MORTA LA POETESSA ANNA ADDIS

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Il 13 aprile, dopo i postumi di una frattura al femore.

Una triste notizia mi raggiunge venerdì 15 in mattinata. Mi ha appena chiamato Giacomo Cocco che con Maria Modica gestisce il negozio Libranticheria in via Satta per dirmi che è deceduta il 13 aprile, l’amica Anna Addis, poetessa. Non avevo sue notizie da un po’ di tempo. Mi racconta che due mesi prima si era fratturata un femore. Come spesso capita in queste situazioni, lo stato di salute degenera (infezioni, polmonite). Essendo venerdì santo, non è stato fatto il funerale. Sola in vita e sola per l’ultimo viaggio.

Si affastellano pensieri e ricordi. Una poetessa in lingua italiana anche se sardissima (gallurese e ogliastrina ma da sempre a Cagliari). Ex insegnante, nubile, combattiva. Una presenza ingombrante in grado di far ombra a tanti vati e rimatori ma anche talent scout di giovani poeti. Amava raccontare di quelle volte che, ancora giovane, mieteva successi nell’Isola e in continente… ‘la vincitrice del premio viene dalla bella Sardegna!’ e quella volta che ‘tremante, chiesi la prefazione del mio libro a Cenza Thermes!’. La coinvolsi nella giuria del Premio Letterario Internazionale San Bartolomeo fino a quando l’ho vista in difficoltà, soprattutto dopo la morte dell’amata sorella Giovanna, e mi chiese di non fare più la giurata. Fu anche vincitrice del Premio ‘Serata in Onore di…’ per aver dato lustro a Cagliari e alla Sardegna, che viene attribuito ogni anno all’interno del Festival Letterario & Solidale San Bartolomeo.

Ho cercato nella memoria i pensieri personali e ho chiesto agli amici i loro, affinché la si possa ricordare meglio. Silvana Migoni, che mi aveva recentemente chiesto di lei, è la prima ad essere informata e mi invita a ricordarla giovedì 21 aprile alla Fondazione di Sardegna (via San Salvatore da Horta) in occasione delle premiazioni per Donne al Traguardo.

Questo il suo intenso ricordo, letto nella bella serata: “Anna Addis, una vita come un film.

Anna Addis si è affacciata alla vita dell’associazione Donne al Traguardo molti anni fa,

quasi all’inizio della nostra avventura. Il nostro concorso era alle primissime edizioni

quando partecipò raccontando la sua esperienza di giovanissima maestra inviata al primo

incarico in uno sperduto paese della Sardegna. Tra noi fu amicizia a prima vista e

corrispondenza di interessi per la bella scrittura, per i libri, per la vita delle donne, per

l’attenzione ai loro vissuti e alle loro emozioni più intime. Anna, da buona maestra,

scriveva benissimo, con pochi tratti riusciva a farci immedesimare nelle sue storie e nelle

sue delicate poesie. Perché Anna era soprattutto una grande, grandissima poetessa.

La sua lirica delicata e sensibile era il frutto di una vita costellata da grandi sofferenze.

A cominciare dalla cacciata della sua famiglia dalla Libia, dove aveva sempre vissuto,

come tanti altri italiani. I suoi sogni di bambina si infransero all’improvviso, con la corsa

verso il traghetto che la riportò in Italia, in mezzo al disprezzo e agli sputi della gente

lungo la strada di una città che riteneva sua e dove invece dovette lasciare ogni avere e

ogni bel ricordo. Il dolore per quella separazione rimase vivo in lei e quando riandava a

quei giorni gli occhi le si riempivano di lacrime.

Con il padre, la madre e la sua amata sorella Giovanna, cominciò un nuovo capitolo della

sua vita fatto di studio e di nuove aspettative. Anna era una bella ragazza, una maestra, una donna colta, moderna (all’epoca erano davvero poche le donne che lavoravano fuori casa), elegante e molto corteggiata.

Stava per convolare a nozze col suo fidanzato quando questi morì improvvisamente. Un

nuovo dolore per lei e nuova forza per ricominciare da capo. Non riuscì a realizzare il

sogno di farsi una famiglia, avere dei figli. Riversò il suo animo sensibile nella poesia e

occasionalmente nella prosa. Arrivò prima al premio nazionale ‘Parole di corsa’ bandito

dalle Ferrovie di Stato col racconto ‘Così muore Salil’. Per la poesia i riconoscimenti non

si contano, ma la sua più grande soddisfazione fu quella di riuscire a pubblicare alcune

raccolte dei suoi lavori. Per anni, poi, ha fatto parte della giuria di tanti concorsi di poesia

oltreché, a lungo, del nostro Concorso Donna al Traguardo dell’Anno. Anna amava molto

la sua terra e amava molto anche la cucina. In più di un’occasione ha tenuto lezioni di piatti tipici della sua Lanusei al nostro corso di gastronomia sarda. Proverbiale la bontà di uno dei suoi piatti preferiti: fregula sarda con il lardo di Ogliastra. Amava le feste, a cui non

mancava mai, amava la compagnia e le lunghe chiacchierate con le amiche, possibilmente a casa sua dove non mancava di offrire un bicchierino del suo moscato preferito. Era sicuramente una buona forchetta. Collezionava presepi da tutto il mondo e in più di un’occasione riuscimmo a metterli in mostra nella nostra sede sociale perché tutti potessero ammirarli. Nella sua casa tutta pizzi, merletti e vecchi ricordi di cui andava fiera,

accoglieva con gioia e manteneva in bella vista tutti i fiori che le venivano regalati,

componendo variopinti mazzolini disseccati a dovere.

