Un articolo esplora il rapporto tra musica e cibo, analizzando come quest’ultimo sia diventato protagonista nella musica classica. L’indagine spazia dal Toast de La Traviata al “White Meal” di Satie, dalla Cantata al caffè di Bach al Banchetto di Telemann, evidenziando conflitti generazionali, piaceri mondani e manifesti estetici.
L’associazione tra musica e cibo è descritta come antica e stratificata, dalle usanze greche ed egiziane ai triclini romani, e attraverso il Medioevo.
Nell’opera, il cibo assume diverse forme, evolvendo da semplice accessorio a valore drammaturgico, definendo relazioni di potere, intimità e conflitto, in particolare nei secoli XVIII e XIX.
A Lipsia nel XVIII secolo, Johann Sebastian Bach compose Café Cantata, una satira della società borghese, presentata al Café Zimmermann. L’opera mette in luce il consumo di caffè e la sua incorporazione nelle abitudini borghesi.
Ne La Traviata di Giuseppe Verdi, il brindisi e la lista di alimenti, come “Arance, datteri!”, costruiscono un immaginario di gioia mondana, destinato a essere fragile rispetto alla realtà della malattia e della moralità sociale.
A Gioacchino Rossini è associata la pizza Rossini. Stendhal registrò la passione del compositore per il tartufo e per il risotto. Waverly Root afferma che “Rossini sarebbe potuto diventare un famoso buongustaio se il suo genio musicale non avesse oscurato il suo talento gastronomico”.
Giacomo Puccini nella Tosca scelse il tavolo come fulcro del secondo atto, con la cena di Scarpia che incornicia la scena.
In Cavalleria Rusticana Pietro Mascagni inserisce un brindisi: “Viva lo spumante”, mentre ne L’Amico Fritz, compare il “duetto di ciliegie”.
Nel 1733 Georg Philipp Telemann pubblicò Music de Table, conosciuta come Tafelmusik, una raccolta di strumenti musicali per accompagnare pasti e banchetti. Questa pubblicazione attirò l’interesse di abbonati e musicisti in tutta Europa.
Con Erik Satie il rapporto tra cibo e musica assume un aspetto programmatico. Il compositore francese mangiava solo cibo bianco.
L’opera e la musica classica assorbono l’atto del mangiare, lo traducono in ritmo e lo integrano nel pensiero musicale. Mangiare e bere non è mai semplicemente un atto, ma segno di qualcos’altro: potere, desiderio, appartenenza sociale, disciplina intellettuale.
Cucina teatrale, banchetto d’opera
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