In occasione della festa del Battesimo del Signore, la Chiesa cattolica riflette sul significato del sacramento attraverso le parole dell’Abate Marion Nguyen, concentrandosi sul concetto di “unzione” e sulla grazia battesimale. La riflessione è incentrata sul fiume Giordano, luogo del battesimo di Gesù.
L’Abate Nguyen sottolinea come il battesimo di Gesù non sia solo un evento storico, ma riveli la vera essenza del battesimo cristiano: perdono, appartenenza e soprattutto la vita dello Spirito, anticipazione della vita eterna.
Quando Gesù emerge dalle acque del Giordano, lo Spirito Santo discende e si posa su di Lui, dimorando in Lui. Da quel momento in poi, ogni azione di Gesù è compiuta in quanto Cristo, l’Unto. Citando gli Atti degli Apostoli, l’Abate ricorda come Pietro riassuma il ministero di Gesù affermando che “Dio riversò su di lui lo Spirito Santo e la potenza, ed egli passò facendo il bene”. La bontà di Gesù, quindi, non è frutto di sforzo personale, ma scaturisce dall’unzione divina.
San Bernardo di Chiaravalle, nel suo commento al Cantico dei Cantici, vede in questo episodio un esempio per tutti i battezzati. Secondo Bernardo, non si può compiere il bene senza essere unti dalla grazia. Persino Gesù, nella sua umanità, agisce come Cristo unto, non per semplice determinazione morale. Senza questa unzione interiore, le azioni rischiano di essere aride e prive della profondità e della capacità di resistenza che derivano dalla grazia.
Bernardo descrive la vita di grazia attraverso tre “unguenti”: il pentimento, la dedizione e la pietà. Il primo, l’unguento del pentimento, nasce dalla consapevolezza dei propri peccati, generando umiltà. Il secondo, l’unguento della dedizione, consiste nella contemplazione della bontà divina, che suscita gratitudine e gioia spirituale. Il terzo, l’unguento della pietà, è la misericordia verso il prossimo, che scaturisce naturalmente quando l’anima è “irrigata” dalla grazia.
L’Abate Nguyen, rifacendosi a San Bernardo, mette in guardia dal rischio di essere come “canali” che riversano subito l’acqua ricevuta, rimanendo aridi, anziché come “bacini” che si riempiono fino a traboccare. Agire nello Spirito significa permettere alla ricchezza di Dio di traboccare attraverso il nostro servizio, anziché esaurire le nostre risorse limitate.
L’unzione interiore, secondo Bernardo, diffonde un aroma particolare: la redolentia di Cristo. La bontà che sgorga dallo Spirito Santo permea l’incontro con l’altro, arrivando al suo cuore perché parte dal cuore di Dio.
L’invito, in questa festa del Battesimo del Signore, è dunque a riscoprire la profondità del proprio battesimo. Quando il battesimo è ridotto a un rito esteriore, perde la sua forza. Ma quando è vissuto pienamente, ci unge continuamente, purifica il nostro amore e ci attira nella comunione con Dio. Permettendo allo Spirito di riempirci, di guarirci e di traboccare attraverso di noi, possiamo compiere buone opere e portare nel mondo la fragranza del cielo.
Riflessione sul giorno del Signore: Vivere la grazia del Battesimo
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