CHI VORRESTI COME PROSSIMO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA? VOTA IL SONDAGGIO!

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Chi succederà a Sergio Mattarella per i prossimi sette anni al Quirinale? E se lo chiedessimo direttamente agli italiani, chi vincerebbe? Siamo pronti ad eleggere una donna al colle più alto di Roma dopo tredici uomini? Il nostro sondaggio: un gioco, o forse no.

Sergio Mattarella ha concluso il suo settennato, ammirato ed apprezzato in Italia e all’estero. Lo testimoniano i numerosi applausi raccolti in ogni sede. Ma che non gradisse il bis, oltre ad averlo detto più volte adducendo ragioni costituzionali, lo ha fatto capire pronunciando in piedi il suo ultimo discorso a reti unificate di fine anno agli italiani, quasi a dire “me ne sto andando, non ho tempo di stare seduto dietro la consueta scrivania”.

Tra venti giorni, deputati, senatori e rappresentanti delle Regioni saranno chiamati ad eleggere il quattordicesimo Presidente della Repubblica, la più alta carica dello Stato. Una responsabilità riservata a poco più di un migliaio di grandi elettori. Ci sarà un accordo tra le forze politiche perché si possa eleggere entro i primi tre turni con una maggioranza dei due terzi dell’Assemblea che per l’occasione si riunirà a Monte Citorio o si andrà ad oltranza dal quarto scrutinio in poi con una maggioranza del 50% + 1?

Eleggeranno un vecchio o un giovane (comunque over 50), un politico o un “laico”, un uomo di partito o della società civile, un uomo o una donna? Succede quasi sempre ai PdR quello che capita nei Conclavi: chi entra papa, esce cardinale. Forse perché si tratta comunque di stabilire l’inquilino del Palazzo che fu dimora dei Pontefici fino a dopo l’Unità d’Italia. E questo spiega anche perché i partiti sono restii a fare nomi almeno fino a pochi giorni prima: non vogliono “bruciare” i loro candidati migliori.


Ma se interpellassimo gli italiani, questi per chi voterebbero? Lanciamo un sondaggio facendo votare tra alcuni uomini e donne che in questi giorni sono gettonati o che ci piacerebbe che lo fossero.

Tra gli uomini, si citano: Silvio Berlusconi, lombardo, imprenditore, 85 anni compiuti (concluderebbe il mandato a 92 anni!), fondatore di Forza Italia, detto “il Cavaliere” (perché gli fu attribuito il Cavalierato del Lavoro, poi revocato in seguito a una condanna penale), del già Presidente del Consiglio e del Milan si conoscono vizi (tanti) e virtù (poche) che non vale la pena ricordare in questa sede; Giuliano Amato, piemontese (di famiglia siciliana, trasferitosi durante l’infanzia in Toscana), docente universitario, 83 anni suonati (concluderebbe a 90 il mandato), noto come “il Dottor Sottile”, ha ricoperto svariati incarichi politici in quota socialista, all’ombra di Bettino Craxi, quello fuggito in Tunisia per evitare l’arresto; Pier Ferdinando Casini, da Bologna, politico di lungo corso, 66 anni quasi tutti spesi in politica in molte formazioni partitiche funzionali a spostare il suo pacchetto di voti centristi ora a destra ora a sinistra, grazie anche a ciò, è al momento il parlamentare più longevo, un “usato sicuro”, finirebbe il settennato a 73 anni, ancora giovane per tornare a sedersi a Palazzo Madama come senatore a vita; Mario Draghi, 74 anni (finirebbe il mandato come PdR a 81 anni), economista e banchiere, nato a Roma ma trasferito presto in Veneto dopo la morte della mamma, attuale figura centrale come Presidente del Consiglio, gli si riconosce una abilità internazionale che ha saputo usare nel salvare l’Euro come Presidente della BCE ma non per salvare la Grecia anni prima, gode di un credito illimitato più all’estero che in Italia, decisionista, è accusato anche di aver dimostrato poca attenzione nei confronti del ruolo democratico del Parlamento, se fosse eletto a succedere a Mattarella, farebbe implodere il governo nel momento più delicato sia dal punto di vista pandemico, che da quello economico-finanziario di gestione del PNRR e, dal punto di vista internazionale, in un momento in cui si affaccia un nuovo governo tedesco (dopo 16 anni di Angela Merkel) e forse tramonta la presidenza francese Macron, lascerebbe quindi l’Europa priva di una figura forte alla mercé delle potenze continentali straniere all’esterno e in balia dei partiti sovranisti all’interno: un bel disastro e forse proprio per questo ha ottime possibilità di diventare Presidente della Repubblica; Giuseppe Conte, della provincia di Foggia, 57 anni, avvocato, giurista, politico e accademico italiano, attuale presidente del Movimento 5 Stelle. Dal 1º giugno 2018 al 13 febbraio 2021 è stato Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana, autodefinitosi “Avvocato del popolo”, da Presidente del Consiglio dei Ministri affronta la pandemia di COVID-19 e la conseguente crisi economica e sanitaria, riuscendo a ottenere risorse finanziarie del Next Generation EU, è stato il secondo Presidente del Consiglio a non ricoprire alcun incarico politico prima della sua nomina, dopo Carlo Azeglio Ciampi nel 1993, il primo proveniente dall’Italia meridionale dopo Ciriaco De Mita nel 1989 e il primo in assoluto a guidare due governi sostenuti da maggioranze afferenti ad aree politiche opposte (centro-destra il primo, centro-sinistra il secondo), è stato inoltre il presidente del Consiglio che ha mantenuto più a lungo la carica da indipendente, seppur sia stato accreditato come molto vicino alle posizioni del Movimento 5 Stelle, a cui ha formalmente aderito nel 2021 e del quale, nello stesso anno, è divenuto capo politico; Romano Prodi si è dichiarato indisponibile, Gustavo Zagrebelsky potrebbe fare il candidato di bandiera ai primi turni per il M5S, Dario Franceschini e Paolo Gentiloni potrebbero esserlo per il PD. Ma se invece si decidesse per una donna?

