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Case UE: Piani a rischio, i paesi frenano?

I paesi dell’UE dovrebbero esprimere il loro sostegno all’iniziativa della Commissione Europea per l’edilizia abitativa a prezzi accessibili. Tuttavia, una bozza di conclusioni del Consiglio, esaminata da Euroactive, mette in guardia Bruxelles dall’eccessivo interventismo. Il documento sottolinea l’importanza di rispettare le competenze degli Stati membri in materia di politica abitativa.



La bozza, preparata lunedì, suggerisce di evitare nuove leggi, pur riflettendo ampiamente le proposte della Commissione. Si appoggia la revisione delle normative sugli aiuti di Stato, incluse quelle sui Servizi di Interesse Economico Generale (SIEG) e i regolamenti di esenzione per categoria (GBER). Questo permetterebbe ai governi di sostenere i progetti abitativi in maniera “più rapida e semplice,” ma solo in presenza di un evidente fallimento del mercato.

Ulteriormente, si propone la creazione di un “hub” per aggregare capitali privati e fondi dell’UE, facilitando il collegamento tra città, sviluppatori, governi e investitori. L’obiettivo è di agevolare i flussi finanziari verso l’edilizia accessibile.

Semplificazione e Uso del Suolo

L’utilizzo del suolo emerge come una questione cruciale. Gli Stati membri sono sollecitati a velocizzare il rilascio dei permessi di costruzione, “senza compromettere gli standard ambientali.” Si raccomanda inoltre di riservare terreni ai fornitori di alloggi sociali e a prezzi accessibili “ove necessario.” La semplificazione delle procedure burocratiche è un elemento chiave.

Il documento invita a semplificare i processi di “pianificazione, autorizzazione, costruzione e ristrutturazione” in linea con gli obiettivi politici dell’UE. Tuttavia, viene ribadito che “la politica abitativa rimane di competenza degli Stati membri,” sottolineando l’assenza di una definizione univoca a livello europeo di alloggio accessibile o sociale. La questione delle competenze è centrale.

Regolamentazione del Mercato degli Affitti a Breve Termine

Si auspicano misure “efficaci ed equilibrate” per regolamentare il mercato degli affitti a breve termine, “nel rispetto del contesto nazionale, delle priorità politiche e della tradizione normativa di ciascun paese.” L’obiettivo è trovare un punto di equilibrio tra la promozione del turismo e la tutela dei residenti.

“La politica abitativa rimane una competenza degli Stati membri.”

Prossimi Passi

Il gruppo di lavoro del Consiglio sulle questioni sociali esaminerà ulteriormente il testo il 6 ottobre, in preparazione alla discussione dei leader, prevista sempre per il 6 ottobre. Questo passaggio è cruciale per definire la posizione comune dei Paesi Membri.

La Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, aveva promesso di accelerare i lavori di pianificazione nel suo discorso sullo stato dell’Unione del 10 settembre. Dan Jørgensen, responsabile dell’edilizia abitativa nell’UE, ha poi illustrato l’iniziativa in dettaglio.

Per affrontare la crisi abitativa, “dobbiamo utilizzare tutte le soluzioni a nostra disposizione”, ha dichiarato Jørgensen, citando la regolamentazione degli affitti a breve termine, l’allentamento delle regole sugli aiuti di Stato, le piattaforme di investimento nazionali pubbliche per promuovere il finanziamento e la nuova legislazione sulla semplificazione. Si punta all’utilizzo di ogni strumento disponibile.

“È ora di abbattere tutte le barriere inutili”, ha concluso Jørgensen, evidenziando l’urgenza di agire per migliorare l’accesso all’alloggio per tutti i cittadini europei.

I paesi dell’UE dovevano sostenere i piani abitativi della Commissione, ma c’è un avvertimento


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