A Crans-Montana, in Svizzera, il vicesindaco Nicole Bonvin Krivas ha accettato la responsabilità della mancanza di controllo sul sito del bar Le Constellation, dove un incendio il 31 dicembre ha causato 40 morti e 116 feriti. Il vicesindaco ha riconosciuto la gravità delle mancate scuse e ha partecipato a una conferenza stampa con i leader dei governi locali.
I manager del bar Le Constellation, Jack e Jessica Moretti, hanno fornito a un giudice svizzero la loro prima spiegazione dell’accaduto. I due sono indagati per omicidio, incendio e omicidio colposo.
Jessica Moretti ha dichiarato di aver notato un movimento improvviso tra la folla e una luce arancione all’interno del locale all’1:28 di notte, dopo di che ha ordinato l’evacuazione e chiamato i soccorsi. Jack Moretti ha raccontato di aver tentato di entrare nel bar ma di non esserci riuscito a causa del fumo, e di aver trovato la porta laterale chiusa.
Gli amministratori hanno affermato che il locale era stato ristrutturato, che erano stati installati estintori ed era stato ispezionato nel corso degli anni e che l’uso del fuoco del Bengala si verificava regolarmente. Hanno anche riconosciuto che quella notte potevano essere presenti minorenni. Entrambi hanno espresso dolore e senso di responsabilità per quanto accaduto.
Il vicesindaco Nicole Bonvin Krivas ha chiesto perdono alle famiglie delle vittime dell’incendio scoppiato al club Le Constellation di Crans-Montana, fuori dal controllo delle autorità dal 2019. Le parole di Krivas sono arrivate dopo le polemiche per la mancanza di scuse del sindaco Nicolas Ferro in un’intervista alla radio svizzera RTS. Nessuno dei due, però, ha intenzione di dimettersi.
I titolari del ristorante sono stati arrestati venerdì, con Jack Moretti in carcere e la moglie Jessica agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Patrick Michaud, avvocato di Losanna, rappresenta l’imprenditore francese insieme ai colleghi Yaël Hayat e Nicolas Mayer a Ginevra e sta lavorando a una richiesta di liberazione cautelare dal tribunale. Ha promesso di presentare entro lunedì mattina i documenti necessari per dimostrare che non è a rischio di fuga, o almeno fornire le garanzie che la procura ha posto come condizione per il suo rilascio dalla detenzione.
Il vicesindaco ha chiesto perdono alla città “per non aver fatto tutto bene in quella tragica notte” e si è assunto la responsabilità della cattiva gestione dell’amministrazione comunale.
“L’indagine rivelerà il motivo per cui si sono verificate tali carenze. Oggi non abbiamo risposte”, ha continuato Krivas. “Vorrei scusarmi con tutte le famiglie in lutto e afflitte dal dolore e sostenerle nel miglior modo possibile. Faremo tutto ciò che è in nostro potere per garantire che qualcosa del genere non accada mai più”, ha continuato Krivas, riconoscendo la gravità della mancanza di scuse in una conferenza stampa alla quale hanno partecipato i leader municipali pochi giorni fa.
Nessuna dimissione in vista: “Ora abbiamo recuperato tutto dagli archivi, cercato di capire il più possibile e consegnato tutti i documenti. Dobbiamo capire che in poche ore dobbiamo ricostruire 60 anni di storia. Credo che lo abbiamo fatto con serietà e con voglia di trasparenza”. Quanto al vicesindaco, “la questione delle dimissioni finora non si è posta”.
La Procura genovese ha disposto l’autopsia sul corpo del golfista 16enne Emanuele Galleppini, ucciso nella strage di Crans-Montana lo scorso Capodanno. Il pubblico ministero Silvia Saracino assegnerà l’incarico al professor Francesco Ventura il prossimo 19 gennaio. Lo stesso giorno è stata eseguita una TAC e l’autopsia è prevista per il 20 gennaio.
Un’indagine medico-legale confermerà se il ragazzo è morto per ustioni, opacità o altre cause e aiuterà a determinare la causa della morte. Dai primi accertamenti è emerso che il corpo non presentava ustioni evidenti, ma erano presenti abrasioni ed ecchimosi, fattori che hanno portato a ipotizzare che il giovane fosse stato travolto durante la fuga.
Le vignette di Charlie Hebdo tornano a suscitare polemiche. Questa volta il tema del settimanale satirico francese è stato la tragedia di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera, dove un incendio in un club ha ucciso 40 persone, tra cui sei giovanissimi italiani.
La rivista ha postato sul proprio profilo social una “vignetta del giorno” firmata dal fumettista Salche, che presenta due personaggi dai tratti satirici che rappresentano degli sciatori, con la scritta “Les brulés font du Ski” in alto e “La comédie de l’année” scritta in basso. Questo è un riferimento alla commedia francese del 1979.
L’illustrazione ha scatenato la protesta di diversi utenti del web.
La prima storia del direttore del Bar Le Constellation, Crans-Montana
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