Esempio della Milano migliore, quella della solidarietà. L´omaggio alle ceneri in camera ardente nella sede di Emergency accompagnata dalla musica dei Pink Floyd. L´improvvisa morte in Francia.

Gino Strada, Luigi all’anagrafe, era nato a Sesto San Giovanni, comune operaio nella cintura milanese, il 21 aprile 1948. Cresciuto in un ambiente cattolico sensibile alla realtà sociale che si ispira alle idee del Concilio Vaticano II, aderisce alla corrente comunista universitaria. Dopo il liceo classico si laurea in medicina e chirurgia all’Università Statale di Milano per poi specializzarsi in chirurgia d’urgenza. Durante gli anni della contestazione è uno degli attivisti del Movimento Studentesco. Frequentò anche gruppi di volontariato cattolico dove nel 1971 conobbe Teresa Sarti, che diventerà sua moglie nello stesso anno.

Interista, ateo, amico del prete di strada Andrea Gallo, deluso dai politici non votava da circa trent’anni anche se nel 2014 dichiarò di sostenere L’altra Europa con Tsipras. Il 13 aprile 2013 viene eletto tra i dieci possibili candidati alla Presidenza della Repubblica alle cosiddette “quirinarie” del Movimento 5 Stelle. Giunto secondo alle spalle di Milena Gabanelli, dopo la rinuncia della nota giornalista di Report, diviene un possibile candidato ma decide di ritirarsi, in favore del terzo, Stefano Rodotà. In seguito contesterà anche il M5S. Negli anni ha criticato i governi guidati da vari esponenti di destra e sinistra: Massimo D’Alema, Romano Prodi, Silvio Berlusconi, Mario Monti, Enrico Letta, Matteo Renzi, Paolo Gentiloni, Giuseppe Conte, per le loro scelte a sostegno della guerra, per la partecipazione dell’Italia a diversi conflitti recenti, per l’aumento continuo delle spese militari da questi sostenute, per le politiche sull’immigrazione ed i respingimenti.

Dopo gli studi specialistici fu assunto dall’ospedale di Rho, fece pratica nel campo del trapianto di cuore fino al 1988, per poi indirizzarsi verso la chirurgia traumatologica e la cura delle vittime di guerra. Negli anni ’80 si specializza in chirurgia cardiopolmonare, lavorando negli Stati Uniti, alle università di Stanford e Pittsburgh, all’Harefield Hospital nel Regno Unito, al Groote Schuur Hospital di Città del Capo in Sudafrica (ospedale del primo trapianto di cuore ad opera di Christiaan Barnard).

Nel periodo 1989-1994 lavora con il Comitato internazionale della Croce Rossa in diverse zone di guerra: Pakistan, Etiopia, Perù, Afghanistan, Somalia, Bosnia Erzegovina. Queste esperienze lo portano, con la moglie e un gruppo di colleghi, a fondare Emergency, una ONG (Organizzazione non governativa), un’associazione umanitaria internazionale per la riabilitazione delle vittime della guerra e delle mine antiuomo che, dalla sua fondazione nel 1994 alla fine del 2013, ha fornito assistenza gratuita a oltre 6 milioni di pazienti in 16 paesi nel mondo.

Scrive tante prefazioni e pubblica due libri che hanno ottenuto un certo successo di pubblico e critica: “Pappagalli verdi: cronache di un chirurgo di guerra” e “Buskashi, viaggio dentro la guerra”. Nel 2001 è vincitore del premio Colombe d’Oro per la Pace che è assegnato annualmente dall’Archivio disarmo a una personalità distintasi in campo internazionale. Cittadino onorario di alcune città, nel 2006 riceve alcuni voti nello scrutinio segreto per le elezioni presidenziali (vinte poi da Giorgio Napolitano). Ad oggi sono state raccolte oltre cinquantamila firme per dedicargli la piazza Cadorna a Milano mentre una piazza gli è già stata dedicata a Pontedera (https://vtrend.it/a-pontedera-la-prima-piazza-intitolata-a-gino-strada/). Nel marzo 2007 in Afghanistan si adoperò per la liberazione del giornalista Daniele Mastrogiacomo (La Repubblica) da un rapimento. Mel 2009 alla morte della moglie, diventa presidente di Emergency la figlia Cecilia. Fu contrario all’intervento NATO in Afghanistan (“una barbarie commessa contro la popolazione afghana in aperta violazione dell’articolo 11 della Costituzione italiana”) che riteneva fosse promosso solo per motivi economici.

Gino Strada è da molti considerato un esempio di pacifismo radicale, moralista e utopico. Partecipò alla Marcia della Pace Perugia-Assisi ma dichiarò a Che tempo che fa: “Io non sono pacifista. Io sono contro la guerra”.

Gli sono stati attribuiti numerosi premi e pure un asteroide (248908 Ginostrada). Prima della morte per problemi cardiaci avvenuta a Rouen il 13 agosto 2021, pochi mesi prima, fu unito in matrimonio dal sindaco di Milano Beppe Sala alla responsabile per Emergency della comunicazione e delle campagne di raccolta fondi, Simonetta Gola.

“Gino Strada ha recato le ragioni della vita dove la guerra voleva imporre violenza e morte. Ha invocato le ragioni dell’umanità dove lo scontro cancellava ogni rispetto per le persone. La sua testimonianza, resa sino alla fine della sua vita, ha contribuito ad arricchire il patrimonio comune di valori quali la solidarietà e l’altruismo, espressi, in maniera talvolta ruvida ma sempre generosa, nel servizio alla salvaguardia delle persone più deboli esposte alle conseguenze dei conflitti che insanguinano il mondo. In coerenza con la nostra Costituzione che ripudia la guerra, Gino Strada ha fatto di questa indicazione l’ispirazione delle azioni umanitarie sviluppate in Italia e all’estero, esprimendo, con coraggio, una linea alternativa allo scontro tra i popoli e al loro interno. Nell’esprimere le più sentite condoglianze alla famiglia e a quanti gli sono stati vicini, rendo onore alla sua figura”. Basterebbe questa dichiarazione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per sottolineare il valore di Gino Strada riconosciuto ben prima della sua scomparsa.

David Gilmour, leader dei Pink Floyd, le cui musiche hanno accompagnato l’omaggio alle ceneri del chirurgo, attivista e filantropo, lo ricorda in un post (il noto gruppo rock progressive inglese fece un concerto a supporto di Emergency) e si dichiara addolorato per la sua morte (Leggi).

La stampa internazionale lo omaggia unanimemente (Leggi).

“Tutti hanno diritto a cure quando stanno male”, è una delle sue frasi a favore della sanità pubblica. Inaugurò tantissimi ospedali (Leggi) in Asia e Africa ma anche in Italia aprì reparti covid nelle zone più penalizzate dalla sanità pubblica. Altre sue frasi celebri contro la guerra e i privilegi come “Quest’idea imbecille d’una società violenta e rancorosa, che ti spinge a trovare chi sta peggio di te e a dargli la colpa dei tuoi guai. Mai uno di loro che punti il dito su quelli che stanno meglio, eh?” le trovate qui:  Leggi

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