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Pietro Pisu o Damiano Paolucci? Due candidati si contendono la poltrona di Sindaco del comune ricompreso nella Città metropolitana di Cagliari.

II 12 giugno non si voterà solo per i cinque referendum incentrati sulla Giustizia. Una parte minoritaria di italiani sarà chiamata alle urne per esprimersi sui nuovi amministratori comunali. Le elezioni amministrative riguarderanno un migliaio di comuni in Italia (tra questi, i principali sono Genova, Verona, Catanzaro). In Sardegna 65 comuni su 377 sono chiamati al rinnovo dei Consigli comunali. Sopra i quindicimila abitanti in caso di non raggiungimento della maggioranza assoluta del 50% + 1, gli elettori potranno essere richiamati al voto dopo due settimane per il ballottaggio. Potrebbe succedere a Oristano e Selargius.

Al seggio ci si può recare dalle ore 7 alle ore 23 di domenica 12 giugno. Si deve portare un documento d’identità valido e la tessera elettorale che sarà poi timbrata al seggio dal presidente o da uno scrutatore. Si può indossare la mascherina per proteggersi dal virus e si riceveranno 6 schede (salvo che non si ritirino tutte, restituendone al presidente di seggio). Cinque riguardano i referendum sulla giustizia, destinati probabilmente a non raggiungere il quorum… una invece riguarda la votazione per il Sindaco e il Consiglio comunale.

A Quartucciu, comune di tradizione agricola nell’hinterland di Cagliari e ricompreso nella Città Metropolitana del capoluogo regionale, si vota per il rinnovo del Consiglio comunale e del Sindaco. Essendo sotto i quindicimila abitanti, il risultato (salvo nell’ipotesi di pareggio con ugual numero di voti tra i due candidati sindaco) si saprà subito.

Subito per modo di dire perché prima ci sarà lo scrutinio dei cinque quesiti referendari. Solo dopo, presidente e scrutatori nei seggi potranno aprire l’urna che sta più a cuore ai cittadini di Quartucciu. E si saprà chi ha vinto tra i due candidati a Sindaco: Pietro Pisu o Damiano Paolucci?

Li abbiamo intervistati per l’ultimo appello ai loro elettori attraverso www.laTestata.it e conoscere per grandi linee il loro programma, ai margini delle rispettive feste elettorali che chiudono questa lunga e combattuta campagna elettorale. Di seguito le due interviste a Pietro Pisu e a Damiano Paolucci. Ecco cosa hanno detto…

Pietro Pisu
Damiano Paolucci

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Aldo Orrù si aggiudica la finale. Prossimi appuntamenti del gioco da tavolo più amato: il 30 settembre al Capo Horn inizia il nuovo torneo di dieci giornate e il 24 ottobre il Master “Città di Cagliari” che ospiterà giocatori provenienti da varie regioni per aggiudicarsi l’ambita qualificazione al Campionato nazionale individuale.

Quante volte vi è capitato di iniziare una partita di RisiKo! a Natale e di finirla in Epifania? Spesso, quando non erano state ancora inventate le regole da torneo che consentono la conclusione di una gara in tempi ragionevoli se non certi (poco più di un’ora e mezza).

Ma in tempi di covid e lockdown può capitare che un torneo di dodici tappe (più semifinale e finale) inizi a settembre 2020 e finisca a settembre 2021. Quaranta giocatori, appassionati del gioco da tavolo caratterizzato dai carrarmatini colorati che si sfidano per conquistare territori dai nomi esotici come Kamchatka e Jacuzia, Cita e Siam, costretti a destreggiarsi, oltre che con la strategia degli avversari, anche con mascherine, distanziamenti, green pass, gel disinfettanti.

Ma tanta è la passione che gli organizzatori hanno ripreso il torneo interrotto e portato a conclusione in un periodo così difficile da far annullare anche il Campionato Nazionale a Squadre che vede in genere la partecipazione dei migliori giocatori dei trenta club ufficiali sparsi in tutta Italia.

La finale del 57° torneo organizzato dal Risiko Club Ufficiale Cagliari ha visto prevalere di misura Aldo Orrù, 59 anni, Educ-Attore, Docente, Maestro della sera c/o Convitto Nazionale Cagliari: “gioco a Risiko dal 2018 al Risiko Club Cagliari, giocare a Risiko è un ottimo scacciapensieri nonché un mezzo di canalizzazione di energie e tensioni, anche negative, che tramite il gioco si traducono in aumento delle capacità di concentrazione fuori dalle perverse logiche degli odierni dispositivi digitali. Molte sono le variabili e le possibili strategie da osservare e applicare durante il gioco, questo lo rende particolarmente stimolante. È pertanto un ottima palestra per tenere allenato il cervello, richiede e aumenta lucidità e autocontrollo. Il Risiko è un modo molto piacevole per socializzare, ancor di più quando, nei tornei, si svolgono incontri paralleli in più tavoli diversi (quattro giocatori per tavolo)”.

Al secondo posto si è qualificato Agostino Uselli, 51 anni, istruttore sportivo, “conosco il risiko fin da quando ero bambino e ho partecipato al primo torneo a 17 anni circa. Strategia e fortuna sono i principali ingredienti e forse è proprio questo l’elemento che intriga il giocatore di risiko. Sei convinto di poter essere uno dei giocatori più bravi quando giochi, perché sei convinto di avere una buona strategia, ma poi fortuna (dadi, combinazioni di carte, etc.) e comportamento al tavolo degli altri giocatori, possono sconvolgere il tuo gioco e determinare una sconfitta in men che non si dica. Si gioca a risiko per divertimento, per socializzare e conoscere tante nuove persone appassionate di questo bellissimo gioco”. Agostino si divide tra risiko e badminton. E’ stato il principale organizzatore di tornei memorabili a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 e se ancora oggi il gioco è così diffuso, una parte del merito è sua. Avvezzo alle vittorie, ha condotto in testa il torneo per lungo tempo collezionando sei vittorie su dodici gare, quasi 1500 punti complessivi e scartando punteggi alti. In finale è stato battuto per soli 4 punti. “Partita equilibrata, condizionata un po’ dalla sfortuna di Diego (verde) che sul finire ha un po’ perso le staffe e Aldo ne ha approfittato perché Asia in obiettivo la avevano solo il verde e rosso. Peccato perché ero in testa dal primo turno fino a 5 minuti prima che finisse la partita. Ci sta però, ben giocata da Aldo, complimenti!”

Terzo classificato Andrea Campus, 32 anni, dentista. “Non mi ricordo assolutamente da quanto gioco, ma presumo almeno 15 anni [NdR: in realtà da molto più tempo, era il 2003 e aveva 14 anni quando ha iniziato ad avvicinarsi al club]. Risiko è come il Monopoli, un gioco classico con regole semplici che tutti almeno una volta dovrebbero provare. Giocando ti senti davvero come un generale che guida un esercito ed è sempre piacevole quando con determinate mosse si indirizza la partita a tuo favore tra lo ‘stupore’ dei tuoi avversari”.

