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Camera dei Comuni: Approvato DDL su Educazione Sessuale a Scuola

La Camera dei Deputati ha approvato un disegno di legge sul consenso informato, con 151 voti favorevoli e 113 contrari. Il provvedimento ha suscitato reazioni diverse: per la Lega si tratta di una “barriera di genere”, mentre Riccardo Magi (+Europa) ha parlato del “rumore della lobby Provita”. Esperti e organizzazioni hanno espresso preoccupazioni riguardo ai possibili effetti sul contrasto al bullismo omofobico e alla violenza di genere nelle scuole.

Il disegno di legge, presentato dal governo, è stato approvato con l’obiettivo di contrastare quella che la maggioranza definisce una “narrativa infinita” della teoria del genere e di bloccare progetti di lotta al bullismo omofobico e alla violenza di genere nelle scuole. Secondo i sostenitori del provvedimento, è necessario porre un freno a un presunto declino della scuola italiana, descritta come un “parco divertimenti” in cui gli studenti sarebbero esposti a “indottrinamento” e costretti a partecipare a eventi specifici.

L’approvazione della legge è avvenuta contro il parere di esperti del mondo dell’educazione e ha generato polemiche. Rosario Sasso, esponente della Lega, ha rivendicato la vittoria, affermando che grazie a questo provvedimento “attivisti politici di estrema sinistra, drag queen e persone non qualificate non cercheranno mai più di indottrinare i nostri figli nelle scuole”. Grazia Di Maggio, di Fratelli d’Italia, ha ringraziato il deputato Amorese, primo firmatario della proposta, e ha sottolineato il ruolo del governo Meloni, del ministro Giuseppe Valditara e della sottosegretaria Paola Frassinetti nel raggiungimento di questo risultato.

Sasso ha inoltre affermato di essere stato definito “non scientifico” per non aver rispettato le linee guida dell’Oms, citando come esempio la “scoperta dei genitali e la masturbazione infantile”. Rosalia Tassinari, di Forza Italia, ha espresso l’importanza della collaborazione tra scuola e famiglia.

Di Maggio è stata accusata di aver attaccato la sindaca di Genova, Silvia Saris, per aver proposto un curriculum scolastico sulle differenze. Sasso ha concluso il suo intervento affermando che “Dio, patria e famiglia non sono slogan, ma convinzioni per amare e proteggere i valori di Dio”.

Elisabetta Piccolotti, di Alianza Verdi e Sinistra, ha criticato il “discorso squilibrato” della maggioranza e ha sottolineato il rigetto di un suo emendamento che avrebbe dovuto salvare i progetti di educazione sessuo-emotiva delle ASL e dei consultori familiari. Eileen Munsey ha espresso il timore che la legge possa incidere negativamente sulle attività che dovrebbero svolgersi nelle scuole.

La deputata M5s Gilda Sportiello ha ricordato i tentativi di compromesso sul ddl, tutti falliti, accusando la maggioranza di aver preferito “seminare il sospetto nelle scuole pubbliche”. Secondo Sportiello, il consenso informato rischia di diventare un’arma nelle mani delle famiglie, dove la violenza è più presente.

Riccardo Maghi, segretario di +Europa, ha definito la proposta uno “sfogo contro le lobby pro-vita”. All’esterno del Congresso, gruppi anti-scelta e pro-vita hanno festeggiato l’approvazione della legge. Questi gruppi avevano lanciato la campagna “No per i miei figli” e il ministro dell’Istruzione aveva incontrato Sasso per discutere di temi di importanza per le famiglie e di iniziative normative.

Dopo il primo disegno di legge sul “consenso informato” firmato da Alessandro Amorese, è stato depositato il disegno di legge Sasso, e infine il disegno di legge Valditara, approvato con il sostegno di gruppi anti-scelta. La legge è il frutto della collaborazione tra i pro-life e parti della maggioranza di governo. L’Aula di Montecitorio ha dato il via libera al linguaggio del consenso informato. Nel dibattito finale la maggioranza ha votato anche a favore di un disegno di legge che mira ad alimentare la fantastica “narrativa infinita” della teoria del genere. Questa legge molto delicata è stata approvata contro il parere degli esperti del mondo dell’educazione. A fare chiarezza sulla posta in gioco è Riccardo Maghi.

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