Vai al contenuto

Un ricordo di Valentino dal suo primo indossatore: Gianni Macchia.

Gianni Macchia, attore di origine pugliese, dalle passerelle e dai fotoromanzi passò definitivamente al cinema con l’esplosione del film scandalo Brucia ragazzo brucia di Fernando Di Leo, seguito da molti film di successo come Er più di Sergio Corbucci, Sensualità (fenomeno d’incasso dei Settanta), Lo stallone, fino ad arrivare a pellicole cult action di impatto mondiale come Vacanze per un massacro. Divenne coprotagonista con attori del calibro di Celentano, Agostina Belli e Marisa Mell.

Macchia è divenuto oggi icona cult anni Settanta per i film action ed erotico-intellettuali (cinque prestazioni per Fernando Di Leo). Attore e pittore, ha creato uno spazio naif a Calcata, dove è ritenuto un’eccellenza culturale del borgo antichissimo delle streghe. Agli esordi a Roma sfilò come primo indossatore per Valentino e oggi lo ricorda come una nuvola di eventi significativi tra arte e poesia, amicizia e business.

Gianni Macchia, quando e come conobbe il grande Valentino?
Ero arrivato a Roma e avevo iniziato i miei primi lavori, credo fosse il ’67. Muovevo i primi passi nella moda e nel mondo artistico. Avevo già sfilato per le sorelle Fendi, indossando le loro pellicce; ricordo in particolare una tuta bianca di pelliccia. Pochi giorni dopo mi chiamò la segretaria di Valentino, che conoscevo. Mi disse che lo stilista era rimasto colpito dal mio modo di sfilare e che, per il prossimo défilé, voleva creare una versione maschile dei suoi modelli. L’unico a cui pensava per questa innovazione ero io, dopo avermi visto sulla passerella delle Fendi.
Mi diedero appuntamento durante il défilé.
Gianni Macchia, attore di origine pugliese, dalle passerelle e dai fotoromanzi passò definitivamente al cinema con l’esplosione del film scandalo “Brucia ragazzo brucia” di Fernando Di Leo, seguito da molti film di successo come “Er più” di Sergio Corbucci, “Sensualità ” (fenomeno d’incasso dei Settanta), “Lo stallone“, fino ad arrivare a pellicole cult action di impatto mondiale come “Vacanze per un massacro”. Divenne coprotagonista con attori del calibro di Celentano, Agostina Belli e Marisa Mell.

Conobbi Valentino: fu gentilissimo, io ero emozionatissimo. Arrivai al suo atelier di Piazza Mignanelli — l’ingresso allora era ancora da via Gregoriana — e mi accolse con grande semplicità. Mi disse che lo aveva colpito il mio modo di stare in scena e che cercava un indossatore per integrare una versione maschile della sua nuova collezione. Io ero alle prime armi e quell’interesse mi riempì di entusiasmo. Nel primo défilé indossai un completo in stile floreale inglese, un tessuto leggero tra l’hippie e l’esotico. Nei giorni successivi continuò a chiamarmi: voleva che restassi nel gruppo dei modelli, non vedeva alternative. La collaborazione durò circa un anno, poi il cinema mi travolse: avevo studiato recitazione, era la mia vera aspirazione.

Rimase un rapporto professionale o nacque un’amicizia?
Direi proprio un’amicizia. Valentino era estremamente sensibile alla bellezza e, guardando oggi le foto, capisco perché mi trovasse interessante, anche se allora non mi sentivo affatto bello. Voleva “plasmarmi”, come un vero creatore. La sera, un paio di volte al mese, mi invitava a casa sua per lezioni di lingua. Aveva studiato moda a Parigi e sulla pronuncia era inflessibile. Accanto al rigore, però, c’era una cultura immensa: parlavamo di scultura, pittura, viaggi, culture del mondo. Mi insegnò anche molto del suo bon ton: come ricevere con grazia, come vestirsi con gusto anche con abiti semplici, come muoversi agli eventi. Era un maestro, non solo di lingue ma di vita.Ricordo che mi telefonava dicendo: “Stasera passa da me, Gianni”. Io abitavo al piano terra e, per scherzo, tiravo piccoli sassolini alla finestra del suo salotto, pieno di pezzi antichi meravigliosi, affacciato sul giardino interno vicino all’atelier.

Che carattere aveva davvero Valentino?
Sul lavoro era instancabile, un perfezionista. Ma non era snob né altezzoso: era umile, un grande lavoratore e un creatore serio. Sapeva anche far ridere e tenere allegra la sua équipe. Pretendeva molto, ma non era ancora esploso all’estero, credo. Ricordo che voleva “plasmarmi” e, tornando da un viaggio a Parigi, mi regalò un orologio. Giammetti lo vedevo meno: mi sembrava più uomo d’affari che parte del processo creativo e lo conoscevo poco.

Un ricordo frizzante?
Era generoso, ma anche possessivo con gli amici. La nostra amicizia si raffreddò quando mi vide a Parigi, nella hall del Plaza Athénée, con Paoletta Blu, una famosa agente di modelle. Era mia ospite. Vedendomi con questa donna affascinante e più matura, Valentino fece una scenata molto seccante: urlò “Devi crescere ancora tanto artisticamente e perdi tempo con questa…”. Avevo vent’anni e rimasi colpito. Continuò a chiamarmi, ma quando la relazione con Paoletta divenne pubblica capii che la cosa lo aveva irritato, come se sentisse diminuire il suo ruolo di mentore.

Qualcosa di simpatico o paradossale?
Aveva una classe naturale e un modo unico di farti sentire speciale. Una volta incontrai Giammetti a Villa Borghese: mi chiese di andare nella casa che condivideva con Valentino per accordi di lavoro, ma rifiutai. Il suo modo deciso, quasi prepotente, mi intimidiva e io ero ancora scosso dalla scenata di Parigi. Nonostante la mia bellezza — che però non percepivo — desideravo essere apprezzato per la mia sensibilità, non solo per l’aspetto.

Lo rivedesti negli anni successivi?
Non a Roma. Lo incontrai però a New York, verso la seconda metà degli anni Ottanta. Ero a teatro, a uno spettacolo molto stravagante tipo Hair, con amici e con un mio grande mentore giapponese che sosteneva la mia pittura. Mi ritrovai in prima fila, seduto proprio accanto a Valentino e Giammetti. Indossavo un soprabito di Valentino con pelliccia e ridemmo della coincidenza. Era davvero felice di rivedermi. Nei giorni successivi pranzammo insieme in un bellissimo ristorante di New York.

Entra nella community su Telegram

Vai al gruppo
Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella.
SEGUICI

Articoli correlati

Autore

0 0 voti
Valutazione dell'articolo
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Vecchi
Più recenti Le più votate
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti
0
Esprimete la vostra opinione commentando.x