Forlì, Sala Sangiorgi della Fondazione Masini, 1-2 novembre. L’associazione Area Sismica ha organizzato la decima edizione di Open Music, un evento che si distingue per la sua rigorosa impostazione volta a documentare i molteplici linguaggi della ricerca musicale, tra cui elettronica, classico-contemporanea e improvvisazione jazzistica. Quest’anno, la manifestazione ha avuto luogo nella Sala Sangiorgi, nel centro storico di Forlì, abbandonando la storica sede di Ravaldino in Monte. I concerti sono stati preceduti da attività didattiche condotte da Franco Masotti, Maddalena Novati e Marco Colonna, il 30 e 31 ottobre. Gli eventi si sono svolti tra la tarda mattinata e il tardo pomeriggio, con esecuzioni limitate a un arco di tempo compreso tra mezz’ora e cinquanta minuti.
Il concerto di apertura è stato affidato a Ludus Gravis, un quartetto di contrabbassi guidato da Daniele Roccato, coadiuvato da Giacomo Piermatti, Rocco Castellani e Yvonne Scarpellini. Il gruppo ha eseguito composizioni di John Cage, Louis Andriessen e dello stesso Roccato, affrontando con precisione i diversi approcci esecutivi. Le esecuzioni hanno incluso linee melodiche cicliche, esplorazioni timbriche e tracce percussive, creando atmosfere solenne e complesse.
Il duo Beaks, composto da Edoardo Marraffa (sax tenore e sopranino) e Daniela Cattivelli (elettronica), ha concentrato la propria indagine sul suono e le sue possibilità estreme. Marraffa ha utilizzato impulsi elettronici per produrre suoni acuminati e sovrapposizioni di respirazione circolare, creando un crescendo fragoroso. La performance ha richiamato l’avanguardia europea degli anni Settanta, con riferimenti a Peter Brötzmann e Anthony Braxton.
La pianista Margaux Oswald ha presentato un set caratterizzato da cellule rarefatte e accordi ossessivi, alternando momenti di silenzio a flussi sonori intensi. La sua esecuzione ha evocato il rapporto con il silenzio esplorato da Cage e Morton Feldman, culminando in un maelstrom sonoro.
Il trio Spazio Musica ha proposto una sonorizzazione di Nosferatu di Friedrich Murnau, realizzando una narrazione musicale che si distacca dai canoni tradizionali. Fabrizio Casti (elettronica), Sandro Mungianu (clarinetto aumentato ed elettronica) e Sergio Sorrentino (chitarra ed elettronica) hanno creato un’atmosfera che si integra con la potenza delle immagini del film.
Apertura degli eventi domenicali è stata affidata al Canto Trio, composto da Lucian Ban, Mat Maneri e Marco Colonna. La loro performance ha esplorato materiali tradizionali della Transilvania, creando un dialogo tra melodia e ritmi balcanici, con un forte impatto timbrico.
Il trio She’s Analog, formato da Stefano Calderano (chitarra), Luca Sguera (sintetizzatori) e Giovanni Iacovella (batterie ed elettronica), ha presentato un lavoro di sperimentazione che combina elettronica e improvvisazione, creando un andamento circolare e ritmi ossessivi.
Il vibrafonista Sergio Armaroli ha collaborato con il polistrumentista inglese David Toop in un duo che ha esplorato sonorità timbriche insolite, utilizzando oggetti metallici e una varietà di strumenti. La performance ha messo in evidenza un approccio timbrico ricercato.
La manifestazione si è conclusa con il concerto del trio Frelosa, comprendente Fred Frith (chitarra), Lotte Anker (sax alto e soprano) e Samuel Dühsler (batteria). Il set ha enfatizzato l’improvvisazione totale, caratterizzata da un elevato grado di ascolto reciproco e interazione tra i musicisti, creando una vasta gamma timbrica.
Questa decima edizione di Open Music ha dimostrato un esempio di rigore e libertà espressiva, augurando al festival di proseguire il proprio percorso nel futuro.
Open Music Festival, X edizione
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