Al quarto posto Diego Paderi, 49 anni. Opera nel settore dell’informatica e tecnologia. “Gioco a Risiko da circa 5 anni, ma con una certa continuità solo di recente. Mi sono riappassionato al Risiko, dopo le prime esperienze adolescenziali, quando un amico e collega di lavoro mi ha parlato della sua frequentazione ai tornei locali. Quindi, con spirito di curiosità per le reminiscenze giovanili, ho accettato di riprovare l’esperienza di giocare a Risiko. Devo dire che mi ha sorpreso il ritrovato piacere del gioco, miscelato tra la personale strategia delle tattiche e la sorte del tiro di dadi. Come nella vita, siamo artefici del nostro destino… ma il fato, a volte, lo agevola ed, a volte, lo ostacola!”

“Ma si potranno rifare tutti quanti già da giovedì 30 settembre con un nuovo torneo di dieci giornate” dice la presidente del RCU Cagliari, Monica Corda, “inoltre domenica 24 ottobre ospiteremo il Master ‘Città di Cagliari’ che offrirà al vincitore la possibilità di partecipare al Campionato nazionale individuale, cosa che spinge giocatori di altre regioni a venire a trovarci ogni anno”.

Si giocherà al Capo Horn in viale Monastir km. 3,600 a partire dalle ore 9.00 e fino alle ore 19.00 circa. Prevista la pausa pranzo in loco. L’evento è organizzato dal RCU Cagliari, il club ufficiale vicecampione nazionale a squadre 2017. Il vincitore, oltre alla coppa, avrà un contributo spese per il viaggio al Campionato nazionale. Il Master si articolerà in due partite (una prima e una dopo pranzo). A seguire si giocheranno le semifinali tra i migliori classificati e la finale. L’appuntamento per reclute e strateghi di lungo corso del gioco di guerra da tavolo è quindi domenica 24 ottobre al Capo Horn.

Risiko è un marchio registrato Spin Master. Per informazioni: tel. 340.7443101, 333.3956693, regolamento scaricabile dal gruppo facebook: RCU RisiKo! Club Cagliari, LINK

Da destra a sinistra, in ordine di classifica: Aldo Orrù, Agostino Uselli, Andrea Campus, Diego Paderi

A Monserrato aggiornato il Plus 21. L’assessora Tiziana Mori: “E’ un importante strumento per facilitare le famiglie con anziani o disabili”

Il registro pubblico degli assistenti familiari del Plus 21 è in fase di aggiornamento: è costituito da figure professionali, adeguatamente formate e con un’esperienza lavorativa specifica nel settore dell’assistenza a persone non autosufficienti, nella residenza dell’utente. “La casa, e ciò che le sta attorno, rappresenta la parte rilevante della domiciliarità della persona” scrive l’assessora Tiziana Mori su Facebook. E aggiunge: “E’ un importante strumento per facilitare le famiglie con anziani o disabili”

L’obiettivo è quello di venire incontro a queste famiglie, che usufruiscono del registro per cercare assistenti familiari disponibili- dichiara ancora l’assessora comunale delle politiche sociali e Famiglia Tiziana Mori “costituisce un importantissimo strumento che ha l’obiettivo di facilitare ai cittadini questa ricerca, ma anche di sostenere l’inserimento lavorativo di chi offre questo servizio nel pieno rispetto delle normative di legge”

Nella pagina principale del sito ufficiale del Comune, sotto “Notizie in evidenza”, alla voce “Plus 21- iscrizione e aggiornamento del registro degli assistenti familiari”, si può accedere all’avviso pubblico e al modulo per fare la domanda di iscrizione, ed è possibile consultare l’aggiornamento al registro pubblico.

https://www.comune.monserrato.ca.it/archivio10_notizie-e-comunicati_0_984.html

Dromos Festival

LO SPETTACOLO ITINERANTE SARDO CHE VI STUPIRÀ. 

Continua il Dromos Festival, lo spettacolo itinerante che con i suoi spettacoli vivacizzerà la Sardegna per tutta l’estate. 

La ventiquattresima stagione del Dromos Festival ha iniziato il suo viaggio il 23 Luglio e da allora si sono susseguite date all’insegna dell’arte. 

L’ultima settimana in particolare è stato un tripudio di emozioni per Balaudu. 

Con una partenza al cardiopalma il 31 Luglio, la cittadina è stata protagonista di una serie di spettacoli indimenticabili. 

La partenza è stata sancita da una Master Class tenuta dal chitarrista Giorgio Crobu alle 10, destinata ad una quindicina di ragazzi con tanta voglia di affinare le proprie abilità musicali con un esperto del settore. 

Crobu stesso si è poi esibito in una performance magistrale alle 19.30, accompagnato da Trancredi Emmi al contrabbasso e Alessandro Cau alla batteria. 

La musica però non ha fermato la sua magia dato che alle 22.00 dello stesso giorno la cantante e compositrice pluripremiata Daniela Pes ha onorato il pubblico aprendo il concerto di Iosonouncane. 

Jacopo Incani, vero nome dietro il nome d’arte sopracitato, si è esibito nell’unica tappa sarda del suo tour estivo di grande successo, sold out in tutte le altre date. 

Il repertorio con cui ha incantato il pubblico è tratto dal suo ultimo album Ira, con l’aggiunta di altri brani compresi in altre raccolte. 

Gli spettacolari appuntamenti che hanno chiuso il mese di luglio non sono però da meno al programma che si è svolto nella prima settimana di agosto. 

Dal grandissimo tributo al Jazz proposto il 1° agosto dal già citato Giorgio Crobu e il trombettista Giovanni Sanna Passino, all’esibizione dalle mille sfaccettature dell’Irene Iris Salis Quartet del 7 Agosto, la settimana ha saputo emozionare gli abitanti di Oristano e Balaudu come solo i migliori festival sanno fare. 

I restanti appuntamenti che Dromos riserva alla Sardegna non saranno ovviamente da meno, quindi controllate il calendario e non perdetevi le altre incredibili date. 

Grande successo per il musical Grease in scena alla Forte Arena sabato 6 agosto. Prossimo appuntamento, Notre Dame de Paris il 12 e 13 agosto.

Un pubblico eterogeneo composto da adulti e adolescenti ha partecipato a un salto temporale grazie al musical Grease. Spettacolo che imperversa da tre generazioni, le abbraccia, mostra un “come eravamo” o meglio come era la vita di una high school americana. Il titolo si traduce “Brillantina” che era uno dei prodotti più usati dai ragazzi dell’epoca con capigliature a banana che oggi verrebbero definite imbarazzanti.