Emma Bonino si è dichiarata indisponibile alla soglia dei 74 anni; Liliana Segre ne ha 91 e si sta ritirando dalla vita pubblica; Marta Cartabia, 58 anni (forse è troppo giovane), giurista, docente universitaria ma con nessuna esperienza politica; Letizia Maria Brichetto Arnaboldi vedova Moratti, 72 anni, dirigente d’azienda e vicepresidente della Regione Lombardia, potrebbe apparire una scelta stonata in chiave di transizione ecologica oltre che troppo “lontana” dalla gran parte degli italiani; Maria Elisabetta Alberti in Casellati, 75 anni (finirebbe a 82 anni), veneta, Presidente del Senato (seconda carica dello Stato), passata alla storia per aver avallato la tesi che Ruby sarebbe stata la nipote di Mubarak, ha recentemente sfiorato l’incidente diplomatico con un intervento di solo due minuti più corto del Presidente Sergio Mattarella; Rosy Bindi, toscana di quasi 71 anni, era accanto a Vittorio Bachelet (del quale era assistente universitaria a Roma) nel momento del suo assassinio il 12 febbraio 1980 da parte delle Brigate Rosse, una forte personalità spesa tra la Democrazia Cristiana, il PPI, la Margherita, l’Ulivo e il Partito Democratico, ministro, parlamentare, europarlamentare, Presidente della Commissione Antimafia, da ministro della Sanità cercò di correggere le storture tra sanità pubblica e privata causate dal ministro De Lorenzo, presa di mira da Berlusconi “lei è più bella che intelligente”, rispose “sono una donna che non è a sua disposizione, e ritengo molto gravi le sue affermazioni”; Silvia Costa, 72 anni, di Firenze ma risiede a Roma, giornalista, parlamentare, europarlamentare, sottosegretaria, è attualmente Commissario straordinario di Governo per il recupero dell’ex carcere borbonico sull’isolotto di Santo Stefano a Ventotene, europeista, potrebbe essere la persona giusta in un momento in cui l’Italia ha bisogno di rafforzare il rapporto con l’Europa e rafforzare il ruolo stesso dell’UE, cofondatrice di Telefono Azzurro, si è occupata di minori, povertà, cultura, istruzione, diritti della donna, uguaglianza di genere, libertà civili, giustizia, affari interni, dimostrando sempre doti di equilibrio e intelligenza; Paola Severino Di Benedetto, napoletana, 73 anni, ex ministro della Giustizia nel governo Monti, avvocato penalista in processi importanti, docente universitaria, preside, rettrice, assieme al ministro Filippo Patroni Griffi ha redatto la “legge Severino” (D.Lgs. 235/2012), sull’incandidabilità e divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi, vive in una villa che non sarà il Quirinale ma poco ci manca; Anna Maria Paola Luigia Finocchiaro, 67 anni, siciliana, magistrato, ex ministra per le pari opportunità e politica, militante nei DS e Ulivo; Monica Frassoni, 58 anni, lombarda, attualmente consigliera comunale del municipio di Ixelles (Bruxelles) in una coalizione ambientalista ecologista e verde, è stata europarlamentare per dieci anni, carriera politica in formazioni giovanili europee e internazionali, conosciuta per l’impegno nelle politiche giovanili e di parità di genere all’interno