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Recanati: Bresson al Circolo Arci La Serra

Il Circolo Arci La Serra/Ucca di Recanati presenterà martedì 13 gennaio 2026 alle ore 21.15, la proiezione del film “Il diavolo probabilmente” (1977) di Robert Bresson. La proiezione sarà preceduta dalla lettera “U comme Un” tratta dall’intervista a Gilles Deleuze intitolata “L’Abécédaire de Gilles Deleuze”, trasmessa postuma nel 1995 sul canale Arté.

Nel film “Il diavolo probabilmente”, un gruppo di giovani contestatori ambientalisti si muove sullo sfondo dei movimenti degli anni ’70, oscillando tra idealismi e prese di coscienza sulla vita concreta. In “U comme Un”, il filosofo francese Gilles Deleuze affronta il ruolo e il rapporto tra ricerca dell’universale e ricerca del singolare nella filosofia, nell’arte e nella scienza.

Il ciclo di film “Deleuze 10030”, curato da Andrea Balietti e Monaldo Moretti, intende mettere in relazione concetti e film che, pur senza rapporti diretti, presentano legami, ispirazioni, sensazioni comuni o affinità intime. I film vengono associati alle lettere dell’abbecedario, acquisendo nuovi significati dalle libere associazioni degli spettatori.

L’ingresso agli eventi è gratuito e riservato ai soci del circolo. È possibile tesserarsi prima della proiezione.

La sinossi del film descrive Charles, uno studente preoccupato per la dissoluzione morale e la contaminazione ecologica del mondo, che sprofonda nella disperazione nonostante l’amicizia del giornalista Michel e l’amore di Alberte. Entrambi notano il suo stato d’animo e tollerano il suo comportamento, incluso il tradimento con Edwige. Le discussioni con politicanti di estrema sinistra e il contatto con giovani barboni non lo soddisfano. Un dialogo con un sacerdote offre a Charles l’opportunità di criticare la Chiesa e la religione. Quando gli amici gli organizzano un incontro con lo psicanalista dr. Mime, quest’ultimo ricorda imprudentemente come gli antichi Romani, incapaci di affrontare la morte, si facessero uccidere da uno schiavo o da un amico.

Robert Bresson, nato in Francia, si è laureato in Filosofia alla Sorbona di Parigi. Dopo aver assistito alla realizzazione di alcuni film e trascorso più di un anno in un campo di concentramento tedesco, torna al cinema nel 1943 e dirige il suo primo lungometraggio, “La conversa di Belfort”, seguito da “Perfìdia”.

“Diario di un curato di campagna” (premiato al Festival di Venezia nel 1950) e ‘Un condannato a morte è fuggito’ (premio per la regia a Cannes nel 1956) definiscono il suo stile. Bresson sceglie i suoi attori fra gente comune (‘Pickpocket’, 1959) e trasforma la storia in assunto morale (‘II processo di Giovanna d’Arco’, 1960). A metà degli anni Sessanta il regista ottiene successo con ‘Au hasard Balthasar’ e ‘Manchette’, premiato al festival di Cannes del 1967. È morto a Parigi a 92 anni.

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