull’exchange non rientravano nella definizione di “oggetti” sequestrabili ai sensi dell’articolo 106 del codice di procedura penale coreano.
La Corte distrettuale centrale di Seoul aveva precedentemente respinto il ricorso, confermando la legittimità del sequestro. Mr. A aveva quindi presentato un ulteriore ricorso alla Corte Suprema.
La Corte Suprema ha respinto la tesi difensiva, affermando che “secondo il codice di procedura penale, gli oggetti del sequestro comprendono sia oggetti materiali che informazioni elettroniche”, come riportato da Chosun Ilbo.
Secondo la corte, Bitcoin, in quanto “token elettronico gestito e scambiato in modo indipendente e che ha la capacità di essere sostanzialmente controllato in termini di valore economico”, rientra nella categoria di beni sequestrabili.
La sentenza ha ribadito che “la decisione di questo caso, che prevedeva il sequestro di Bitcoin a nome del signor A gestito da uno scambio di criptovalute, era legittima e non vi era alcun errore nella decisione del tribunale di grado inferiore di respingere la richiesta di nuovo processo.”
Questa decisione si allinea a precedenti sentenze dei tribunali sudcoreani che considerano le valute virtuali come proprietà o beni. Già nel 2018, la Corte Suprema aveva stabilito che Bitcoin è un bene immateriale con valore economico e può essere confiscato se ottenuto attraverso attività illecite. Nello stesso anno, i token crittografici furono riconosciuti come beni divisibili nelle procedure di divorzio. Nel 2021, il tribunale ha ulteriormente chiarito che Bitcoin costituisce un bene virtuale che incarna valore economico ed è considerato un diritto di proprietà ai sensi del diritto penale.
La Corea del Sud vanta un alto tasso di adozione di criptovalute. A marzo 2025, oltre 16 milioni di persone, circa un terzo della popolazione, possedevano conti in criptovaluta presso i principali exchange del paese.
Anche altre giurisdizioni hanno adottato approcci simili. Ad esempio, nel Regno Unito, una legge approvata il mese scorso riconosce formalmente le risorse digitali come proprietà, conferendo loro lo stesso status giuridico delle forme tradizionali di proprietà.
Etay Katz, responsabile delle risorse digitali presso lo studio legale Ashurst, aveva commentato che la legge inglese rappresentava “un gradito e tempestivo riconoscimento legale della qualità patrimoniale fondamentale delle criptovalute”.
Queste misure mirano a migliorare la chiarezza e l’applicazione delle norme nei casi che coinvolgono risorse digitali, in particolare quelli relativi a proventi di reato e recupero di beni.
Gli scambi di Bitcoin possono essere sequestrati legalmente in Corea del Sud, conferma la Corte Suprema
Ricevi le nostre ultime notizie da Google News
clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella.

