In Asia, torna sotto i riflettori Tether, la stablecoin più grande al mondo. Riemerge il dibattito sulla solidità del suo bilancio, sollevando interrogativi sulla sua capacità di gestire riscatti massicci, con ripercussioni potenziali sul mercato delle criptovalute.
La discussione, che in passato vedeva schierati prevalentemente critici esterni al mondo crypto, ora coinvolge attivamente operatori di mercato.
Al centro del dibattito, la valutazione della capacità di Tether di mantenere il suo ancoraggio al dollaro USA.
Arthur Hayes, fondatore di BitMEX, esprime preoccupazione per l’esposizione di Tether a Bitcoin e oro, sottolineando una potenziale vulnerabilità in caso di calo del valore di tali asset.
Joseph Ayoub, ex responsabile della ricerca crittografica di Citi, contesta questa visione, sostenendo che le riserve divulgate da Tether non riflettono l’intero bilancio della società.
Ayoub afferma che Tether detiene un vasto portafoglio diversificato, comprendente azioni, operazioni minerarie e il più grande Tesoro produttore di liquidità al mondo.
Un aspetto critico riguarda la liquidità immediata di Tether, che detiene poca liquidità e dipende da canali bancari limitati, il che potrebbe rallentare la sua capacità di far fronte a richieste di riscatto urgenti.
La composizione delle riserve di Tether include buoni del Tesoro, pronti contro termine, fondi del mercato monetario, oro e Bitcoin. Asset che richiedono tempi diversi per essere convertiti in liquidità, specialmente in periodi di stress.
Storicamente, USDT ha gestito senza problemi riscatti modesti, poiché la maggior parte degli utenti ricicla la stablecoin all’interno delle piattaforme di scambio crypto.
Lo scenario più delicato si verificherebbe in caso di shock al sistema, come un evento normativo o una crisi nell’hub commerciale asiatico, che potrebbe innescare un’impennata dei rimborsi.
Nel 2022, Tether ha elaborato oltre 2 miliardi di dollari di rimborsi in meno di un giorno, onorando le richieste dei clienti.
Tether ha sempre sottolineato di aver sempre evaso le richieste di riscatto, anche durante periodi di elevata volatilità.
Le critiche al bilancio di Tether vengono respinte dall’azienda, che le considera parziali e incomplete.
Il dibattito attuale, a differenza del passato, è costruttivo e orientato all’analisi dei bilanci, della liquidità e della struttura del mercato.
Si tratta di un controllo necessario, data la crescente centralità di USDT nei flussi commerciali asiatici.
Per quanto riguarda i movimenti del mercato:
BTC: Bitcoin oscilla intorno agli 86.436 dollari, dopo una breve flessione verso gli 84.000 dollari, influenzata da segnali di aumento dei tassi da parte della Banca del Giappone.
ETH: Ether si attesta intorno ai 2.794 dollari, rimanendo sotto pressione di vendita.
Oro: L’oro ha aperto a 4.218,50 dollari, avvicinandosi a 4.300 dollari, con gli investitori che si sono protetti dal rischio di calo dei futures su criptovalute e azioni.
Nikkei 225: L’indice giapponese Nikkei 225 è salito dello 0,54%, trainato dai settori finanziario, energetico e dei materiali di base.
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Il dibattito su Tether di quest’anno sarà interessante
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