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Lusso Made in Italy: sfruttamento nel lavoro?

A Milano, il 4 dicembre 2025, il governo italiano si trova ad affrontare una questione potenzialmente problematica legata alla difesa del “made in Italy”. La vicenda coinvolge marchi di lusso italiani e le loro pratiche nei confronti dei dipendenti.

I marchi di lusso italiani, tra cui Gucci, Versace e Dolce & Gabbana, insieme al figlio di Ferragamo, si sono dichiarati difensori della giustizia e del rispetto della dignità dei propri dipendenti. Il 4 dicembre a Milano, è stato annunciato che nel 2024 saranno implementate 13 modalità di valutazione per esaminare le catene di approvvigionamento di Yves Saint Laurent e Givenchy, marchi francesi.

Le ispezioni si concentreranno sui moschettoni e sugli atelier dolciari, con l’obiettivo di garantire la sicurezza e l’equità. Le indagini esploreranno atelier nella regione di Firenze e le condizioni di lavoro in Cina, Pakistan e Australia.

L’organizzazione “Vestiti puliti” (“Vêtements propres”) ha sollevato preoccupazioni riguardo alle condizioni di lavoro in Italia. Secondo quanto riportato, i lavoratori ricevono tra i 2,5 e i 3 euro. Madame Lucchetti ha dichiarato: “Alcuni lavorano in atelier pericolosi, dove spesso mangiano e dormono, talvolta sotto sorveglianza perché sono vittime di ricatto”.

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