Roberto Gatto, batterista romano con una carriera professionale di oltre cinquant’anni, è noto per aver suonato con alcuni dei più grandi nomi del jazz italiano e internazionale. La sua produzione discografica si distingue per l’eterogeneità, spaziando dal jazz al rock, alla musica classica e alle orchestre d’archi. Gatto ha saputo assorbire e proporre linguaggi musicali diversi, rendendolo un musicista versatile e curioso.
Un momento significativo della sua carriera si è verificato nel 1978, al Festival Jazz di Nervi, dove ha suonato con il sestetto di Dino Piana e Oscar Valdambrini. Questa formazione, caratterizzata da un linguaggio hard-bop, ha colpito il pubblico presente, attirato anche dalla performance di Ornette Coleman. Nello stesso periodo, Gatto ha partecipato all’incisione di «Hinterland» di Claudio Fasoli, un album che ha segnato l’inizio di un percorso di ricerca musicale per il sassofonista veneziano.
Nel 1980, Gatto ha collaborato con Chet Baker ed Enrico Pieranunzi in «Soft Journey», un lavoro che ha rappresentato una grande scuola per il batterista. La sua collaborazione con Baker ha incluso anche il postumo «Chet on Poetry» e numerosi concerti dal vivo. Gatto è presente anche in «Isis» (1981) e in «Easy to Love» (1987), un disco che ha catturato l’essenza della collaborazione con Massimo Urbani.
Negli anni Ottanta e Novanta, Gatto ha fatto parte del Roma Jazz Trio e dello Space Jazz Trio, accompagnando solisti americani di passaggio in Italia. Come leader, ha pubblicato dischi fondamentali per la fusion italiana, come «Notes» e «Ask» (1987), con la partecipazione di musicisti di alto livello come Michael Brecker e John Scofield.
A cavallo tra la fine dei Novanta e l’inizio dei Duemila, ha collaborato con artisti come Franco D’Andrea e Paolo Fresu, culminando in «Roberto Gatto Plays Rugantino» (2000), una rilettura della commedia musicale di Armando Trovajoli. Nel 2008, ha pubblicato «The Music Next Door», un quintetto con Paolo Fresu e Stefano Bollani, seguito da «Now!» (2017) e «My Secret Place» (2021), che testimoniano la sua continua evoluzione artistica.
In vista del tour europeo del Jed Levy & Phil Robson International Quartet, Gatto ha condiviso la sua esperienza e le tappe della sua carriera. La collaborazione con Levy e Robson è iniziata durante gli anni newyorkesi, e il repertorio del tour includerà musica originale scritta dai membri del gruppo.
Gatto ha anche parlato della sua discografia, indicando titoli come «Notes», «Ask», «Roberto Gatto Plays Rugantino» e «The Music Next Door» come lavori significativi. Ha descritto il suo approccio musicale come un continuo rinnovamento, mantenendo sempre un’apertura verso diverse influenze.
Infine, Gatto ha ricordato la sua ammirazione per Jack DeJohnette e le esperienze condivise con artisti come Chet Baker e Lee Konitz, sottolineando l’importanza di queste collaborazioni nella sua formazione musicale. La sua carriera continua a essere caratterizzata da un forte interesse per l’improvvisazione e la ricerca sonora.
Il tour del Jed Levy & Phil Robson International Quartet si svolgerà in Italia dal 21 al 30 novembre e nel Regno Unito dal 5 al 13 dicembre, con concerti in diverse città.
Intervista a Roberto Gatto – Musica Jazz
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