dell’Unione europea e nel resto del mondo, è impegnata nelle tematiche di risparmio energetico, di politiche migratorie eque all’interno dell’Unione europea, di diritti umani e d’assistenza ai processi democratici, si batte per la realizzazione di una “Unione federale”, che dia priorità di investimento verso un vero e proprio “Green New Deal”, per l’eliminazione dei poteri di veto per ogni Stato membro della UE, per un ruolo più incisivo per il Parlamento europeo, per una UE profondamente riformata capace di affrontare le sfide globali di oggi, in particolare per quanto riguarda la lotta contro il cambiamento climatico, la disuguaglianza, l’intolleranza, le migrazioni e il progressivo indebolimento della democrazia e delle libertà nell’Unione Europea. In seguito ai primi voti del sondaggio, è emersa la richiesta da parte dei votanti di inserire altri due nomi di sardi della società civile. Ecco quindi alcune note biografiche di un uomo e una donna dalla Sardegna. Claudia Zuncheddu, 70 anni, medico in pensione, specializzata in malattie tropicali. Ha esercitato nei quartieri cagliaritani di Castello e Sant’Elia, occupandosi, oltre che dei residenti, anche di cittadini immigrati extracomunitari.
Studiosa di antropologia africana, e curatrice della collezione privata riguardante etnie e culture del centro Africa, Sahariane e del Maghreb. Appassionata di rally ha partecipato a diverse gare nel deserto. Ha svolto attività politica in formazioni locali di area autonomista progressista (Rosso Mori e Sardigna Libera) ed è stata consigliera regionale nel gruppo Sinistra Ecologia e Libertà, Comunisti, Indipendentistas. Massimiliano Tronci, 53 anni, giurista specializzato in diritto amministrativo, tributario e ambientale (settore Ecologia). Impegnato nel volontariato fin dagli anni dell’Università (tutor didattico in materie giuridiche ai corsi organizzati dall’UNICEF di Cagliari) è poi passato all’ambito del diritto ambientale e per quello della cooperazione internazionale ed emergenze umanitarie (è tra i soci fondatori di COOPI Sardegna, ed è pure tra i soci del Comitato INTERSOS Sardegna). Autore di diversi saggi in ambito di diritto ambientale, amministrativo e tributario raccolti nella Miscellanea dei vari Corsi CUMES (Corso Universitario Multidisciplinare di Educazione allo Sviluppo) organizzati in collaborazione con l’Università di Cagliari.
Collabora con Sardegna Ranza Tv in ambito del Diritto ambientale e normativa europea. Già docente di Diritto in materia di protezione della fauna selvatica sarda. Tra i suoi hobby ciclismo e trekking.
Più vicino a chi sta battagliando con chi porta avanti temi dove il cittadino sia al centro delle iniziative che lo riguardano che alla politica partitica attiva.

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2 commenti

  1. Voto Draghi affinche’in Italia si ritorni ad una fisiologica dialettica democratica che la sua presidenza del consuglio ha impedito

  2. Pessima recensione. Fra tutte le nomination Manca DRAGHI. Dunque impossibile votare.

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