Un annuncio del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, riguardante un possibile dividendo tariffario diretto per i cittadini americani, ha generato un lieve aumento dei prezzi delle criptovalute. L’annuncio è stato diffuso tramite un post sul social media Truth Social.
Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno generando “trilioni di dollari” attraverso le tariffe e che un fondo derivante da queste risorse potrebbe essere utilizzato per ridurre il debito nazionale e per erogare un dividendo di “almeno 2.000 dollari a persona” a tutti i cittadini, “eccetto quelli ad alto reddito”.
In seguito all’annuncio, Bitcoin è stato scambiato sopra i 103.000 dollari, segnando un aumento dell’1,93% nelle ultime 24 ore. Anche Ethereum e Solana hanno registrato aumenti, con Solana in rialzo del 4,75% a oltre 3.500 dollari e il titolo in rialzo del 2,49% superando i 160 dollari. L’indice CoinDesk 20 (CD20) è cresciuto di oltre l’1,5%.
Questo aumento si inserisce in un contesto di un calo settimanale, durante il quale l’indice CD20 era sceso di quasi il 15% prima di iniziare a riprendersi. Bitcoin ed Ethereum rimangono in ribasso rispettivamente del 5,7% e del 7,5% su base settimanale.
La reazione del mercato suggerisce che i trader potrebbero considerare positivamente un aumento della spesa dei consumatori e dei flussi nel mercato delle criptovalute nel caso in cui questi fondi venissero effettivamente distribuiti.
Nonostante l’entusiasmo generato, viene evidenziato come l’effettiva erogazione del dividendo sia tutt’altro che certa. Le decisioni di spesa federale spettano al Parlamento e il Presidente non può autorizzare autonomamente tali pagamenti. Qualsiasi piano per distribuire i fondi raccolti tramite le tariffe richiederebbe l’approvazione del Congresso.
Inoltre, esperti fiscali e di bilancio sottolineano che le entrate totali derivanti dalle tariffe sono inferiori ai fondi necessari per coprire i pagamenti a tutti i potenziali beneficiari.
Erica York, vicepresidente per la politica fiscale federale, ha stimato che un dividendo di 2.000 dollari per i cittadini a basso reddito (soglia di 100.000 dollari) costerebbe circa 300 miliardi di dollari, mentre le nuove tariffe hanno finora raccolto 120 miliardi di dollari. Si aggiunge che l’impatto economico complessivo delle tariffe sul reddito imponibile compensa circa 24 centesimi di riscossione delle imposte sul reddito e sui salari per ogni dollaro raccolto attraverso le entrate tariffarie. Dopo aver tenuto conto di questa interazione, le entrate nette generate dalle tariffe ammonterebbero a circa 90 miliardi di dollari.
Questo divario rende difficile per Trump coprire il dividendo di 2.000 dollari unicamente con le entrate tariffarie.
Le prospettive di una rapida azione del Congresso appaiono incerte a causa del dibattito e delle sfide legali relative alle tariffe del presidente Trump.
L’annuncio del dividendo tariffario ha suscitato interesse nel mercato delle criptovalute, ma permangono incertezze sulla sua effettiva implementazione.
Rimane da vedere se il Congresso approverà il piano e se le entrate tariffarie saranno sufficienti a coprire i costi del dividendo.
L’iniziativa proposta solleva questioni significative riguardo alla politica fiscale e al bilancio federale.
Il presidente Trump annuncia un dividendo tariffario di “almeno” 2.000 dollari per aumento americano, Bitcoin ed Ether
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