Guappecarto’, un progetto musicale nato nel 2004 nella Val Di Chiascio, è il risultato della collaborazione tra Braga e Mala. Il nome deriva dal napoletano «Guapp ‘e cartone», che descrive una persona che cerca di apparire rispettabile, ma risulta goffa. La band si è formata mentre lavorava alle musiche di «Uroboro» di Madeleine Fischer, che ha avuto un ruolo fondamentale nella loro crescita artistica.
Il loro ultimo lavoro, «D-Segni», racconta momenti chiave della loro storia, come la partenza per Parigi e l’incontro con il produttore Stefano Piro. Braga e Mala ricordano con affetto il periodo trascorso con Fischer, che li ha accolti nel suo castello e li ha guidati nel mondo dell’arte. La vita da artisti, però, si è rivelata difficile, come dimostrato dalla loro esperienza in uno squat a Parigi, dove hanno affrontato le sfide della gavetta.
Numerosi elementi «non convenzionali» hanno caratterizzato il loro percorso, tra cui la musica di strada e le performance artistiche. Un episodio significativo è l’acquisto del loro primo furgone, ribattezzato Pasqualino, che ha rappresentato un momento di amicizia e collaborazione. La loro musica è una fusione di generi, tra cui tzigano, mediterraneo, valzer e elettronica, influenzata da artisti come Schönberg, Vivaldi e David Bowie.
Il processo creativo della band è descritto come intimo e variegato, con brani che nascono da intuizioni personali e si trasformano attraverso la collaborazione. Ogni canzone è considerata una creatura con la propria storia. Braga sottolinea che l’anima di Guappecarto’ è la libertà, mentre Mala identifica il brano «Delicate Infiorescenze» come il massimo grado di libertà emotiva.
«D-Segni» è un concept album che si sviluppa attorno al libro «Segni» di Madeleine Fischer, la cui morte ha influenzato profondamente il progetto. La band ha utilizzato le tavole del libro come guida per la scrittura, creando un legame tra la loro storia e quella di Fischer. Il singolo «Requiem per Alieni» rappresenta l’inizio del loro viaggio a Parigi.
Nel lavoro sono stati integrati nuovi strumenti e tecniche, con un approccio creativo che ha permesso di esplorare suoni non convenzionali. La memoria gioca un ruolo cruciale nel progetto, aiutando a dare forma alle idee e a occupare gli spazi bianchi con la musica. Braga e Mala affermano che la curiosità e il bisogno di libertà guideranno il loro prossimo progetto.
La band ha vissuto esperienze di migrazione per scelta, suonando in strada e confrontandosi con contesti diversi, che hanno arricchito la loro identità artistica. Hanno anche reso omaggio a Vladimir Sambol nel disco «Sambol – Amore Migrante», reinterpretando la sua musica e celebrando la sua eredità. La loro collaborazione con il cinema e le arti visive ha portato a nuove scoperte, dimostrando che la musica può assumere significati diversi a seconda del contesto visivo.
«D-Segni». Intervista ai Guappecarto’ – Musica Jazz
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