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SESSISMO, FEMMINICIDI E FEMINAS

I recenti fatti di cronaca invitano tutt* a riflettere. Lo faremo anche a “Feminas. Cagliari contro la violenza”.

Non passa giorno che non si sentano notizie di “femminicidi”, come vengono definiti gli omicidi di donne ad opera di uomini, o di violenze fisiche o verbali nei confronti di donne, indipendentemente dal ruolo che ricoprono.

Gli ultimi casi riguardano la presidente messicana Claudia Sheinbaum Pardo, Miss Universo e la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde.

La prima è una politica, fisica, ingegnere e ricercatrice messicana, presidente del Messico dal 1º ottobre 2024, famosa per aver risposto per le rime all’ingombrante vicino statunitense.

In un incontro in mezzo alla gente è stata avvicinata e molestata in pubblico da un ubriaco che è stato poi denunciato ma che lì per lì ha messo in cattiva luce le guardie del corpo che avrebbero dovuto vigilare sulla incolumità di Claudia Sheinbaum.

Il secondo episodio riguarda una concorrente, messicana anche lei, insultata da un dirigente del concorso di bellezza ma che ha provocato la reazione sdegnata di reginetta e aspiranti tali che si sono alzate in piedi e hanno prontamente abbandonato la sala.

A corredo di questi due episodi il servizio del TG1: https://www.facebook.com/watch/?v=1596695121487328 

Il terzo episodio riguarda Alessandra Todde, presidente della Regione Autonoma della Sardegna che è stata oggetto di pesanti insulti sui social per il solo fatto di essere donna, come ha sottolineato in un comunicato stampa l’Associazione “Coordinamento 3 – Donne di Sardegna”.

 “Gli insulti volgari e sessisti sono l’anticamera della violenza di genere. Vanno contrastati tutti i giorni perché colpiscono tutte le donne e hanno le stesse radici da cui si alimentano  la violenza di genere e i femminicidi. Indifferenza e silenzio sono una colpa”. 

Lo ha affermato Carmina Conte, presidente di Coordinamento3 – Donne di Sardegna in risposta alle parole d’odio contro la Presidente della Regione che hanno impestato i social. “Esprimiamo la nostra piena solidarietà e sostegno ad Alessandra Todde – riprende Carmìna Conte – gli insulti di cui è stata fatta oggetto sui social rappresentano per l’ennesima volta la modalità scelta da alcuni per attaccare e denigrare una donna, qualunque sia il suo ruolo e condizione nella società”.  Per Carmìna Conte “L’ incapacità di esprimere civilmente il dissenso entrando nel merito delle questioni dimostra, da un lato la mancanza di argomentazioni credibili e dall’altro una concezione patriarcale della donna, su cui si vorrebbe esercitare ogni tipo di potere, oppressione e sopruso”. 

Conte ricorda che nel 1999 è stata istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne che si celebra il 25 novembre. “Una data con un forte richiamo per tutte e tutti – conclude la presidente-  per dire no alla violenza di genere in tutte le declinazioni”.

Ci associamo alle parole di Carmina Conte che parteciperà lunedì 24 novembre a una sessione del Festival Letterario & Solidale San Bartolomeo dalle ore 19 alle ore 22, in viale Calamosca, 6 nei locali della parrocchia di San Bartolomeo a Cagliari, per una sessione speciale di “Feminas. Cagliari contro la violenza”. 

Insieme a lei, interverranno Simona Ledda, criminologa forense, Gianfranco Piscitelli, avvocato e presidente di Penelope Sardegna odv. Insieme ad Alessandra Sorcinelli, presenterò i libri di Patrizia Floris, Maria Teresa Casu, Fleanna Lai, Roberto Pusceddu, Ada Lai. Letture di Aldo Orrù. Se ci sarà tempo, proietterò delle slide su “Violenza contro le donne. Le regole dell’Informazione” e “La Direttiva UE 2024/1385 del Parlamento Europeo e del Consiglio sulla lotta contro le donne e alla violenza domestica”. 

Giova ricordare che il governo italiano non ha ancora recepito questa direttiva europea anche se si registrano dei passi avanti e dei comuni intenti sull’argomento da parte di maggioranza e opposizione che recentemente hanno votato insieme, forse più sull’onda emotiva dell’ennesimo caso che per coninzione.

Sui social fioccano le raccolte di firme. Ad esempio questa che riportiamo di seguito.

“In Italia una donna su tre ha subito violenza. È una realtà quotidiana, radicata, che attraversa ogni ambito della vita sociale.

Eppure i dati ufficiali che dovrebbero raccontare con chiarezza questa realtà sono incompleti, difficili da consultare e pubblicati in modo frammentario e irregolare.

Oggi i report del Servizio Analisi Criminale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza forniscono solo informazioni aggregate sugli omicidi volontari, con scarsi dettagli su relazioni tra vittima e autore, contesto dei reati o distribuzione territoriale.

Questo rende impossibile capire davvero la portata della violenza maschile contro le donne e di genere, e valutare l’efficacia delle politiche pubbliche.

A novembre 2024, Dati Bene Comune aveva già denunciato la situazione, evidenziando come la mancanza di accesso ai dati renda impossibile qualsiasi analisi approfondita. A inizio 2025, in collaborazione con Period Think Tank, la campagna ha presentato una richiesta FOIA alla Direzione Centrale della Polizia Criminale: la risposta, arrivata il 9 maggio 2025, ha fornito per la prima volta dati più completi, finora esclusi dal dibattito pubblico. Un passo avanti, ma isolato.

I dati non sono solo numeri: sono strumenti di conoscenza, responsabilità e cambiamento. Quando non sono pubblici, la conoscenza resta nelle mani di pochi, e la violenza continua a essere invisibile. Rendere trasparenti i dati è una scelta politica e democratica, non un dettaglio tecnico.

Per questo con la campagna #DatiBeneComune, che unisce le associazioni onData, info.Nodes, Transparency International Italia, ActionAid e la rete D.i.Re – Donne in rete contro la violenza, Period Think Tank, parte la mobilitazione 

#dativiolenzadigenere:

  • per chiedere trasparenza e accesso ai dati sulla violenza maschile contro le donne e di genere;
  • per pretendere che le istituzioni rispettino il diritto di conoscere e di agire con consapevolezza;
  • per costruire, insieme, una società più giusta e più sicura per tutte e tutti.

Chiediamo al Governo italiano di rendere pubblici, completi, aggiornati e accessibili i dati sulla violenza di genere e sui femminicidi, come previsto dalla legge 53/2022 e dalla Direttiva (UE) 2024/1385. 

La legge esiste, deve essere attuata!”

L’appuntamento è per lunedì 24 novembre, dalle ore 19 alle ore 22, in viale Calamosca, 6, sala Padre Pio. Vi aspettiamo numeros*! 

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