Il successo del musical fu amplificato dal film del 1978 diretto da Randal Kleiser, interpretato da John Travolta e da Olivia Newton-John. E il tipo di vita di quegli anni si può osservare anche nella riuscitissima serie tv Happy Days. Il film costò 6 milioni di dollari e ne incassò quasi 400!

Il musical di Jim Jacobs e Warren Casey, prodotto da Compagnia della Rancia con la regia di Saverio Marconi, è un fenomeno che conta più di 1.800 repliche con 2.000.000 di spettatori a teatro e, dopo uno strepitoso tour invernale nei principali teatri italiani, torna anche in estate nelle principali arene. Una festa travolgente che dal 1997 accende le platee italiane e ha dato il via alla musical-mania trasformandosi in un vero e proprio fenomeno di costume “pop”, un cult intergenerazionale che non è mai stato così attuale. In definitiva un’altra scommessa vinta di Lorenzo Giannuzzi (direttore generale del Forte Village Resort) che è riuscito a portarlo alla Forte Arena di Santa Margherita di Pula.

Una magia colorata e luminosa che ha animato il palcoscenico della Forte Arena. Gli interpreti: Danny Zuko ha il volto di Simone Sassudelli: classe 1995, formatosi alla SDM – Scuola del Musical di Milano, si perfeziona negli Stati Uniti, dove frequenta alcune tra le migliori accademie teatrali e lavora in importanti produzioni come West Side Story, Victor Victoria, The Producers, Oliver. Al suo fianco, nel ruolo di Sandy, Francesca Ciavaglia, diplomata alla Bernstein School of Musical Theatre di Bologna di Shawna Farrell, al suo primo ruolo da protagonista.

Presente alla manifestazione anche l’Assessore regionale al Turismo Gianni Chessa che ha rilasciato una breve intervista.

Prossimo e ultimo appuntamento per questa stagione estiva alla Forte Arena:

Notre Dame de Paris il 12 e 13 agosto, due tappe della tournée dello spettacolo più imponente mai realizzato in Europa. Lo spettacolo si inserisce in un tour straordinario che celebra i vent’anni di successi in Italia e riparte con tutti gli attori del cast originale, in occasione di questo importante anniversario. Anche gli spettacoli in calendario alla Forte Arena vedranno il grande ritorno di Lola Ponce nei panni di Esmeralda.  Insieme a lei, sul palco ci saranno Giò Di TonnoQuasimodo, Vittorio MatteucciFrollo, Leonardo Di MinnoClopin, Matteo SettiGringoire, Graziano GalatoneFebo, Tania TuccinardiFiordaliso. Tratta dall’omonimo romanzo di Victor Hugo, la versione italiana dello spettacolo, curato da Pasquale Pannella con le musiche eterne di Riccardo Cocciante, ha appassionato in questi anni più di quattro milioni di spettatori in Italia e si prepara ad emozionare il pubblico della Forte Arena, il teatro sotto le stelle di Santa Margherita di Pula a 40 minuti da Cagliari, attraverso una performance che celebra l’intramontabilità della propria storia.

foto ricordo al colle.

Colle di Sampeyre e Vallone d’Elva: due capolavori naturali del cuneese fra la terra e il cielo, ammirando il Monviso.

Come amatore, ho sempre visto la bicicletta da corsa non come un mezzo per gareggiare, ma principalmente come un portale per visitare il territorio “a misura d’uomo”: la bici fa passare attraverso numerosi luoghi in poco tempo, non c’è niente fra di noi e il mondo esterno, solo il vento che sbatte sulla pelle.

Torino, città in cui vivo, permette a un ciclista numerose opzioni: il canavese, la collina torinese, fino ad inoltrarsi all’astigiano, al roero o alla langa; oppure verso le montagne, fra le tante valli che si dipanano, talvolta, fino alla Francia.

Il treno è spesso una buona possibilità per avvicinarsi a nuovi luoghi, e d’estate lo uso per partire ai piedi delle alture, alla ricerca anche di un po’ di refrigerio. Il 4 giugno scorso feci la mia prima escursione in quota dell’anno, provando ad approcciare il selvaggio Colle di Sampeyre, passo che scoprii qualche tempo fa in rete.

La ferrovia che passa più vicino alla Val Varaita, all’interno della quale sale il colle, è la Torino-Fossano: decido di fermarmi a Savigliano, una stazione a circa 20 km dall’imbocco della valle. Ci arrivo alle 9:50 ma fa già piuttosto caldo e purtroppo sono sempre sotto il sole, in aperta campagna. Ma c’è un leggero vento favorevole che quasi sempre, fino al pomeriggio, risale le valli, un toccasana per noi ciclisti. Arrivo in meno di un’ora a Costigliole Saluzzo, porta delle Val Varaita, e vedo in lontananza una bici leggermente più lenta di me: dopo qualche tempo la raggiungo e inizio una conversazione con un simpatico signore sulla sessantina, del posto, che mi accompagnerà per buona parte del viaggio.

La dolce salita che porta fino a Sampeyre è ancora più semplice se si discorre; Franco (si chiama così) mi parla delle sue lunghi viaggi in bici in tutta europa, e io rimango piuttosto stupefatto. Dopo altri venti km siamo a Sampeyre, all’incirca a quota mille metri, ma la la vera salita inizia ora: da Sampeyre, ridente paesino, parte una strada abbastanza stretta, fra i boschi, che impiega ben 16 km all’8% di pendenza media per arrivare ai 2280 metri del colle. Lentamente cominciamo, e ognuno va al proprio ritmo: dopo pochi metri sono già davanti, da solo. Mi supera un altro ciclista e torno con i piedi per terra.

Dopo qualche kilometro il fitto bosco si apre di tanto in tanto, lasciando spazio a prati verdissimi, con vista sulla valle; il cielo è nuvoloso e a circa metà della salita scende una leggera pioggerella che rinfresca piacevolmente, e mette in pace con il paesaggio e la natura circostante. L’atmosfera diventa ancora più cupa quando entro nelle nuvole, in mezzo alla nebbia, sperando che la pioggia non aumenti di intensità. Si sale sempre di più e invece di aumentare la pioggia cessa; il sole esce improvvisamente e sono oltre il mare di nebbia, con gli alberi che ormai si diradano (nelle alpi sempre attorno ai duemila metri di quota). Inizio ad intravedere in lontananza la cima del colle, ma a destra mi si pone una visione spettacolare: Il Monviso, il gigante di pietra, che svetta impassibile in tutta la sua imponenza. Nonostante abbia tenuto un’andatura blanda, la fatica inizia a farsi sentire per l’aria rarefatta, ma so che manca poco e stringo i denti: arrivo al colle dopo un’ora e mezza da Sampeyre.

