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Criptovalute: 75 su 100 sotto le medie principali

I mercati delle criptovalute mostrano segnali ribassisti in prossimità della fine dell’anno. La situazione evidenzia una possibile fuga di capitali dal settore, in seguito al calo del Bitcoin.

Secondo i dati di TradingView, attualmente, 75 delle 100 principali criptovalute per capitalizzazione di mercato sono negoziate al di sotto delle medie mobili semplici (SMA) a 50 e 200 giorni, un indicatore di debolezza generale nel mercato degli asset digitali.

Il Bitcoin è sceso a 87.000 dollari USA, dal suo massimo storico di oltre 126.000 dollari USA registrato all’inizio di ottobre.

Le SMA a 50 e 200 giorni, considerate come “guardrail”, filtrano le fluttuazioni quotidiane dei prezzi per identificare i cambiamenti di slancio generali. Un calo al di sotto di entrambe le medie indica prestazioni scarse rispetto alle tendenze a breve e lungo termine, spesso preludio a vendite più consistenti e cali accelerati.

A confronto, solo 29 titoli del Nasdaq 100 mostrano questa debolezza, evidenziando la solidità del mercato rialzista dei titoli tecnologici. Il Bitcoin, che tende a seguire da vicino i movimenti del NASDAQ, amplifica le fluttuazioni al ribasso durante i periodi negativi.

Tra le 75 criptovalute negoziate al di sotto delle medie principali figurano Bitcoin, Ether, Solana, BNB e XRP, che insieme rappresentano il 78% della capitalizzazione di mercato complessiva delle criptovalute, stimata in 3 trilioni di dollari USA.

Questa situazione suggerisce che la performance negativa delle principali criptovalute sta influenzando negativamente l’intero settore.

Questi asset, caratterizzati da elevata liquidità e scambi a livello istituzionale, sono alla base di prodotti finanziari come i futures sul CME e gli ETF spot. Segnali ribassisti da parte loro potrebbero scoraggiare gli investitori dal rischiare su criptovalute alternative più piccole e meno liquide.

Questo tipo di debolezza del mercato ha storicamente portato a ulteriori ribassi.

Analizzando le 75 criptovalute negoziate al di sotto delle SMA a 50 e 200 giorni, solo 8 delle prime 100 sono considerate ipervendute dall’Indice di Forza Relativa (RSI): PI, APT, ALGO, FLARE, VET, JUP, IP e KAIA.

Questa analisi fornisce un quadro più chiaro della situazione. Le violazioni delle SMA indicano una tendenza al ribasso, ma l’aggiunta del filtro RSI, che misura lo slancio di vendita, restringe il campo a sole 8 criptovalute. Questo implica che la maggior parte delle monete potrebbe non aver ancora raggiunto il punto di minimo e potrebbe subire ulteriori cali.

I trader interpretano questo scenario come una conferma ribassista, suggerendo un ulteriore ribasso prima di un eventuale recupero.

L’RSI a 14 giorni misura lo slancio dei prezzi su una scala da 0 a 100. Un valore inferiore a 30 indica una condizione di ipervenduto, suggerendo che l’asset è sceso rapidamente e potrebbe consolidarsi o rimbalzare. Un valore superiore a 80 indica, invece, una condizione di ipercomprato.

75 delle prime 100 monete vengono scambiate al di sotto delle loro medie principali


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