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Art Basel Kata: I migliori stand

La prima edizione di Art Basel Qatar si è svolta a Doha, nel Msheireb Downtown, dal 3 al 7 febbraio 2026. La fiera si è articolata in due sedi, l’edificio M7 e il Doha Design District, con l’obiettivo di promuovere le ambizioni culturali della città.

L’M7 è concepito come un hub pratico per supportare i designer, promuovendo collaborazione, produzione e sostenibilità nella moda e nel design. Il Doha Design District, in contrasto, si è affermato come centro per marchi di design globali e studi di architettura, ospitando marchi come Dior e Fendi, insieme a marchi e ristoranti emergenti del Qatar.

La presenza di Art Basel è resa evidente da striscioni rosso-marrone scuro, dello stesso colore delle uniformi della Qatar Airways, che creano corridoi visivi tra le sedi.

Art Basel Qatar si presenta come una fiera ben strutturata, con presentazioni personali per tutte le gallerie e vincoli alla struttura dello stand.

A Doha, Art Basel è presentata come parte di una coreografia visiva e organizzativa più ampia, che si estende dalle gallerie alle strade e all’immagine della città.

La Gray Gallery di New York ha presentato una scultura monumentale di Torkuwase Dyson, **Nia (2026)**, realizzata in acciaio, grafite, vernice e legno. L’opera fa parte della serie “Memory Horizon” di Dyson e si presenta come un ambiente, invitando lo spettatore a muoversi lungo il suo perimetro.

La Camera di Commercio del Lussemburgo ha esposto dipinti scultorei di Katsumi Nakai, artista giapponese, incentrati sull’uso di cerniere. I pannelli di legno sono tagliati, assemblati e rimontati con cerniere, consentendo ai pezzi di aprirsi, piegarsi e muoversi nello spazio.

Lo stand di Fergus McCaffrey si è concentrato su “**Duchampiana: Video Chess**” di Shigeko Kubota (1968-1975), una video scultura derivata dalla registrazione di una performance del 1968 in cui Marcel Duchamp e John Cage giocavano a scacchi su una scacchiera elettronica progettata da Lowell Cross.

Lo stand di Tabari Artspace ha presentato Hazem Harb, un artista palestinese che combina collage e installazione, esplorando archeologia, cartografia e migrazione forzata. Tra le opere esposte, “**Reformulated Archaeology**” (2018) e “**Victims of a Map**” (2025).

La Green Art Gallery di Dubai ha esposto dipinti di Maryam Hosseini, disposti su pannelli di legno. I pannelli formano un campo continuo che si estende attraverso il muro, con oggetti e paesaggi che appaiono e si frammentano.

Lo stand di Laurie Shabibi è stato dedicato allo scultore sudanese-americano Amir Noor, presentando sculture e lavori su carta. Tra le opere esposte, “**Serpent**” (1970), “**Doll**” (1974) e “**One and One**” (1976).

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