Decido di fermarmi per aspettare il mio nuovo compagno di “avventure”; vedo un piccolo monumento, qualche auto e altri ciclisti che si godono il paesaggio. Il cielo sopra di me alterna le nuvole al sole, e talvolta si alza il vento e scende un scroscio di acqua gelata. La vista sulla valle Macra, quella che percorreremo al ritorno, è anch’essa spettacolare e mi riserverà una sorpresa più in basso. Spunta Franco, foto di rito, mantellina, e giù per la discesa.

La discesa sembra ancora più panoramica della salita, la temperatura è piacevole; di un tratto, però, le nuvole diventano nere e per qualche minuto ci sono circa tredici gradi (il clima è davvero imprevedibile in queste zone). E poi la sorpresa: il Vallone di Elva, una gola profondissima che potrebbe ospitare un film fantasy alla “Signore degli Anelli”. Franco mi racconta che queste zone, nonostante siano paesaggisticamente incredibili, sono poco battute ed esenti dal turismo di massa: “Ci sono più tedeschi che italiani” dice. Dopo alcune storie su queste zone, proseguiamo per la discesa lasciandoci alle spalle alcune graziose frazioni. Arrivati alla base della valle le nostre strade si separano: io mi fermo all’Ape Maira, piccolo bar e ristorante, per rifocillarmi, e lui ritorna subito verso casa.

Dopo la pausa si sono fatte già le sedici e decido di tornare velocemente verso Savigliano: ancora cinquanta km, tutti in leggera discesa. Macra, Cartignano, Dronero e Busca sono alcuni dei comuni che attraverso, prima fra le montagne e poi fra le fattorie e i campi di grano. Raggiungo Savigliano intorno alle diciotto, esausto ma felice, con la consapevolezza di avere scoperto delle zone magnifiche e ancora inesplorate. Nel treno di ritorno parlo con una ragazza del conservatorio di Torino – mi sono incuriosito dopo aver visto una custodia di un violoncello, tutta di colore giallo – : e condivido l’esperienza con lei. E’ importante per me fare conoscere le potenzialità nascoste del nostro territorio. Le opportunità di turismo in Piemonte e in tutta Italia sono infinite, molte ancora da scoprire.

foto ricordo al colle.
Foto ricordo al colle.
il cupo panorama, più in basso
Le nuvole cupe, più in basso.
Il vallone d’Elva.

http://www.vallidelmonviso.it/valle-varaita

https://www.vallemaira.org/

La conferenza stampa alla Casa del Jazz di Roma del 28 luglio

Anche Berchidda (Ss) con il progetto Insulae Lab di Time in Jazz
tra i sette centri di produzione musicale ammessi al finanziamento FUS.

C’è anche Insulae Lab, il progetto presentato da Time in Jazz, l’associazione culturale presieduta e diretta da Paolo Fresu a Berchidda (Ss), tra i sette Centri di Produzione Musica ammessi al finanziamento FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo), ben cinque dei quali operanti in prevalenza nell’ambito del jazz: un importante riconoscimento che corona anni di dialogo e confronto con il Ministero della Cultura da parte degli organismi coinvolti e delle principali realtà che rappresentano il settore, in particolare l‘Associazione I-Jazz e la Federazione Nazionale Il Jazz Italiano; un riconoscimento tanto più importante per un piccolo centro della Sardegna come Berchidda che per questo progetto ha ottenuto anche uno dei punteggi più alti.

L’ufficialità è arrivata il 19 luglio con la pubblicazione del decreto del Direttore Generale dello Spettacolo; giovedì scorso (28 luglio), alla Casa del Jazz a Roma, la presentazione alla stampa dei nuovi Centri di Produzione Musica. Insieme ad Insulae Lab, altri centri di area jazzistica sono stati ammessi a Novara, Roma, Firenze, Pisa e Pescara.

Insulae Lab, come suggerisce il nome, guarda alle isole, quelle del Mediterraneo, per coinvolgere e mettere in relazione tra loro musicisti, esperienze e tradizioni non solo della Sardegna ma anche di Sicilia, Corsica, Elba, Baleari, Cipro, Malta, Creta. Favorire lo scambio e la circolazione di artisti e progetti, stimolare la progettazione comune e le coproduzioni, offrire percorsi di residenza creativa, promuovere i nuovi talenti, incentivare la multidisciplinarietà: è su questi obiettivi principali che si snoda il progetto Insulae Lab, con un impegno previsto per il triennio 2022/24 di tremila giornate lavorative, circa trecento musicisti coinvolti, centoventi repliche di produzioni proprie (alcune delle quali si potranno apprezzare prossimamente al trentacinquesimo festival Time in Jazz, in programma dal 7 al 16 agosto a Berchidda) e almeno sessanta produzioni ospitate. Un impegno che Time in Jazz affronta grazie anche al cofinanziamento della Fondazione di Sardegna e dell’Unione dei Comuni “Monte Acuto – Riviera di Gallura, Territori di eccellenza della Sardegna”.

Questo progetto per Berchidda ha un valore simbolico perché premia un piccolo centro della Sardegna:
«La nascita dei Centri nazionali di produzione del jazz rappresenta un importante riconoscimento per la valenza contemporanea della nostra musica ed è frutto di un lungo cammino che oggi porta a un luminoso traguardo» commenta soddisfatto Paolo Fresu: «Il progetto Insulæ Lab, sviluppato in un piccolo centro della Sardegna e che coinvolge tutte le isole del Mediterraneo, è da noi inteso come un contributo fondamentale per la costruzione del tessuto culturale del Paese, per l’incidenza creativa, economica e professionale sui territori e per il disegno di quella rete di relazioni e connessioni che la ricca realtà del jazz italiano sta da tempo edificando. Un successo che leggiamo come semina e raccolto di ciò che si può costruire, con serietà e passione, nelle isole proiettate nel mondo dando una risposta alle istanze sul ruolo dei borghi come straordinari laboratori di creatività umana e culturale».

Associazione culturale TIME IN JAZZ
via Umberto I, 37 • 07022 Berchidda
tel. 320 38 74 963 • e-mail: info@timeinjazz.it
www.timeinjazz.it
www.facebook.com/timeinjazz

Ludovico Einaudi

Ludovico Einaudi suonerà mercoledì, giovedì e venerdì a Tharros (OR), per le uniche tappe sarde (tutte sold out) del suo tour “Underwater”.

Approda in Sardegna uno dei protagonisti più attesi del ventiquattresimo festival Dromos, in svolgimento nell’Oristanese; tutto esaurito per i tre concerti di Ludovico Einaudi che si terranno mercoledì, giovedì e venerdì (3, 4 e 5 agosto), tutti con inizio alle 21,15. Il suggestivo scenario dell’Anfiteatro di Tharros, allestito di fronte al mare, nel territorio di Cabras (OR), coronerà la performance. Il pianista e compositore torinese, tra i musicisti classici più apprezzati a livello mondiale, suonerà nell’isola per le uniche tappe in Sardegna, all’insegna del suo nuovo album di inediti “Underwater”, uscito lo scorso gennaio con Decca Records. I tre concerti troveranno qui la loro collocazione ideale, immersa nel tempo sospeso tra natura e storia umana, perfetta per le note e le atmosfere del disco. Con Ludovico Einaudi al pianoforte suoneranno Redi Hasa al violoncello, Federico Mecozzi al violino e Francesco Arcuri all’elettronica e alle percussioni.

