Il libro “Inequality Italy” (Laterza), a cura di Giacomo Gabuti, è stato definito uno strumento necessario per affrontare il tema della crescente disuguaglianza economica, di reddito e di ricchezza. L’opera è stata recensita su una testata online italiana.
L’articolo ricorda come “i fondatori della democrazia moderna parlavano della necessità di individui informati per vivere una democrazia” e come il libro di Gabuti affronti il problema della disuguaglianza.
Il volume, secondo la recensione, rivela con un linguaggio chiaro e in un numero limitato di pagine, l’evoluzione della disuguaglianza di reddito e ricchezza in relazione alle tendenze della disuguaglianza nei paesi, tra regioni, tra generazioni, tra generi e a livello globale.
Il testo evidenzia il peso delle disuguaglianze di classe e delle nuove disuguaglianze nella distribuzione delle emissioni di CO₂, con i più ricchi che emettono di più e le conseguenze che ricadono sui più poveri. Si sottolinea l’importanza di aggiornare i dati con le ultime statistiche disponibili.
L’articolo prosegue spiegando come definire e misurare le disuguaglianze richieda di specificare lo spazio prescelto e di riconoscere la natura normativa delle misurazioni utilizzate. Ridurre la disuguaglianza a pochi numeri implica privilegiare alcuni aspetti a scapito di altri.
Si pone l’accento sulla distinzione tra reddito di mercato (prima delle tasse e dei trasferimenti) e reddito disponibile (dopo tasse e trasferimenti), sottolineando l’importanza di considerare entrambi i sistemi.
Pur riconoscendo l’interazione tra tasse ed economia e la necessità di un intervento fiscale, si evidenzia come gli elevati livelli di disuguaglianza dei redditi di mercato impongano di prestare maggiore attenzione all’economia.
L’articolo menziona la scala Gini, comunemente usata, ma evidenzia come questa favorisca il movimento al centro della distribuzione e non fornisca informazioni su ciò che accade alle estremità. Si suggerisce quindi di combinarla con misure più disaggregate, come la quota di risorse detenuta da diversi percettori di reddito.
Si sottolinea che rapporti come quello tra le risorse possedute dal 20% più ricco e quelle possedute dal 20% più povero possono essere poco significativi se la ricchezza è concentrata nella parte superiore della distribuzione.
Viene citata la concentrazione della ricchezza in Italia, con il 5% della popolazione che detiene il 46% del totale e lo 0,1% che ne possiede il 9,3%. Si afferma che questa situazione non è pienamente riflessa dall’indice Gini.
Infine, si ricorda l’importanza di considerare i dati utilizzati, poiché i dati campione tendono a sottostimare il peso delle persone più ricche. Si suggerisce di integrare i dati con dati amministrativi e fiscali.
La consapevolezza di questi aspetti è definita essenziale per comprendere meglio la situazione e per elaborare proposte più efficaci, evitando la retorica superficiale. Si conclude definendo l’opuscolo uno strumento essenziale di educazione civica.
La disuguaglianza deve essere misurata nel modo giusto e questo è l’unico modo per suggerire soluzioni
Ricevi le nostre ultime notizie da Google News
clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella.