Negli ultimi anni la solitudine si faceva sentire, perciò pensando di farle cosa gradita, le

regalammo un cucciolo che chiamò Cilla, come un vecchio cane scomparso e tanto amato.

Cilla, cagnolina viziatissima e chiassosa, riempiva le sue giornate e la costringeva a uscire

di casa. La scomparsa della sua carissima sorella Giovanna fu senz’altro un dolore

grandissimo e alcune incomprensioni con i familiari non resero tanto felici i suoi ultimi

anni. Così come la scomparsa della sua piccola Cilla. Uno degli ultimi momenti di

gioia, fu forse un reading di poesia a lei dedicato da un gruppo di giovani amici nel teatro di S.Eulalia.

Carissima Anna, sei stata un’amica, un esempio di resistenza femminile, una donna

straordinaria, una cara e bella persona”.

Rosanna Floris ha letto la poesia di Anna Addis, ‘Donne di Sardegna’, una delle sue preferite.

Tra i giovani poeti che più apprezzava Anna, un posto di riguardo lo ebbero Silvia Serafi e Massimo Steri. Silvia scrive: “Carissima Anna, a te, ora, rivolgo il mio canto, come tu lo hai dedicato sempre all’Amore, alla Poesia, alle donne, come te, lacerate dai fulmini. Hai scritto: Sono un’ombra anch’io stasera sulla laguna, ove tutto ora è silenzio.

E le voci e i rumori sanno d’eterno. Sei anche tu un’ombra che danza fra polvere di stelle e rugiada. Ma la Luce che sempre hai avuto e l’Amore che hai sempre ardentemente cercato e donato non sono solo parole scritte sull’acqua. No. Restano incise nel mio cuore e ora volano alte sin dentro l’infinito abbraccio del Cielo”. E così Massimo: “Ricorderò sempre la poetessa Anna Addis. È stata in giuria in concorsi di poesia a cui ho partecipato e quando ho pubblicato i miei libri mi ha dato ottimi consigli e ha scritto delle recensioni per me. Ci lascia una delle migliori poetessa della Sardegna, una donna forte e in gamba che conosceva molto bene i meccanismi dell’arte poetica. Ho nostalgia dei molti momenti belli trascorsi con lei. Fra questi i più belli sono stati quelli nell’intimità della sua casa, dove esprimeva totalmente se stessa. Arrivederci Anna. Spero di incontrarti in un’altra dimensione”.

“Mi dispiace moltissimo, estendo le condoglianze ai familiari e a chi le ha voluto bene” mi scrive Maria Grazia Caligaris “Ricordarla è un dovere civile e sociale. La cultura perde una persona speciale dal cuore generoso di sentimenti e poesia. Un abbraccio”. Mirella De Cortes è addolorata e avendola apprezzata in vita mi scrive: “io la ricordo sempre un po’ con la testa fra le nuvole, molto attenta a ciò che aveva attorno e… a se stessa. Gentile e un po’ piacevolmente e buffamente… stramba. In senso buono s’intende, era sempre disposta ad aiutare e ad ascoltare chi le chiedeva un consiglio, un parere. Sensibile e affettuosa se le andavi a genio ma altrettanto dura e tagliente se non le piacevi per niente. Con lei ho imparato a migliorare il mio modo di ‘far poesia’ ad usare le parole scarne senza infiocchettarle di aggettivi inutili, a non ripetere i concetti già espressi, a scegliere accuratamente le parole, a rivedere ciò che avevo scritto senza paura di tagliare frasi intere che appesantivano il discorso. Grazie Anna, io non ti dimenticherò”.

“Mi dispiace tanto. Era, una donna combattiva, sempre” così inizia l’epitaffio di Angelo Pili “la signora Anna Addis, ci ha lasciato. Era una grande donna, artefice di tante rassegne poetiche, che ha vivacizzato le notti culturali di Cagliari. Animatrice del rinascimento poetico cagliaritano, musa ispiratrice di tantissimi poeti e intellettuali. La conobbi una sera, dove lei era stata la mattatrice di una manifestazione letteraria, per chiederle la sua collaborazione per chiudere la pubblicazione di un libro. Da quel momento scaturì una grande amicizia. Era una presenza essenziale nel Festival Letterario di San Bartolomeo, esprimendo sempre un giudizio imparziale sul lavoro di poeti e scrittori. Amante di Cagliari e del suo avito Castello, scrisse varie poesie che ho raccolto. Una è

‘NOTTE IN CASTELLO’

Di notte mi piace girare come in un sogno per vicoli e piazzette tra barocchi palazzi cariati restauri infiniti di vecchie facciate ed archi incombenti su frane e sottani.

