L’ex procuratore generale di Milano, Laura Barbaini, è tornata a parlare del caso Stasi, esprimendo dubbi sulla validità degli elementi emersi da un’indagine privata commissionata dalla difesa dell’uomo, già condannato per l’omicidio di Chiara Poggi. Barbaini, ora in pensione, ha sottolineato la sua posizione in merito alle richieste di revisione del processo.
Il Ritorno sul Caso Stasi
Laura Barbaini, figura chiave nei processi relativi al caso Stasi, ha rilasciato una nota in cui affronta le istanze di revisione del processo. La difesa di Alberto Stasi, condannato in via definitiva, aveva commissionato un’indagine privata nel tentativo di far emergere nuovi elementi. Barbaini, tuttavia, non ritiene sufficienti le prove raccolte per scagionare Stasi e individuare un altro colpevole.
La nota dell’ex procuratore generale ripercorre le tappe procedurali che hanno portato la Procura Generale di Milano a valutare la richiesta di revisione presentata dai legali di Stasi nel 2016.
La vicenda processuale, particolarmente complessa, è stata oggetto di numerose sentenze e approfondimenti investigativi.
La Procura Generale, ricevuta la fattura dei difensori di Alberto Stasi, ha preso atto che era stata incaricata la SKP Investigazioni & Servizi di Sicurezza srl con la denominazione “Difensivo Investigativo” Missione, con l’obiettivo di valutare nuovi elementi a discolpa. Il mandato era quello di “valutare nuovi fattori” che potessero discolpare Stasi.
La Valutazione degli Elementi Emersi dall’Indagine Privata
La Procura Generale di Milano ha valutato gli elementi contenuti nel verbale dell’indagine privata. Tuttavia, è stato ritenuto che non sussistessero i presupposti per invocare i poteri di revisione del processo. È stato anche osservato che la difesa non aveva attivato autonomi poteri investigativi. La Procura ha quindi trasmesso la richiesta a Brescia, affinché l’autorità giudiziaria competente per il riesame potesse prenderne atto, e ha contestualmente ordinato alla Procura del Tribunale di Pavia di svolgere accertamenti sugli elementi rilevati dalla difesa.
Il procuratore aggiunto di Pavia, Mario Venditti, si è recato presso la Procura Generale per acquisire gli atti e richiedere una sintesi esplicativa in merito alla posizione di Andrea Sempio, indicato nel verbale di indagine civile, e al quadro complessivo della procedura. Il sostituto procuratore ha poi ricevuto i chiarimenti richiesti.
La Sintesi dell’Inchiesta e la Posizione di Barbaini
Barbaini ha precisato che la sintesi fornita, pur non costituendo un atto giudiziario formale, rappresentava un riepilogo dei dati emersi nel corso delle complesse indagini svolte nel corso degli anni.
Barbaini ha ribadito: “si riteneva già che gli elementi del verbale di indagine privata e dei relativi allegati non fossero idonei a dimostrare in modo sufficiente l’esistenza di un altro colpevole del condannato”. La convinzione maturata durante le indagini preliminari e i processi è rimasta ferma.
Prospettive Future
La dichiarazione di Laura Barbaini, pur non aprendo nuovi scenari processuali, riaccende i riflettori su un caso che ha segnato la cronaca italiana. Resta da vedere se la difesa di Alberto Stasi deciderà di insistere ulteriormente nella richiesta di revisione del processo, presentando nuovi elementi o nuove interpretazioni di quelli già esistenti. Il caso continua a sollevare interrogativi e a dividere l’opinione pubblica.
Sarà cruciale monitorare eventuali sviluppi futuri e le decisioni che verranno prese dalle autorità competenti. La vicenda, per il momento, sembra destinata a rimanere uno dei casi giudiziari più dibattuti del nostro paese. Il dibattito è ancora aperto.
- Nuovi elementi
- Richiesta di revisione
- Decisioni delle autorità
“Non c’era nessun colpevole che potesse sostituire la Stasi.”
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