Il rapper californiano Earl Sweater si esibirà a Zurigo, presso la Rote Fabrik, il 6 febbraio. La sua musica, caratterizzata da monologhi interiori profondi e intensi, lo ha distinto nella scena hip-hop.
Earl Sweater, pseudonimo di Thebe Neruda Kgositsile, è nato a Chicago nel 1994 ed è cresciuto a Los Angeles. La sua musica si distingue per la sua natura riservata e introspettiva, in contrasto con l’approccio più esibizionista tipico del rap. Invece di concentrarsi sulla presenza e sull’affermazione, Earl Sweater lavora con omissioni, interruzioni e ambiguità, creando opere che spesso assomigliano più a protocolli di pensiero che a canzoni vere e proprie.
All’inizio degli anni 2010, Earl Sweater emerse in un panorama hip-hop californiano dominato dalla provocazione e dall’attenzione mediatica, come membro del collettivo “Odd Future”. Tuttavia, fin da subito, si distinse per il suo approccio più introspettivo e poetico. Mentre i suoi colleghi puntavano all’effetto e all’atteggiamento, il sedicenne Earl scriveva poesie che sembravano monologhi interiori.
La lingua, per Earl Sweater, è uno strumento di conoscenza, un’arte ereditata dal padre, il poeta sudafricano Keolapetse Kgositsile, figura di spicco nel movimento delle arti nere. Questa coerenza biografica contribuisce al carattere letterario del suo rap.
Dopo aver raggiunto la fama all’età di 16 anni, Earl Sweater affrontò problemi scolastici e di dipendenza. Nel 2011, sua madre lo mandò a Samoa, dove visse isolato per mesi, senza Internet. Questa pausa forzata si rivelò un momento formativo, portandolo a sviluppare una certa diffidenza e a ritirarsi dalle relazioni.
Questo periodo di isolamento ha influenzato il suo album di debutto del 2013, **Doris**. Con egocentrismo e potere calmante, rappava, per esempio, di come avrebbe dovuto piangere la morte di sua nonna mentre era impegnato a suonare musica rap profana. Il suo stile si armonizzava con una nuova generazione di artisti come Tyler, the Creator, Vince Staples, Mac Miller e Frank Ocean.
Con album come “Some Rap Songs” (2018), Earl Sweater ha continuato a decostruire l’hip-hop. Un esempio significativo è “Nowhere2go”, in cui il titolo stesso indica uno stato d’animo, non un luogo fisico. L’ispirazione, secondo l’artista, proviene dall’interno. La sua poesia assomiglia a pensieri che si provocano a vicenda, con frasi che iniziano, cambiano e finiscono. Il battito, spesso effimero, fa sì che il rap si riveli più una riflessione spirituale che una narrazione.
Il suo ultimo album, **Live Laugh Love**, della durata di soli 24 minuti, esplora il tema dell’accettazione della vita. Nelle interviste, il rapper ha espresso che “risolvere un problema” significa in qualche modo accettare tutto ciò che accade in questa vita.
Nonostante il titolo apparentemente sarcastico, **Earl Sweater** sembra prendere sul serio questo principio, mantenendolo anche in mezzo alla tempesta. La sua musica, nervosa e concentrata, è formata da campioni e intervallata da frammenti di parole di vecchie registrazioni. “Live Laugh Love” ha un certo calore. Il rapper, padre di famiglia, non si concentra solo sul dubbio e sulla disperazione, ma conosce anche l’amore e la responsabilità.
Come Earl Sweater sta reinventando il rap
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