La trentaduesima edizione di Umbria Jazz Winter si è svolta a Orvieto dal 30 dicembre al 3 gennaio, celebrando il jazz italiano. L’evento ha omaggiato il libro di Adriano Mazzoletti, Il jazz in Italia – dagli anni Sessanta al Terzo Millennio, recentemente pubblicato da Marcello Piras per EDT. La presentazione si è tenuta al Palazzo dei Sette, con la partecipazione della moglie dell’autore, Anna Maria Pivato, del direttore artistico Carlo Pagnotta e di giornalisti specializzati. Durante l’incontro è stata sottolineata l’importanza del lavoro di Mazzoletti, scomparso nel 2023, e l’acquisizione da parte dell’Associazione Umbria Jazz del suo vasto archivio, che sarà collocato a Perugia.
Il festival ha visto la partecipazione di eminenti musicisti italiani, con un totale di settemila biglietti venduti e dodicimila presenze complessive, considerando anche gli eventi gratuiti. I concerti si sono tenuti in vari luoghi, tra cui il teatro Mancinelli e il Museo Emilio Greco.
Il trombettista Fabrizio Bosso ha presentato diverse formazioni, tra cui lo Spiritual Trio e il progetto Ornettology, in omaggio all’alto sassofonista Ornette Coleman. Bosso ha dimostrato una tecnica eccelsa, caratterizzata da audacia e capacità di fraseggio. Il gruppo Ornettology ha reinterpretato brani di Coleman, integrando elementi boppistici, mentre Bosso ha espanso il linguaggio musicale con la sua tecnica superiore.
Il quartetto di Bosso ha collaborato con Julian Oliver Mazzariello, Jacopo Ferrazza e Nicola Angelucci, esprimendo una sonorità rotonda e luminosa. Il gruppo About Ten ha visto l’aggiunta di sei musicisti, eseguendo arrangiamenti di brani famosi, con una perfetta integrazione tra le diverse sezioni.
Enrico Pieranunzi ha offerto concerti al piano solo, presentando un pianismo intimista e raffinato, ispirato da artisti come Bill Evans. La sua esibizione ha messo in risalto un tocco morbido e un fraseggio ricco di pause e sospensioni.
Gaspare Pasini ha presentato il progetto Pepper Legacy, rendendo omaggio a Art Pepper con un repertorio che includeva brani noti e inediti. La band ha offerto un’interpretazione ispirata, con una sezione ritmica solida e un pianismo elegante.
Il pianista Antonio Faraò ha presentato il gruppo Eklektik, caratterizzato da un mix di generi e dall’uso dell’elettronica, creando un’atmosfera vivace e innovativa. Infine, i fratelli Grasso hanno eseguito un repertorio di hard bop, dimostrando una tecnica sopraffina e un fraseggio denso, con brani di compositori classici del jazz.
Umbria Jazz Winter – Musica Jazz
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