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Baristi in fuga: l’allarme nel settore

La Procura di Sion ha cambiato la sua posizione nei confronti del proprietario di un bar a Crans-Montana, in Svizzera, dove sono morti 40 bambini in un incendio. Jacques Moretti è stato arrestato, mentre per la moglie Jessica è stato chiesto l’obbligo di dimora. L’arresto è motivato dal “rischio realistico di fuga”.

L’arresto di Jacques Moretti è avvenuto dopo giorni di pressioni da parte dei familiari delle vittime. Moretti e sua moglie sono stati interrogati e portati in carcere. I pubblici ministeri hanno chiesto per Jessica Moretti “misure alternative”, tra cui l’obbligo di indossare un braccialetto elettronico e il ritiro dei documenti, in attesa della conferma da parte del giudice.

Nel frattempo, si è tenuta una messa in ricordo delle vittime italiane, un momento di “unità nazionale” voluto dal premier Giorgia Meloni. Il cardinale Baldassare Reina ha espresso vicinanza alle famiglie.

In Svizzera, la giornata è iniziata con l’arrivo dei Moretti a Sion per l’interrogatorio. I due erano già stati ascoltati dalla Procura subito dopo l’incendio, ma solo come testimoni. L’interrogatorio è durato più di sei ore e si è concentrato sulle circostanze finanziarie e personali della coppia.

La procura svizzera ha chiesto l’arresto di Jacques Moretti a causa del “rischio concreto di fuga”, considerando il suo percorso di vita e le dichiarazioni sulla sua situazione in Svizzera e all’estero. Per Jessica Moretti, invece, i pubblici ministeri ritenevano che il rischio di fuga potesse essere evitato con una sistemazione alternativa. Jessica Moretti ha espresso le sue scuse alle famiglie delle vittime.

Si attende la conferma da parte del giudice competente entro 48 ore sia per l’arresto di Jacques Moretti che per la messa agli arresti domiciliari della moglie.

L’indagine continua sulle misure di sicurezza e sulle responsabilità del Comune. Il sindaco Nicolas Ferro ha dichiarato che non sono stati effettuati sopralluoghi negli ultimi sei anni.

Da parte italiana, la Procura di Roma ha avviato un’indagine e ha incaricato le Procure locali di Milano, Genova e Bologna di disporre le autopsie sui corpi delle vittime italiane e di trasmetterne i risultati.

Le autorità svizzere non hanno effettuato accertamenti medico-legali prima del funerale, ma ne è previsto uno per accertare la vera causa della morte. L’avvocato di Emanuele Galleppini ha sollevato dubbi sulla causa del decesso, non riscontrando segni di ustioni sul corpo.

Il governo italiano ha espresso interesse per la vicenda. Il primo ministro Giorgia Meloni ha affermato che la procura cantonale è in contatto con le procure svizzere e romane per dare seguito alle indagini ed è disposta a fornire sostegno alle famiglie delle vittime.

“Quello che è successo non è una vergogna,” ha detto Meloni. “I responsabili devono essere individuati e perseguiti”. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha affermato che l’Italia valuterà la possibilità di costituirsi parte civile.

La famiglia di una vittima italiana sta valutando la possibilità di assumere un avvocato che la rappresenti in Svizzera.

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