Il Bureau des Nazioni Unite per la Lotta Contro il Terrorismo (UNOCT) ha espresso preoccupazione per la continua espansione dello Stato Islamico, nonostante la pressione esercitata. L’allarme è stato lanciato al Consiglio di Sicurezza, evidenziando come il 2025 si prospetti come un anno particolarmente impegnativo.
Alexandre Zouev, responsabile dell’UNOCT, ha sottolineato l’aumento costante dei mezzi e delle modalità operative del gruppo terroristico, evidenziandone la complessità e l’adattabilità. Secondo Zouev, lo Stato Islamico e le entità affiliate continuano ad espandersi in Africa occidentale e nel Sahel, pur mantenendo attacchi in Iraq e Siria.
Zouev ha inoltre fatto riferimento alla situazione in Afghanistan, menzionando un attacco a un ristorante cinese a Kabul, rivendicato dallo Stato Islamico, che ha causato sette morti. E’ stata inoltre citata la situazione in Siria, definita fragile, con particolare riferimento alla necessità di gestire i detenuti jihadisti e garantire la stabilità dei campi profughi, temendo possibili evasioni.
Nonostante la “pressione sostenuta”, il gruppo terroristico “ha continuato ad adattarsi e a dimostrare resilienza”, proseguendo con il reclutamento di combattenti e cercando di sfruttare nuove tecnologie. Natalia Garman, responsabile delle questioni antiterrorismo dell’ONU, ha evidenziato come il Daesh e altri gruppi terroristici stiano monitorando attività sicure, utilizzando criptovalute, fornendo parallelismi cibernetici e sfruttando sistemi aerei senza pilota, oltre a fare ricorso all’intelligenza artificiale.
L’intelligenza artificiale “è sempre più utilizzata”.
La posa di minaccia di Daesh si fa più grave e mette in guardia l’ONU
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