Centoventidue rifugiati sono giunti in Italia dalla Libia grazie a un corridoio umanitario. L’arrivo è avvenuto giovedì 11 dicembre all’aeroporto internazionale di Roma Fiumicino con un volo organizzato dall’UNHCR da Tripoli. L’iniziativa mira a fornire un percorso sicuro per persone in condizioni di vulnerabilità.
I migranti provengono principalmente da Sudan, Sud Sudan ed Eritrea. Tra loro si contano 31 donne e 62 minorenni.
Il loro arrivo in Italia è stato reso possibile da un accordo tra Ministero dell’Interno, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, UNHCR, Arci e Comunità di Sant’Egidio. L’accordo, firmato nel dicembre 2023, ha finora permesso a 659 persone di sfuggire a condizioni di vita difficili.
I beneficiari di questi corridoi umanitari sono persone costrette a fuggire dai propri paesi a causa di guerre o violenze e che risiedono temporaneamente in Libia, vivendo in condizioni di vulnerabilità.
Tra questi figurano bambini, donne vittime della tratta di esseri umani, sopravvissuti alla tortura e pazienti con gravi condizioni di salute.
I rifugiati alloggeranno nelle strutture messe a disposizione dalla Comunità di Sant’Egidio (53 persone), dall’Arci (30 persone) e dal Sistema di Accoglienza e Integrazione (39 persone) in diverse regioni d’Italia.
Il Corridoio Umanitario nasce da un protocollo d’intesa tra la Comunità di Sant’Egidio, la Federazione Italiana delle Chiese Evangeliche, la Tavola Valdese e il Governo italiano. Questi sono autofinanziati da organizzazioni responsabili di fornire volontari sul campo che lavorano direttamente con i rifugiati nei paesi interessati.
Successivamente viene redatto un elenco dei potenziali beneficiari e consegnato alle autorità consolari italiane. Successivamente vengono rilasciati visti umanitari con validità territoriale limitata, sotto il controllo del Ministero dell’Interno. Di conseguenza, questi visti sono validi solo nell’Italia continentale.
I rifugiati possono presentare domanda di asilo non appena arrivano in Italia e vengono ospitati in case e strutture pagate dai partner della Comunità di Sant’Egidio. La comunità stessa offre corsi di lingua italiana, sostiene l’iscrizione dei bambini a scuola, assiste nella ricerca di lavoro e facilita l’integrazione in Italia.
Nell’ambito di questo programma, da febbraio 2016 sono arrivate in sicurezza in Italia più di 8.300 persone.
Filippo Ungaro, portavoce dell’UNHCR per l’Italia, ha dichiarato in una conferenza stampa all’aeroporto di Fiumicino che c’è ancora molto lavoro da fare, sottolineando che “ci sono circa 2,8 milioni di rifugiati nel mondo, ma solo l’8% di loro sono stati reinsediati in un paese di reinsediamento”.
“I corridoi umanitari e le evacuazioni sono un modo sicuro per arrivare in un Paese sicuro. Le istituzioni e le organizzazioni italiane stanno dando le risposte giuste e speriamo che il modello italiano possa servire da esempio per tanti altri Paesi”, ha aggiunto.
I rifugiati arrivano in Italia attraverso il corridoio umanitario
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