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David Bowie: Decimo Anniversario della Scomparsa, l’Omaggio

A dieci anni dalla scomparsa di David Bowie, avvenuta il 10 gennaio 2016, si ripercorre la vita e la carriera di un artista che ha lasciato un segno indelebile nella musica e nella cultura popolare. Il musicista, scomparso a 69 anni a seguito di un cancro al fegato diagnosticato 18 mesi prima, continua a essere una figura enigmatica e influente.

La notizia della sua morte ha suscitato commozione in tutto il mondo, con fan che si sono radunati a Brixton Road, Londra, dove Bowie aveva trascorso i primi anni della sua vita, indossando abiti e simboli iconici legati al suo personaggio di Ziggy Stardust.

David Robert Jones, nato da genitori divorziati e cresciuto in un ambiente modesto, ha venduto oltre 100 milioni di dischi e viene considerato uno degli artisti solisti più influenti nella storia della musica rock.

La sua capacità di reinventarsi continuamente, assumendo ruoli e sperimentando diversi generi musicali, lo ha reso un artista unico. “C’è la vecchia onda, c’è la nuova onda e c’è David Bowie”, come affermava la sua casa discografica RCA nel 1977.

Bowie stesso affermava: “Io non esisto. Esisto solo negli occhi di chi guarda”, sottolineando la sua natura sfuggente e la sua capacità di trasformarsi. Come scrive il critico musicale Jon Savage, David Bowie è un viaggiatore stabile: “Curioso, ma strano”.

La sua morte improvvisa ha fatto seguito alla pubblicazione del suo ultimo album, “Black Star”, l’8 gennaio 2015, giorno del suo 69esimo compleanno. Il titolo, in retrospettiva, appare come un preannuncio della sua scomparsa.

Prima di raggiungere la fama mondiale, Bowie ha attraversato un lungo periodo di gavetta, suonando in nove band e pubblicando 13 singoli senza successo. La svolta è arrivata con la creazione del personaggio di Ziggy Stardust, un essere androgino proveniente da un altro pianeta.

La sua esibizione al programma della BBC “Top of the Pops” nel 1972, con il singolo “Starman”, ha segnato l’inizio della sua ascesa alla celebrità, grazie al suo aspetto androgino e alla sua capacità di comunicare direttamente con il pubblico.

La teorica culturale Camille Paglia ha sottolineato come Bowie, con la sua performance, abbia messo in discussione non solo la mascolinità tradizionale, ma anche il mito di autenticità della cultura rock.

Nel 1972 e 1973, nei panni di Ziggy Stardust, Bowie intraprese il suo primo tour mondiale. Al suo ultimo concerto a Londra, dichiarò: “Questo è l’ultimo spettacolo che suoneremo”.

“Changes” è il titolo di uno dei suoi primi singoli e riassume perfettamente la sua attitudine al cambiamento. Bowie ha sperimentato diversi generi musicali, dal folk al pop, dal rock all’heavy metal, dall’elettronica alla drum and bass, mantenendo sempre un’identità riconoscibile.

La sua voce, un baritono profondo capace di raggiungere un falsetto supplichevole, ha contribuito a rendere inconfondibile il suo stile. La sua maestria e velocità nel lavoro in studio erano ammirate dai musicisti con cui ha collaborato.

Durante la registrazione dell’album “From Station to Station” nel 1976, Bowie, nonostante la sua dipendenza dalla cocaina, mantenne il controllo delle registrazioni. In quel periodo, si interessò anche all’occulto e ammirò Adolf Hitler, un’ammirazione per cui in seguito si scusò.

Il periodo tra il 1975 e il 1980 è considerato uno dei più creativi della sua carriera, durante il quale ha sperimentato diversi stili musicali, dal soul all’elettrobeat. In questo periodo, ha anche collaborato con il suo amico Iggy Pop, aiutandolo a realizzare il suo primo album da solista.

Dopo l’album “Let’s Dance” del 1983, prodotto da Nile Rodgers, Bowie attraversò un periodo di crisi creativa, per poi riprendersi e raggiungere nuovi traguardi.

Lo stesso Bowie ha parlato della sua paura di impazzire, un timore forse legato alla storia familiare, segnata da problemi di salute mentale. Il suo fratellastro Terry, affetto da schizofrenia, si tolse la vita nel 1985.

Secondo l’autore Paul Trinka, i musicisti che hanno lavorato con Bowie in studio lo descrivono come una persona distaccata, disinvolta, divertente, semplice e quasi amichevole, un Cockney londinese. Forse il più grande segreto di David Bowie è che non era David Bowie.

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