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Mercato Arte: ArtTactic prevede fiducia in ripresa entro 2026

Il mercato dell’arte si prepara al 2026 con segnali di ripresa, secondo il Global Art Market Outlook Report della società di ricerca ArtTactic. Dopo un periodo di incertezza successivo al picco del 2022, si registra un ritorno di fiducia, seppur selettivo e cauto.

Secondo il rapporto, oltre la metà degli operatori del mercato dell’arte prevede una crescita significativa nel corso di quest’anno rispetto all’anno precedente. Le vendite all’asta mostrano già questo trend, con un aumento dell’11% su base annua nel 2025 per le principali case d’asta, trainato principalmente da opere di grande valore e collezioni private.

La ripresa, tuttavia, non è uniforme. La fiducia maggiore si concentra nella fascia alta e bassa del mercato. Le opere con un valore superiore a 1 milione di dollari beneficiano di un rinnovato interesse, grazie al ritorno di opere di elevata qualità, mentre quelle inferiori a 50.000 dollari godono di un’attività commerciale stabile e di una maggiore partecipazione degli acquirenti. Il segmento intermedio del mercato rimane più debole.

Le aste sembrano essere il motore principale di questa ripresa. Sebbene la maggior parte degli esperti preveda che il mercato secondario supererà nuovamente il mercato primario nel 2026, la ripresa di quest’ultimo sarà più lenta, in quanto le gallerie rimangono prudenti a causa dell’incertezza geopolitica e della fiducia disomogenea dei collezionisti.

Per quanto riguarda le preferenze artistiche, l’arte contemporanea e del dopoguerra guidano la ripresa, con una domanda concentrata su artisti storicamente riconosciuti e opere di qualità museale. La giovane arte contemporanea rimane più vulnerabile, risentendo ancora della speculazione eccessiva e dei cali nelle aste degli ultimi anni.

Anche il tipo di opera d’arte incide. I dipinti si posizionano al primo posto nella classifica di affidabilità, seguiti dalle opere su carta e dalle stampe. Gli NFT e l’arte generata dall’intelligenza artificiale si trovano in fondo alla classifica, con gli esperti che non prevedono ulteriori sviluppi significativi dopo l’ultimo ciclo.

Dal punto di vista geografico, il Medio Oriente si distingue come la regione più ottimista per il 2026, sostenuta da investimenti istituzionali e da un calendario crescente di fiere e aste, guidato da Art Basel Qatar. Mentre il clima sta migliorando negli Stati Uniti e in alcune zone dell’Asia, si prevede che l’Europa e il Regno Unito registreranno guadagni selettivi piuttosto che una ripresa completa.

In sintesi, il mercato dell’arte si sta stabilizzando, con gli acquirenti che cercano qualità, storia e affidabilità. I venditori con opere adatte hanno maggiori opportunità, mentre gli altri rimangono in attesa.

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