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Tether: tagliati finanziamenti per 20 miliardi dopo reazione investitori, secondo report.

Tether, il più grande emittente di stablecoin al mondo, con sede operativa non dichiarata, ha rivisto i propri piani di raccolta fondi, inizialmente stimati tra 15 e 20 miliardi di dollari. La decisione, riportata mercoledì dal Financial Times, sarebbe legata alle reazioni negative degli investitori. I consulenti starebbero ora valutando un’operazione ridotta, intorno ai 5 miliardi di dollari.

Circa due mesi fa, la società aveva manifestato l’intenzione di raccogliere tra 15 e 20 miliardi, un’operazione che l’avrebbe proiettata tra le aziende private di maggior valore a livello globale. L’amministratore delegato, Paolo Ardoino, ha però ridimensionato quelle cifre, parlando di una lettura errata delle reali intenzioni aziendali.

“Quella cifra non è il nostro obiettivo. È il massimo a cui eravamo disposti a vendere”, ha dichiarato Ardoino in un’intervista. “Se avessimo zero vendite, saremmo molto felici”.

Nonostante Tether sostenga di non avere bisogno di nuovo capitale, l’operazione di raccolta fondi era considerata anche uno strumento per rafforzare la credibilità dell’azienda e le relazioni con il mercato. Ardoino ha ribadito che la società resta redditizia e che sta attirando interesse con una valutazione indicativa di 500 miliardi di dollari.

Lo stesso Ardoino ha inoltre riconosciuto che i dirigenti sono poco propensi a vendere le proprie azioni, limitando così la quantità di quote disponibili anche in presenza di una domanda sostenuta.

Tether emette USDT, una stablecoin ancorata al dollaro USA, con circa 185 miliardi di dollari in circolazione. USDT è utilizzata come valuta di riferimento nel mercato globale delle criptovalute. La società ha dichiarato di aver generato circa 10 miliardi di dollari di profitti nell’ultimo anno, soprattutto grazie agli interessi maturati sugli asset a copertura della stablecoin, inclusi i titoli del Tesoro statunitense.

Secondo diversi osservatori, questa retromarcia mette in evidenza questioni ancora aperte legate alla valutazione dell’azienda, alla stabilità della regolamentazione e alla capacità di ottenere sostegno istituzionale coerente con le ambizioni di espansione di Tether.

Andrew Gibb, CEO di Twin Stake, ha dichiarato a Decrypt che la scelta riflette “un controllo istituzionale più ampio, piuttosto che un’esigenza immediata di capitale”. A suo avviso, l’attenzione del mercato si concentra sempre di più su trasparenza, governance e durabilità delle regole.

Christian Walker, presidente e co fondatore del gruppo industriale stablecoin Stablecoin Standard, ritiene che il ridimensionamento della raccolta serva a preservare flessibilità mentre l’azienda si espande in altri ambiti. Walker cita i piani di Tether legati a progetti energetici nei Paesi in via di sviluppo e alla strategia sull’intelligenza artificiale, aggiungendo che nel 2026 la società potrebbe entrare in più settori commerciali, con USDT a supporto di questa espansione.

Neil Stanton, co fondatore e CEO della rete di liquidità stablecoin Superset, ha commentato: “Tether sta realizzando profitti enormi grazie ai rendimenti del Tesoro sulle sue riserve, che superano i 140 miliardi di dollari. Ma questa operazione non è mai stata una questione di capitale. Si trattava di legittimità”. Secondo Stanton, una parte della redditività di Tether dipende dall’ambiguità normativa in cui opera, e una struttura più istituzionale potrebbe ridurre questi vantaggi.

Francesco Mosterts, co fondatore di Chainbound e Umia, ha osservato che l’esposizione di Tether a mercati volatili, come l’oro, potrebbe aver inciso sulla riduzione dell’interesse verso l’operazione, insieme all’associazione con la blockchain. Mosterts ha aggiunto che la scelta di ridimensionare la raccolta segnala fiducia nelle prospettive di lungo periodo dell’ecosistema, grazie alla solidità dei rendimenti generati dall’attività in ambito crypto.

Decrypt ha contattato Tether per un commento e aggiornerà l’articolo in caso di risposta. Resta ora da capire quale sarà l’impatto di questa evoluzione sulla posizione di Tether nel mercato delle stablecoin e sulle sue ambizioni di crescita nel lungo periodo, mentre l’attenzione si concentra sulla capacità dell’azienda di affrontare le sfide normative e consolidare la propria credibilità.

 
 

Tether riduce i finanziamenti di 20 miliardi di dollari dopo la resistenza degli investitori: rapporto


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