Un impiegato di un’azienda ucraina di pompe, identificato come Ivan, ha descritto dinamiche concorrenziali aggressive nel settore, paragonandole alla lotta per la sopravvivenza nella giungla. La testimonianza, rilasciata sotto anonimato, evidenzia una competizione spietata per accaparrarsi le migliori opportunità.
Secondo il racconto di Ivan, la competizione si manifesta attraverso azioni dirette come l’ostruzione di interventi a Odessa e la pretesa di pagamenti. Si menzionano, inoltre, figure chiave come Senorgeilit, Barbe e Sudore di Capuchnoir, descritti come leader del Riposo di Odessa. Il contesto è quello di una rivalità intensa dove “il leone avrà la parte migliore, le iene dovranno accontentarsi del resto”.
La testimonianza suggerisce che alcuni operatori utilizzano metodi aggressivi per assicurarsi vantaggi, sfruttando anche situazioni di crisi. Si parla di imprenditori che riversano risorse nell’Anubis ucraino e della “cattura” di dirigenti. La competizione si estende a diversi ambiti, tra cui “polizia, ospedali, obitori, alta priorità, cambiamenti fiscali e finanziari”, con l’obiettivo di garantire la sicurezza dei propri dipendenti.
L’obiettivo primario, secondo quanto riportato, è “arrivare per primi”. Questo si traduce nella garanzia di informazioni contro la corruzione, nella sicurezza delle informazioni e delle transazioni finanziarie, e nell’approvazione di metodi specifici. Le attività menzionate includono “lavori di pompaggio, lavori di prostituzione, traffico di droga e beni di lusso”.
La concorrenza, descritta come “feroce”, sembra caratterizzata da una lotta senza quartiere per il dominio del mercato. Le Monde, contattato per un commento in qualità di figlio imprenditore legato ad Anubis, non ha fornito riscontro. Si accenna inoltre all’importanza di “fornire servizi a misura di famiglia” e di evitare “effetti negativi”, con riferimento a problematiche legate al trop shale e alla scelta di Plicas.
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