Ludovico Einaudi è uno dei compositori contemporanei più presenti nelle classifiche di musica classica a livello mondiale e l’artista più ascoltato di tutti i tempi nello streaming classico. Uno stream su dieci in Gran Bretagna, pari a oltre 2,5 milioni di stream al giorno e a 4 miliardi in totale, deriva dalle sue composizioni. La sua musica trascende le generazioni e, oltre ai successi raggiunti nelle classifiche e nello streaming, ha più di un milione di abbonati e 10 milioni di visualizzazioni YouTube e oltre 150 mila su TikTok.

“Underwater” è il primo lavoro di Einaudi in pianoforte solo degli ultimi vent’anni; registrato “quando il mondo fuori era fermo e silenzioso”, nel tempo sospeso del lockdown, ha visto il compositore immergersi “in uno spazio libero e senza confini, in una dimensione fluida e parallela, senza interferenze esterne”. Ne sono venute fuori “forme brevi, quasi canzoni, scritte di getto al pianoforte”. Anche il suono è il risultato di una ricerca, sottolinea l’artista: “Ho cercato un suono preciso che corrispondesse all’espressione di questa musica, morbido, caldo e profondo. Volevo un pianoforte che parlasse e cantasse.”

“Underwater” è uscito dopo un anno molto significativo per Ludovico Einaudi, che ha visto la pubblicazione dell’album “Cinema” – una raccolta delle sue colonne sonore più famose (tra cui quelle per i film “Nomadland” e “The Father”, vincitori di Oscar, Bafta e Golden Globe) -, e la serie podcast “Experience: The Ludovico Einaudi Story”, con la partecipazione di registi e attori come Russel Crowe, Chloé Zhao (“Nomadland”), Florian Zeller (“The Father”), Shane Meadows (“This is England”), Eric Toledano e Olivier Nakache (“The Intouchables”).

I concerti di giovedì 4 e venerdì 5 saranno preceduti alle 19 nella Basilica di San Giovanni di Sinis, grazie alla collaborazione della Curia arcivescovile di Oristano, dal progetto Climate Space di Ludovico Einaudi a cura di Francesco Cara: uno spazio immersivo per sensibilizzare sul cambiamento climatico. Giovedì 4 verrà proiettato il cortometraggio “Voice Above Water” di Dana Frankoff, con la sonorizzazione innovativa Clavius – basata sulla meccanica del pianoforte acustico e le possibilità di fusione tra analogico e digitale – di Daniele Ledda. Venerdì 5 sarà la volta di “Cries of our ancestors”(le grida dei nostri antenati) di Rebecca Kormos e Kalyanee Mam, sonorizzato dal violoncellista Redi Hasa.

Per volontà dell’artista il palco verrà allestito su un piccolo promontorio naturale di fronte al mare e senza la platea; i partecipanti siederanno sulla sabbia, tra la macchia mediterranea, dunque è consigliato un cuscino o una stuoia (sedie non consentite). Nell’area archeologica sarà interdetto l’accesso ai cani e non si potranno effettuare registrazioni di alcun genere. Sarà inoltre necessario lasciare l’automobile nei parcheggi di San Giovanni di Sinis e proseguire a piedi.

Sarà prenotabile una zona dedicata ai disabili, raggiungibile tramite un pulmino dal parcheggio riservato, e saranno presenti due punti ristoro.

L’azienda tessile di Samugheo M/U Mariantonia Urru, ha donato al festival dei tappetini realizzati con gli sfridi della lavorazione al telaio, in piena economia circolare; il progetto, in collaborazione con Treedom, andrà a sostenere ed ampliare il Bosco di Dromos.
 
 Per la protezione degli artisti e del personale tecnico, si potrà fare affidamento sul Sanyphone l’innovativo dispositivo di sanificazione di set e microfoni a tecnologia UV-C ideato e prodotto dall’azienda oristanese Sanycar.
 
Festival itinerante, Dromos dedica una particolare attenzione alla collaborazione con i vari operatori attivi nel territorio: tra questi la Fondazione Mont’e Prama e la Fondazione Oristano, che per tutti i possessori di biglietti del festival, e per tutta la durata della manifestazione, ha previsto una serie di sconti per visitare i vari siti culturali del territorio di Cabras e Oristano.

 I concerti a Tharros sono presentati con il sostegno del Comune di Cabras in collaborazione con Ponderosa Music & Art, la Soprintendenza Archeologia, Belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna, la Società Cooperativa Penisola del Sinis e la Fondazione Mont’e Prama.

 Per informazioni, la segreteria del festival risponde al numero di telefono 0783310490, al numero WhatsApp 3348022237 e all’indirizzo di posta elettronica info@dromosfestival.it. Notizie e aggiornamenti anche sul canale Telegram e nelle pagine Facebook e Instagram di Dromos.

Mentre continuano le schermaglie nel campo avverso alle destre, ci si chiede se il PD per vincere debba aggregarsi a Calenda e Della Vedova o Bonelli e Fratoianni o al M5S o a tutti quanti. Forse gli elettori dovrebbero guardare il documentario di Massimiliano Mazzotta prima di votare.

Ci siamo da poco occupati di politica 25 SETTEMBRE, VINCA IL MENO PEGGIO! – latestata.it ma un’altra occasione per tornare in argomento la offre lo spettacolo di domenica 31 luglio in piazza Costituzione, a Villanovaforru, piccolo centro a cinquanta chilometri da Cagliari.

La piazza è piena e tutto è pronto per la proiezione del documentario “Chemical bros.” di Massimiliano Mazzotta, già autore degli apprezzati “Oil” e “Manfredonia, la catastrofe continuata”. Reduce da un premio al CinemAmbiente di Torino (L’Associazione dei Sardi in Torino “A. Gramsci” promuove la proiezione dell’ultimo film di Mazzotta (sassarinotizie.com), il documentario ha attirato cinquecento persone.

C’è il sindaco Maurizio Onnis, da sempre impegnato in battaglie democratiche, c’è Andrea Sparaciani giornalista de Il Fatto Quotidiano, presente anche la giornalista Carmìna Conte di Medicina Democratica (il movimento di lotta per la salute che ha patrocinato il lavoro di Mazzotta), Sabrina Licheri ex sindaco di Assemini e vari protagonisti del documentario.

