I produttori europei di carne bovina e di pollame esprimono dissenso, mentre gli esportatori di vino accolgono favorevolmente l’accordo di libero scambio tra l’Unione Europea e il Mercosur (Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay). L’accordo, che potrebbe essere firmato a breve, promette di avere un impatto differenziato sull’agricoltura europea.
Il trattato dovrebbe facilitare l’esportazione di automobili, macchinari e vino dall’UE, ma al contempo, la riduzione delle tariffe europee renderebbe più agevole l’importazione di carne bovina, pollo, zucchero, miele, riso e soia.
Secondo quanto riportato, settori già in difficoltà come quello della carne bovina e del pollame in Francia e Germania potrebbero subire un impatto negativo. Bruxelles ha cercato di rassicurare, specificando che i tagli tariffari riguarderanno solo quantitativi limitati: fino a 99.000 tonnellate di carne bovina (equivalenti all’1,6% della produzione UE), 180.000 tonnellate di pollame (1,4%) e 190.000 tonnellate di zucchero (1,2%). Il superamento di tali limiti comporterebbe un “quasi divieto”. Gli agricoltori, tuttavia, temono che un allentamento delle normative possa incrementare la concorrenza sleale, con conseguente crollo dei prezzi in tutti i settori interessati. Gli allevatori esprimono particolare preoccupazione per la concentrazione della riduzione fiscale sui tagli nobili.
Secondo le agenzie di allevamento, il costo di importazione dei tagli nobili dal Mercosur è già diminuito dal 18% al 32%. I produttori di pollame temono che i brasiliani si concentrino sui filetti, considerati il taglio più redditizio. La Commissione europea ha proposto clausole di esenzione “rafforzanti” che fungerebbero da “freno di emergenza” in caso di aumento improvviso delle importazioni o di calo dei prezzi. I sindacati agricoli europei esprimono dubbi sull’efficacia operativa di tali misure.
Il settore vinicolo europeo, che affronta sfide legate all’aumento delle tariffe statunitensi e alle nuove tendenze dei consumatori, auspica di diversificare i propri canali di vendita. In Francia, la Federazione degli esportatori di vino e liquori (FEVS) ha manifestato un forte interesse. L’accordo prevede l’eliminazione dei dazi doganali dal 17 al 35%, a seconda del paese del Mercosur. L’accordo mira anche a proteggere le denominazioni, vietando, ad esempio, la commercializzazione di “champagne” proveniente dall’America Latina. All’interno del Mercosur, il settore vinicolo si concentra sul Brasile, dove la produzione di vino è contenuta e il consumo è in crescita. Il mercato brasiliano, tuttavia, è ancora inferiore a quello americano.
Bruxelles assicura che l’accordo offrirà opportunità anche per prodotti come cioccolato, malto, latte in polvere e formaggio, attualmente soggetti a elevate tasse in America Latina. Si prevede che tali prodotti potranno beneficiare della crescente domanda da parte della classe media. Il governo spagnolo sostiene l’accordo, con particolare riferimento al vino e all’olio d’oliva. Le cooperative agricole delle Isole Iberiche, tuttavia, manifestano diffidenza nei confronti dell’allevamento del bestiame. Analoghe preoccupazioni sono state espresse in Germania, dove, nonostante il sostegno del governo all’accordo, gli agricoltori hanno manifestato le proprie riserve.
L’accordo UE-Mercosur, a chi piace e a chi no?
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