Contro le aziende fossili

CONTRO LE AZIENDE FOSSILI

Ancora una volta Avaaz, l’ONG che permette a qualsiasi cittadino di partecipare e influire direttamente sulle decisioni dei leader mondiali e che, ad oggi, conta circa 70 milioni di membri, ha deciso di lanciare un appello urgente su una questione molto pregnante e attuale. Raccogliendo almeno un milione di firme, Avaaz intende presentare una lettera di diffida legale ai dirigenti delle aziende di combustibili fossili, affinché interrompano immediatamente l’apertura di nuovi siti di estrazione di petrolio, gas o carbone.

Al giorno d’oggi, l’80% dell’energia mondiale è generata dai combustibili fossili, in particolare dal carbone, dal petrolio e dal gas. Ma, come è noto, gli studi hanno evidenziato che la loro combustione rilascia ogni anno tonnellate di anidride carbonica e di altri gas che vanno a esacerbare il naturale effetto serra. La conseguenza diretta è rappresentata dal riscaldamento globale: secondo le stime, gli ultimi otto anni sono stati i più caldi nella storia del pianeta, una tendenza confermata dalla torrida estate 2022 appena trascorsa. Di questo passo, sarà impossibile contenere l’aumento delle temperature entro il limite di 1,5 gradi, come è stato deciso dall’Accordo di Parigi e dalla Cop26 di Glasgow. Il cambiamento climatico è responsabile delle disastrose conseguenze che ormai siamo abituati a vedere: inondazioni, siccità, intere zone divorate dalle fiamme. E ciò, come se non bastasse, impatta sulla vita di milioni di esseri umani, violandone, di fatto, i diritti.

Al momento, le grandi compagnie petrolifere e di gas sono impegnate al World Economic Forum di Davos “fingendosi preoccupate per il Pianeta”, come sostengono gli attivisti di Avaaz. Queste aziende infatti, oltre a contrastare, per evidenti ragioni economiche, la transizione verso l’utilizzo di energia pulita, peccano anche di omertà. Di recente si è scoperto come le Big Oil Companies (ovvero le maggiori compagnie petrolifere del mondo) fossero a conoscenza già da decenni delle conseguenze sul clima derivanti dall’uso di combustibili fossili, ma avessero deciso di nascondere l’evidenza ingannando il pubblico e la classe politica circa le cause del cambiamento climatico. Ad esempio, in seguito a una ricerca condotta da Science Magazine, è emerso che la multinazionale texana ExxonMobil già nel 1970 avesse dati sufficienti per prevedere che la combustione dei loro fossili avrebbe causato, nel lungo periodo, il riscaldamento globale. Ma i dirigenti della ExxonMobil preferirono mantenere celati questi studi, sostenendo anzi che non vi fosse alcuna prova scientifica del legame tra effetto serra e combustibili fossili. Per questo motivo, la multinazionale texana ha subito diverse citazioni in giudizio, finché il tribunale del Massachusetts non ha deciso, a maggio 2022, che la compagnia petrolifera dovesse essere processata. E, se l’appello di Avaaz avrà successo, quello della ExxonMobil potrebbe essere il primo processo di una lunga serie.

Alla luce di questi fatti, è dunque necessario intervenire immediatamente, non solo al fine di implementare l’utilizzo di fonti rinnovabili di energia, ma anche per fermare le attività delle Big Oil, che sono guidate da puri interessi commerciali. È possibile sostenere attivamente l’appello di Avaaz apponendo una semplice firma alla pagina dedicata.

Irene Masserano

Crediti immagine di copertina

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