Di notte incontro nella libertà del sogno fantasmi di epoche andate.

Mendicanti ciechi e donne incappucciate in scialli neri biascicante litanie lungo come tristi pensieri.

E deliri d’amore per improbabili dame dal volto di cera alla notte confida il povero matto allupato”. Chiude così Angelo il ricordo di Anna Addis, una donna gallurese e ogliastrina, trapiantata a Cagliari, cittadina del mondo.

Padre Antonio Sconamila la ricorda nelle sue preghiere così come Anna Cristina Serra.

Daniele Cardia, Angela Teresa Corronca, Eugenia Cervello, Rita Russu, Patrizia Floris, Salvatore Capra, Tullio Boi, Marco Boato, ognuno esprime condoglianze e un pensiero.

“Mi spiace per Anna Addis” esordisce Maria Paola Murru “e in ogni caso, a detta di chi si occupa di energie, la morte non esiste: il veicolo malandato dobbiamo lasciarlo”.

“Pochi giorni fa ci ha lasciato la nostra amica Anna per andare in un mondo migliore. Mancherà a noi tutti il suo modo di fare poesia ma anche la sua professionalità nell’affrontare argomenti di vita quotidiana e non solo ma anche la sua pronta disponibilità per le iniziative che il gruppo A.R.K.A. Eventi Culturali organizzava” afferma Mariano Cossellu “in primis il Festival Letterario dove la nostra amica ha dato il suo apporto sia come poetessa ma anche come giudice del Premio Letterario omonimo nel valutare il lavoro dei suoi colleghi con grande sensibilità. Sicuramente dove si trova adesso starà poetando assieme ai grandi del passato. Ciao Anna”.

“Ho appena letto della scomparsa di Anna Addis. Da tempo non avevo sue notizie, e questi due anni e più di pandemia, non hanno alleggerito la situazione” esordisce Maria Luisa Businco “ricordo Anna e la sua chioma leonina, il suo straordinario dinamismo, l’amore quasi viscerale per la poesia che declamava con impeto, creando intorno a lei vortici di straordinaria potenza. Era una donna straordinaria. Ci mancheranno la sua carica vitale e la sua inestinguibile ansia di appartenenza ad una stirpe, quella dei poeti, che non può estinguersi”.

“La ricordo per la sua infaticabile voglia di fare” dice Marcello Polastri “per il suo poetare dolce che infondeva amore e seminava speranza. Con la poetessa Anna Addis, ci confrontammo in più occasioni sulla complessità del tempo moderno che, ‘rispetto a quello passato, ha spesso meno contatto umano’ mi disse in più occasioni, mostrandomi con una certa malinconia, le immagini delle sue amiche ‘volate via troppo presto’, e con la rinnovata speranza di realizzare insieme una serata culturale, ‘per spezzare la monotonia, con un evento culturale e poetico, lunghe giornate senza colore’. Ciao, cara Anna, che la terra ti sia lieve”.

“Mi dispiace tanto” mi dice Carmen Salis “l’ho conosciuta nella sua straordinaria irrequietezza… nel suo essere originale e sempre se stessa”.

“L’amico Vincenzo Di Dino oggi mi ha dato una brutta notizia, lei non c’è più” scrive su facebook Rita Solinas, (la foto di questo articolo è sua, ritratta a un the letterario di qualche anno fa, a Calamosca) “Quando il 7 gennaio del 2006 ricevetti due menzioni al premio ‘Cagliari si risveglia’ nel teatrino di Sant’Eulalia, fu lei a farmi salire sul palco per ben due volte e molto tempo dopo lei mi vide nei pressi dell’ex Upim di via Dante e mi riconobbe subito. Si ricordava di me e la cosa mi colpì. Poi il destino ci ha fatto reincontrare al Festival Letterario di San Bartolomeo dove ho collaborato per quattro anni. Un giorno in compagnia di Mariano Cossellu andammo a trovarla e le portammo con un certo timore una pianta di crisantemi. Ci rivelò che erano i suoi fiori preferiti e che tutti avevano quasi paura di offenderla nel regalarglieli. Il giorno volle donarmi una raccolta di poesie, la tengo cara come ricordo di lei e della sua forza di vivere. Mi dispiace non essere stata più presente e averle fatto sentire la mia amicizia, ma la mia timidezza forse superava di gran lunga la sua irruenza. Fai buon viaggio”.

Maria Modica la descrive come “uno spirito libero, la cui libertà di pensiero e di vita si riflette nelle sue meravigliose poesie che ho sempre adorato. Quella che mi sento di ricordare in questo momento è ‘Un mandorlo dolce amaro’ ai piedi del quale Anna avrebbe voluto finire i suoi giorni. Mi mancherà la tua forza, la tua grandezza e la tua generosità”.

Gianni Mugnani e Marcella Ambu sono le persone che le sono state più vicine negli ultimi tempi e dicono: “cara Anna, la morte non esiste. La gente muore quando viene dimenticata. Non ci sono addii per noi: ovunque tu sia, sarai sempre nei nostri cuori”.

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