Dopo oltre un’ora di proiezione e i dovuti applausi per il lavoro di Massimiliano Mazzotta (qui il trailer del film: (58) CHEMICAL BROS – Trailer – YouTube), ha luogo il dibattito, come ai vecchi tempi. La piazza non si svuota. C’è curiosità e in tanti intervengono, chi dal posto per fare domande e chi avvicinandosi al regista. Così dopo l’intervento del regista (qui l’intervista a Massimiliano Mazzotta) e al sindaco (qui l’intervista a Maurizio Onnis), intervengono tanti protagonisti del film, alcuni residenti in Veneto dove la battaglia contro i danni da PFAS sono più avanti che in Sardegna.

Vengono messe in chiaro alcune cose. Necessitano altri controlli, come sostiene anche l’articolo di Altroconsumo (link: Birra Ichnusa: valori di fluoruro oltre i limiti. Facciamo chiarezza | Altroconsumo), il fatto che le marce in Sardegna non siano sufficienti, che la vera “terra dei fuochi” sia in Sardegna e non in Campania, se è vero che nell’Isola è compromesso un territorio tre volte più ampio che alle pendici del Vesuvio. Infine che certe spiegazioni siano forse campate per aria come quella leggenda metropolitana che vorrebbe che “le polveri sottili sarebbero provenienti dal Sahara e non da Fluorsid”.

Il documentario di Massimiliano Mazzotta meriterebbe platee più ampie. Non solo Villanovaforru ma Cagliari per cominciare. Difficile riuscire a proiettarlo ad Assemini perché il ricatto occupazionale è molto forte e i lavoratori e certi sindacati preferiscono ignorare i rischi per l’ambiente, animali e persone.

Se davvero il Partito Democratico volesse battere le destre, comprese quelle negazioniste sugli effetti dell’uomo e le industrie su clima e ambiente, forse farebbe bene a valutare se sia più conveniente allearsi col nuclearista Calenda o con chi come i Verdi (tanto temuti) da sempre denunciano i pericoli per l’uomo e l’ambiente.

Intanto continuano gli sforzi di Europa Verde impegnata con Sinistra Italiana in “Alleanza Verdi Sinistra” a trovare “Nuove Energie” per il prossimo Parlamento che verrà fuori dalle urne il 25 Settembre. Gianfranco Mascia e Maria Zinutti danno appuntamento alla base di volontari per portare all’attenzione degli elettori i punti principali del programma che si possono riassumere in giustizia climatica e giustizia sociale.

Ulteriori notizie sul sito www.verdisinistra.it. Gli interessati possono partecipare alla formazione attraverso i prossimi webinar scrivendo a: volontarieuropaverde@gmail.it.

– Per chi è interessato a lavorare nell’Assistenza Web, il webinar specifico è il 3 agosto alle 21. Qui il link per iscriversi e partecipare: https://bit.ly/WebinarAssWebeCommenti

– Per chi è interessato a lavorare nell’Assistenza sul territorio, il webinar specifico è il 4 agosto alle 21. Qui il link per iscriversi e partecipare: https://bit.ly/WebinarAssistenzasulterritorio

Nella serata del 31 luglio, alle 21.30, si è tenuto ad Alghero l’ultimo appuntamento del mese di JazzAlguer, la rassegna organizzata dal comune con l’associazione culturale Bayou Club-Events, con la direzione artistica di Massimo Russino.
Sul palco de Lo Quarter si sono dunque incontrate due formazioni di grande spicco nel panorama jazz sardo isolano, il Woodstore Quintet e l’Orchestra Jazz della Sardegna, in collaborazione per una produzione originale dell’associazione Blue Note Orchestra, intitolata “Wide Sounds”.
Il Woodstore deve il suo nome ad un laboratorio artigianale ove furono tenute le prime prove, poco più di dieci anni fa; i suoi membri, esperti musicisti (il sassofonista Massimo Carboni, il pianista Mariano Tedde, il contrabbassista Paolo Spanu e il batterista Gianni FIlindeu) si sono uniti in questo gruppo dopo una lunga esperienza nel jazz contemporaneo.
L’Orchestra Jazz della Sardegna, operante in continuità dagli esordi, risalenti al 1989, ha un organico composto da diciotto musicisti; un organico che si suddivide nei tradizionali raggruppamenti di un’orchestra jazz, fino a sconfinare in altre sezioni strumentali (archi, legni, flauti, percussioni).
Questa duttilità permette all’Orchestra di affrontare un repertorio molto vasto, dallo swing alla musica etnica.
I due gruppi sono stati affiancati dal trombettista finlandese Tero Saarti, nell’esecuzione di un repertorio originale arrangiato da Luigi Giannatempo con la direzione di Gavino Mele.

I prossimi appuntamenti di agosto verranno inaugurati venerdì 5 ancora a Lo Quarter, con un appuntamento d’eccezione (inizio ore 21.30) con la voce di Sarah Jane Morris e la musica di Nick The Nightfly.

Sensibili agli appelli che ci giungono da più parti, www.laTestata.it lancia una campagna di sensibilizzazione a favore delle donazioni di sangue. Aderite e fatecelo sapere aggiungendo un commento all’articolo: quante volte lo fate, per chi e perché lo avete fatto. Quali sono le sensazioni che prova il donatore nel regalare vita.

Nel periodo estivo cresce il fabbisogno di sangue. Ogni donazione può salvare tre vite. Ecco chi, come, dove e perché donare. Www.laTestata.it ha deciso di lanciare una campagna di sensibilizzazione a favore delle donazioni di sangue.

Con l’estate si sa che cresce l’esigenza di un numero superiore di donazioni di sangue. Nel Sud Sardegna è già emergenza e si chiede ai donatori abituali o anche a quelli che non ci hanno mai dato troppa attenzione, di fare un piccolo sacrificio per salvare vite umane.

Chi non ha superato i 65 anni di età, chi è in buona salute, chi ha un peso non inferiore ai 50 chili e una certa pressione sanguigna, può essere un donatore e non importa a quale gruppo sanguigno si appartiene perché la necessità di sangue riguarda tutti.

Al centro trasfusionale del Brotzu si può donare dal lunedì al sabato dalle 7.30 alle 12.30 o prenotare la donazione chiamando il numero 070539347. Ma ci si può rivolgere anche alla Croce Rossa o in qualunque ospedale.

Inoltre il donatore è sottoposto a controlli gratuiti prima della donazione, quindi oltre che fare una buona azione, vuol dire anche tenersi in buona salute e sotto controllo.

Insomma donare il sangue conviene!

Vi chiediamo di condividere l’articolo e di commentarlo. Vogliamo sapere se donate il sangue abitualmente, quando avete iniziato, quante volte lo fate, se avete iniziato per caso o per qualche persona cara. Ma soprattutto vogliamo sapere e vogliamo che lo raccontiate nei vostri commenti, come ci si sente dopo aver fatto una così bella azione.

