I VERDI IN CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

Sotto l’albero natalizio della politica regionale è arrivato un dono: è nato un gruppo “Verdi”. A meno di un mese dagli incontri di Sassari e Cagliari con Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli, Massimiliano Smeriglio, Francesca Ghirra, Massimo Zedda e altri. Cosa cambierà nei fatti?

Abbiamo dato conto dell’importante riunione nella Sala Sali Scelti nel Parco di Molentargius che ha visto protagonisti una parte importante della Sinistra nazionale e locale e che ha seguito la precedente riunione di Sassari vedi qui .

In questi giorni alle parole sono seguiti i fatti. E con una conferenza stampa in Consiglio regionale della Sardegna, è nato un gruppo che si richiama ai Verdi. Le forze ambientaliste e di sinistra: Europa Verde, Possibile, Sinistra Italiana e Articolo 1, danno vita ad un progetto che ha origine da un’idea di culture riformiste di sinistra ed ecologiste, attenta alla sostenibilità ecologica ed alla giustizia sociale e pronta a guidare un cambiamento deciso in Regione.

I partiti saranno rappresentati in Consiglio regionale della Regione Autonoma della Sardegna da un unico gruppo composto da cinque consiglieri Antonio Piu e Diego Loi di Europa Verde, Maria Laura Orrù di Possibile, Eugenio Lai e Daniele Cocco di Articolo1 sotto la denominazione di ‘Alleanza Europa Verde, Sinistra, Possibile, Articolo1’.

La situazione contingente a livello nazionale e internazionale è seria: la situazione postcovid e la crisi sanitaria; l’aggressione russa all’Ucraina (e all’Occidente?) che comporta una crisi energetica, economica e sociale; la crisi climatica che viene evidenziata sempre più anche da “piccole cose” come la cattiva gestione del territorio (l’ultima in ordine di tempo la tragedia di Ischia), hanno forse rafforzato l’idea di una risposta più Verde già a livello regionale.

Senza perdere di vista i valori costituzionali “è tempo di guardare al futuro con un’idea nuova di Sardegna: vogliamo raccogliere idee e riflessioni e per questo ci rivolgiamo ad associazioni, movimenti, partiti e a tutta la cittadinanza – sottolineano dai quattro partiti – Il nostro progetto avrà anche una rappresentanza in Consiglio regionale e in diversi Comuni sardi. La priorità ora è dare risposte alle famiglie che oggi vivono una situazione di difficoltà, ma anche ai ragazzi e alle ragazze che non si sentono ascoltati né rappresentati nelle istituzioni; non secondario portare avanti finalmente politiche ambientali decise, che mettano insieme l’esigenza di patrimonializzare e proteggere il nostro territorio e paesaggio con una transizione energetica pulita capace di generare lavoro di qualità”.

I rappresentanti del nuovo gruppo puntano a “combattere la dispersione scolastica e lavorare sulla formazione ed inserimento lavorativo del mondo giovanile, far diventare la Sardegna un’isola dell’innovazione facilmente raggiungibile da tutti e concretamente attrattiva non solo per i turisti, attuare un serio percorso di riequilibrio territoriale dei servizi ed una concreta transizione digitale che parta dalla possibilità di avere una connessione moderna su tutto il territorio che sia occasione per favorire la trasformazione delle aziende grandi, medie e piccole, anche quelle legate alle filiere primarie e renderle protagoniste del mercato nazionale e globale. La alleanza collaborerà con le altre forze politiche del centrosinistra, con il M5S e con gli indipendentisti ed i nostri conterranei che vivono in Italia e all’estero, attraverso un confronto costante, perché oggi è indispensabile che i partiti all’opposizione lavorino a un’idea comune per la costruzione del futuro della Sardegna, attento alle istanze della società e alle migliori intelligenze presenti nell’isola e ai tanti sardi che vivono fuori della nostra isola”.

Massimo Zedda un mese fa sottolineava che se tutti i consiglieri regionali di area avessero aderito a un’unica formazione, invece di pensare ad essere rieletti o all’orticello di casa, si sarebbe costituito il più grosso gruppo “verde e progressista” di tutte le regioni italiane. Al momento sono in cinque, potranno arrivare a nove? In una fase dove il Partito Democratico è impegnato nel congresso, il governo nella legge finanziaria e la neodeputata di Alleanza Europa Verde e Sinistra Italiana, Francesca Ghirra, ha pronunciato uno dei suoi primi discorsi contro la manovra finanziaria del governo: vedi qui

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