Famiglia "arcobaleno"

Diritti civili, Italia come Polonia e Ungheria

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Sono sempre meno i diritti civili che vengono garantiti in Italia a coppie omosessuali, in quasi tutti i paesi UE, tranne Polonia e Ungheria, vengono riconosciuti i diritti dei figli delle coppie omo-genitoriali.

La questione, partita dalla città di Milano, ha forti conseguenze anche sulle politiche degli altri comuni e dei principali centri urbani italiani. Tutto nasce quando a luglio il sindaco di Milano, Beppe Sala, introduce la pratica di registrazione dei genitori non biologici negli atti di nascita di bambini con due padri o due madri. Martedì lo stesso sindaco ha annunciato lo stop, direttiva arrivata dalla prefettura milanese, partendo, però, dal ministero dell’interno. La prefettura per chiedere l’interruzione delle trascrizioni ha fatto appello alla legge 40 del 2004, quella sulla procreazione medicalmente assistita, consentita solo a coppie formate da persone di diverso sesso. Una legge che limita fortemente anche la maternità surrogata.

A non poter più essere trascritti sono migliaia di bambini, sono i figli di due padri che hanno scelto la maternità surrogata all’estero, che come già detto, non è consentita in Italia a coppie dello stesso sesso, e ai figli di due madri che si sono affidate alla procreazione medicalmente assistita, che anche in questo caso per le coppie omosessuali è vietato nel nostro paese.

Quest’intervento, del ministro dell’interno Matteo Piantedosi, lascia fortemente interdetti. Non solo crea una situazione di forte disparità tra i più piccoli, ma evidenzia maggiormente la posizione omofoba di questo governo e la generale arretratezza dell’Italia in materia di diritti civili.

Questa notizia si accompagna, per altro con la decisione del governo italiano di bocciare la possibilità di un certificato europeo di filiazione, che permetterebbe ai figli delle coppie dello stesso sesso il riconoscimento dei propri diritti in tutta Europa.

Le domande sorgono spontanee: perché creare un problema pratico per dei bambini, che senza questo atto non vedono riconosciuti i diritti e i doveri dei genitori nei loro confronti? Questi bambini esistono, la scelta di non tutelarli e tantomeno riconoscerli è riprovevole. L’Italia, in questo momento, in Europa, si trova sullo stesso livello di nazioni in cui l’aborto è appeso ad un filo come la Polonia, o in uno in cui è la democrazia ad avere i giorni contati, in Ungheria, la magistratura è controllata dall’esecutivo e i diritti dei cittadini vengono scavalcati senza alcun problema.

Ci si affida alle parole di Beppe Sala: “Da oggi, ancora più di prima, mi faccio carico di portare avanti politicamente questa battaglia e di seguire con la massima attenzione ogni sviluppo, normativo e giudiziario di questa complessa vicenda“.

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