Un’altra scommessa di Lorenzo Giannuzzi (direttore generale del Forte Village Resort) vinta. Mika versa litri di sudore già dalle prime canzoni ma riempie il Forte Arena per la serata di sabato 29 luglio. Un concerto spensierato di musica leggera, anzi leggerissima. L’artista internazionale salta come una cavalletta e canta con quella sua voce in falsetto che è il suo marchio di fabbrica. Tutti i suoi più grandi successi in un continuum annodato da simpatici interventi. Padronanza della lingua italiana, una delle tante conosciute dal cantante ma anche padronanza del palco (come gli riconoscerà anche Rosario Fiorello nel corso dello spettacolo). Del resto le sue capacità erano ben note a quanti l’hanno visto presentare l’EuroSongContest di Torino.

Conquista il pubblico sventolando una bandiera della Sardegna. Fa un caldo bestiale e si spoglia. Sono più le canzoni che canta in canottiera o a torso nudo che in giacca. Abito rosa shocking e come un pifferaio magico si porta appresso il pubblico da un settore all’altro facendo fare gli straordinari agli uomini della sicurezza. “Vengo a rrrompervi le scatole” e si sposta da una parte all’altra della platea come per assicurarsi di coinvolgere nel ballo tutti i suoi fans. Confessa che è il suo primo concerto in Italia dopo la pandemia quasi a scusarsi se dovesse sbagliare qualche parola in italiano. Nella canottiera ha disegnato un cuore che va a mille. Si ritrova dal suonare il pianoforte al saltarci sopra. Sul palco accenna dei passi di danza. Tra il pubblico lo riempiono di doni e ci scherza su: “se non vi trovate qualcosa, ve l’ha rrrubato Mika”.

Quel povero pianoforte, che sopporterà il peso di Mika e Fiorello, è lateralmente costellato di lampadine che si accendono e spengono. Luci ed esplosioni di coriandoli accompagnano le canzoni. Il gruppo comprende un batterista, un chitarrista, due pianisti. Il pubblico partecipa alla coreografia accendendo la torcia del telefonino come migliaia di stelle. Accenna al fatto di aver fatto le vacanze in Sardegna e anche il pastore ma di non mangiare carne di pecora, solo formaggio. Canta in inglese e in francese, come ad esempio la canzone dedicata alla madre.

A un certo punto sale sul palco un bambino che per un attimo gli ruba la scena cimentandosi in una capriola e ballando come se quella fosse l’unica chance per diventare famoso manco se fosse un reality. Si sorprende anche Mika. Il pubblico sotto il palco si scatena. Chiude il concerto con una corona in testa, un soprabito bianco con disegni e una collana con il simbolo della pace. E alla fine è lui che fa il video al pubblico. Mika si diverte o ha l’aria di divertirsi forse, se possibile, anche più del suo pubblico.

Il repertorio è fatto da canzoni orecchiabili, successi internazionali e Mika balla (e suda) continuamente. Quando finalmente riesce a vedere Rosario Fiorello in prima fila, lo prega di salire sul palco e iniziano a ballare fin sopra il pianoforte. “Quando mi ricapita di avere Fiorello a un mio concerto?” Fiorello è superato in altezza da Mika (1,91 cm) che è anche più leggero di lui: “ma quando hai mangiato l’ultima volta?” chiede Fiorello. “Quarrrantacinque minuti fa” risponde Mika con quella sua erre arrotolata e sonorissima.

Queste le canzoni che ha cantato nel corso della calda serata al Forte Arena: Lollipop, Origin of love, Big girl, Tiny love, Relax take it easy, Ice cream, Yo yo, Underwater, Happy ending, Rain, Elle me dit, Grace Kelly, We are golden, Love today, Boum boum boum.

Prossimi appuntamenti alla Forte Arena:

Grease il 6 agosto, il musical di Jim Jacobs e Warren Casey, prodotto da Compagnia della Rancia con la regia di Saverio Marconi, è un fenomeno che conta più di 1.800 repliche con 2.000.000 di spettatori a teatro e, dopo uno strepitoso tour invernale nei principali teatri italiani, torna anche in estate nelle principali arene. Una festa travolgente che dal 1997 accende le platee italiane e ha dato il via alla musical-mania trasformandosi in un vero e proprio fenomeno di costume “pop”, un cult intergenerazionale che non è mai stato così attuale.

Notre Dame de Paris il 12 e 13 agosto, due tappe della tournée dello spettacolo più imponente mai realizzato in Europa. Lo spettacolo si inserisce in un tour straordinario che celebra i vent’anni di successi in Italia e riparte con tutti gli attori del cast originale, in occasione di questo importante anniversario. Anche gli spettacoli in calendario alla Forte Arena vedranno il grande ritorno di Lola Ponce nei panni di Esmeralda.  Insieme a lei, sul palco ci saranno Giò Di Tonno – Quasimodo, Vittorio Matteucci – Frollo, Leonardo Di Minno – Clopin, Matteo Setti – Gringoire, Graziano Galatone – Febo, Tania Tuccinardi – Fiordaliso. Tratta dall’omonimo romanzo di Victor Hugo, la versione italiana dello spettacolo, curato da Pasquale Pannella con le musiche eterne di Riccardo Cocciante, ha appassionato in questi anni più di quattro milioni di spettatori in Italia e si prepara ad emozionare il pubblico della Forte Arena, il teatro sotto le stelle di Santa Margherita di Pula a 40 minuti da Cagliari, attraverso una performance che celebra l’intramontabilità della propria storia.

Deiana premiato sul palco

Vittoria senza mezzi termini quella di Davide Deiana al Contest emergenti del Milano Sing Gala, il cantante, premiato in tutte le categorie, è pronto a stupire l’Italia intera.

40 concorrenti, un solo vincitore, questo il risultato ottenuto da Davide Deiana che grazie al suo brano “Ripartirò da noi” ha conquistato il primo premio per la categoria “Inediti” ed il primo premio assoluto in tutte le altre cinque categorie. Una giuria non facile da conquistare quella composta da colossi del settore
musicale come il discografico Roberto Rossi e il produttore Nicolò Fragile.
Il primo presidente della Sony Music Italia e direttore d’orchestra dei cantanti più famosi del panorama musicale italiano ed estero, il secondo produttore ed arrangiatore nella cui carriera ventennale ha affiancato personaggi come Mina, Renato Zero, Celentano e molti altri.
Una giuria di alto livello che non ha intimorito Deiana, essendo già abituato alle
esibizioni sul palco e al successo.

I GRANDI SUCCESSI
Già vincitore nel 2018 del “Premio New Song”, il cantante proveniente da Quartu Sant’Elena era stato tra i 20 finalisti nazionali del Festival “Sanremo canta Napoli” e Finalista a Roma al “Festival di Castrocaro”.
Lo stesso Amadeus, ormai storico conduttore del Festival della canzone italiana, nel 2020 lo aveva scelto tra 970 artisti come finalista a “Sanremo Giovani”.
Il penultimo successo, quello che gli ha fatto guadagnare un posto proprio al Milano Sing Gala, è stata la vittoria del Contest dell’accademia discografica di Roma.


