Una nuova edizione della “Bootleg Series” di Bob Dylan, pubblicata da Sony, ripercorre i primi anni di carriera dell’artista attraverso otto CD. L’antologia, curata dallo storico Sean Wilentz, include 139 canzoni, di cui oltre un terzo inedite, registrate tra il 1956 e il 1963.
Nel gennaio 1961, Robert Allen Zimmerman, all’età di 19 anni, arrivò a New York con una valigia, una chitarra e 10 dollari. Il suo obiettivo era il Greenwich Village, dove sperava di esibirsi nei club, guadagnare e trovare un posto dove dormire.
Presto conosciuto come Bob Dylan, sfruttò ogni opportunità per suonare, frequentando i locali, parlando con i musicisti folk e imparando le loro canzoni. Iniziò una relazione con Suze Rotolo, che cercò di avvicinarlo alla politica, ma senza successo. Visitò Woody Guthrie, malato terminale, e scrisse “Song for Woody” in suo onore.
Inizialmente, Dylan non si distinse particolarmente. Il suo modo di suonare la chitarra era considerato rudimentale e il suo comportamento energico infastidiva molti. Tuttavia, la sua ardente ambizione colpì i suoi contemporanei. Nell’agosto 1962, firmò un contratto con Albert Grossman, un manager noto per la sua spietatezza.
La diciottesima edizione della “Bootleg Series” documenta la trasformazione di Dylan da musicista acerbo a cantautore di successo. L’antologia include la prima registrazione di Dylan al pianoforte, realizzata a 15 anni, versioni alternative dei suoi primi album e l’intero concerto alla Carnegie Hall del 1963.
Sean Wilentz ha raccolto il materiale per l’antologia da diverse fonti, tra cui registrazioni personali di prove, concerti, registrazioni radiofoniche e versioni in studio inedite. La collezione include anche una breve apparizione di Bob Dylan e Joan Baez a Washington durante il discorso “I Have a Dream” di Martin Luther King Jr.
Una delle canzoni più significative di quel periodo fu “A Hard Rain’s A-Gonna Fall”, un brano di sette minuti che evoca immagini apocalittiche e sembra anticipare la crisi missilistica cubana. Il testo contiene immagini surreali di morte e distruzione, che impressionarono profondamente gli ascoltatori dell’epoca.
Musicisti come Dave Van Ronk rimasero sopraffatti dalla potenza della canzone, mentre Allen Ginsberg e Joan Baez si commossero ascoltandola. L’originalità e il talento di Dylan stupirono il pubblico.
La “Piracy Series” mostra come Dylan si sia evoluto rapidamente, trasformando canzoni tradizionali in qualcosa di unico. Questa capacità di appropriazione rende la collezione estremamente preziosa.
L’antologia evidenzia anche il distacco di Dylan dall’ala sinistra del movimento folk. Nonostante scrivesse canzoni contro il razzismo e ammirasse attivisti come Pete Seeger, Dylan si stancò presto delle “canzoni che puntano il dito”, preferendo un approccio più personale e poetico.
Dylan comprese che le canzoni politiche legate all’attualità invecchiano rapidamente. Secondo Dave Van Ronk, Dylan era “più chiaroveggente di chiunque altro”, e questa è una delle ragioni per cui il suo lavoro rimane rilevante ancora oggi. La nuova pubblicazione si intitola: Serie Bootleg Volume 18 – Attraverso la finestra aperta, 1956-1963.
Il percorso di Bob Dylan per diventare un cantante folk
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