IL FUTURO
Dopo l’ennesima dimostrazione del suo talento Davide Deiana è pronto a stupire ancora l’Italia con il lancio discografico del brano “Ripartirò da noi” che gli è valso diverse delle sue numerose vittorie.
Oltre 300 radio italiane in FM sono pronte alla promozione del cantante, la quale verrà organizzata e seguita dalla sua produttrice-manager Graziella Marchi e da due noti Uffici stampa: L’Altoparlante e Germanelli.com.

25 SETTEMBRE, VINCA IL MENO PEGGIO!

Vincerà chi saprà imporre la propria agenda politica e avrà meno scheletri nell’armadio. Come mobilitare i giovani e i non votanti. C’è bisogno di “nuove energie”. Il ruolo dei social e dei media (la Meloni investirà 300 mila euro sui social negli ultimi dieci giorni di campagna elettorale).

Non è possibile fare un’analisi politicamente compiuta di quel che succede in Italia, perché sei sempre superato dalla velocità degli eventi che travolgono tutti: media, politici ed elettori.

La caduta del governo Draghi risponde principalmente alla legge di Murphy (“se qualcosa può andar male, lo farà”). Poi contano anche le difficoltà di Giuseppe Conte a rivendicare dei punti fermi per il M5S che mal si traducevano con l’eccessiva rigidità del premier Mario Draghi, abituato a fare forse meglio il banchiere centrale che il Presidente del Consiglio di una maggioranza senza precedenti politici. Così come ha contato la voglia di protagonismo di una destra sotto pressioni e ingerenze internazionali, dirette e indirette. Infatti è una vita che la Meloni pregusta di andare a vincere (a cent’anni dalla “marcia su Roma”, e solo per questo, andrebbe evitato) partendo da una posizione di forza all’interno di quella coabitazione improbabile inventata nel lontano 1994 da Berlusconi, dove gli alleati si beccano peggio dei capponi di Renzo ne “I promessi sposi” di Alessandro Manzoni. Non altrettanto si può dire di Salvini. Non che lui non abbia manie di protagonismo ma sa che non sarà comunque lui a prevalere. Ormai è in caduta libera e prende schiaffi dai sindaci polacchi (della sua stessa area politica) che gli rinfacciano l’uso improprio dell’abbigliamento con facce improponibili nelle t-shirt (Putin), prende calci dai suoi governatori e sindaci (e dagli industriali) che mai avrebbero sfiduciato Draghi senza aver messo al sicuro i fondi del PNRR, subisce sgambetti dal suo amico Vladimir che prima gli paga il biglietto per un imbarazzante viaggio a Mosca (con soggiorno fino a Pechino) di cui nessuno era a conoscenza, poi attraverso le milizie filorusse che controllano i flussi in Libia, gli scatena migliaia di migranti in modo che possa recuperare consensi con il solito teatrino… senza voler dimenticare la triste vicenda del suo portavoce Luca Morisi che si “intratteneva” con stranieri prezzolati del suo stesso sesso offrendo loro sostanze… stupefacenti, ispirando meglio “capitan Papeete” alla lotta allo spaccio, al decreto Zan e al respingimento dei migranti. Chiude il quadro della destra-destra-centro l’ottantaseienne Berlusconi che assiste al proprio disfacimento… politico con l’abbandono fisico di molti suoi ex ministri e parlamentari che ne avevano condiviso le scelte ma che a una deriva fascista, populista e antieuropeista proprio non ci stanno!

Ma sono solo questi i temi della campagna elettorale? Assolutamente no. E le risposte sono arrivate dalla base elettorale di Europa Verde, lista impegnata con Sinistra Italiana in “Alleanza Verdi Sinistra” a trovare “Nuove Energie” per il prossimo Parlamento in versione “slim” che verrà fuori dalle urne il 25 Settembre. Alla domanda posta da Gianfranco Mascia e Maria Zinutti in una partecipatissima riunione online (zero costi per l’ambiente e partecipazione diffusa sul territorio), sono stati proprio i partecipanti a chiedere che l’agenda politica parta dalla emergenza climatica, no al nucleare, sì alle energie rinnovabili e non inquinanti (leggi l’articolo) , lavoro per i giovani, parità di genere, correggere le sperequazioni socioeconomiche tra Sud e Nord, riconoscimento dei diritti sociali, un governo federale europeo, più biologico e meno OGM, turismo sostenibile, più soldi alla cultura e all’istruzione, maggiore integrazione soprattutto per i migranti che sono italiani, non avendo mai conosciuto i paesi di origine, lotta al precariato, trasporto pubblico, riforestazione urbana, equità fiscale.

I due esponenti Verdi hanno raccontato nel webinar, che trovate in galleria, i punti principali del programma che si possono riassumere in giustizia climatica e giustizia sociale. Hanno ricordato come si vota, chi vota e per chi, ad esempio la prima volta dei diciottenni per il voto al Senato. Hanno lanciato il nuovo sito www.verdisinistra.it e cercato i volontari per costruire una società più sostenibile e inclusiva. Gli interessati possono partecipare alla formazione attraverso i prossimi webinar scrivendo a: volontarieuropaverde@gmail.it.

La situazione internazionale è complessa, come risulta anche dal video in inglese che trovate in galleria. E bisogna difendersi dalle fakenews (come quella che vorrebbe la Cirinnà aver detto che la “famiglia è fascista” e che su Avvenire invece è ben spiegata Leggi l’articolo ).

Inoltre la ex baby sitter di casa Fiorello (leggi l’articolo) spenderà ben trecentomila euro in social negli ultimi dieci giorni di campagna elettorale per propinarci autentiche perle di saggezza come quella sull’intelligenza artificiale che mi ricorda la ministra che litigò con i neutrini… Purtroppo il centrosinistra al governo non riuscì mai a fare la norma sul conflitto di interessi e oggi ci ritroviamo la carta stampata schierata a favore di un rissoso centrodestra con i soliti titoli imbarazzanti, poco prudenti e assolutamente pindarici. Eppure sarebbero sufficienti i servizi tv di Report e Presa diretta, per restituire agli italiani la capacità di valutare le politiche energetiche, i conflitti militari, il ruolo di un’Europa politicamente in balia di nazionalismi interessati e in combutta con lobby economicopolitiche filorusse. In più PD e M5S sembra che non riescano ad accordarsi su quel campo largo (leggi l’articolo) che avrebbe potuto fare da argine alle destre antieuropee combattute anche dal PPE di cui Forza Italia è componente con Tajani che è stato pure presidente del PE… Poi si meravigliano perché la stampa internazionale si preoccupa per la situazione in Italia… tra una condanna a Bannon e un giudizio su Trump… Speriamo che il 25 settembre vinca il migliore, anzi i meno peggio…